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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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I Borghi più belli da visitare a primavera in Veneto e nel Vicentino

Ecco una lista di piccoli luoghi "incantati", 11 gioielli da scoprire

Quali sono i borghi più belli del Veneto da visitare durante le vacanze di Pasqua? Ecco gli 11 gioielli da visitare nella nostra regione, davvero meravigliosi in primavera.

Sono undici i borghi del Veneto che si possono fregiare della Bandiera Arancione, vessillo che viene assegnato ai comuni con meno di 15mila abitanti che valorizzano l’accoglienza, il paesaggio, la storia e le tipicità. Il Veneto è una terra ricca di piccoli tesori da riscoprire, valorizzare, ma soprattutto visitare.

In Veneto

I borghi Bandiera Arancione del Touring club:

  •  Asolo (Tv)

Asolo è un centro agricolo e artigianale molto piccolo in provincia di Treviso e fa parte del Club dei Borghi più Belli d'Italia. 

Il suo nome richiama i fasti della corte di Caterina Cornaro, che divenuta regina di Cipro cedette l'isola alla Repubblica Serenissima ricevendone in cambio Asolo. Dal 1489 al 1509 il castello posto sulla cima della collina divenne la prestigiosa residenza di Caterina. Di quella storia affascinante e di quella corte sontuosa e raffinata, restano poche testimonianze.

Per la sua incantevole posizione panoramica tra le colline, dipinte anche dal Giorgione, Asolo ha sempre richiamato artisti e letterati da tutta Europa. Tra questi Giosuè Carducci, che la definì "la città dai cento orizzonti"; il poeta inglese Robert Browning; Pietro Bembo, uno dei più famosi dotti del Cinquecento; il musicista Gian Francesco Malipiero, che trovò ispirazione per alcune sue composizioni. Eleonora Duse, la famosa attrice e amante di Gabriele D'Annunzio, trascorse gli ultimi anni della sua vita in un elegante palazzetto e venne poi sepolta nel piccolo e suggestivo cimitero di Sant' Anna, di fronte al Monte Grappa.

Simbolo di Asolo è la Rocca che domina il paesaggio dalla vetta del Monte Ricco, offrendo una vista spettacolare. Da qui si scorge il centro storico della città: Piazza Garibaldi con la fontana cinquecentesca, il Castello, che ospita oggi il Teatro Duse, e l'antichissima Cattedrale, che custodisce al suo interno la bellissima "Assunta" di Lorenzo Lotto. Da visitare anche il Museo Civico, all'interno del quattrocentesco Palazzo della Ragione, la cinquecentesca Villa degli Armeni e la prestigiosa sede del Comune, Palazzo Beltramini. 

  • Cison di Valmarino (Tv)

Cison di Valmarino si trova immerso nella vallata tra Vittorio Veneto e Follina e fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia. In epoca medievale il borgo fu un antico centro politico e amministrativo della contea di Valmareno.

A dominare il borgo la mole del possente Castello Brandolini, complesso fortificato costruito dalla famiglia dei Da Camino nel XII secolo e poi trasformato successivamente.

Il cuore del centro storico è Piazza Roma, sulla quale si affacciano edifici di interesse architettonico: la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta con la sua nobile architettura settecentesca, Palazzo Barbi, sede del comune, il teatro la Loggia e il Museo della radio d'Epoca. Non dimenticate di visitare anche le Antiche Cantine Brandolini. In origine erano scuderie poi vennero riadattate alla conservazione di prodotti agricoli. Ogni anno ad agosto vi trova sede parte della celebre rassegna "Artigianato Vivo", che riempie le vie del paese con prodotti artigianali, spettacoli e stand enogastronomici.

  • Portobuffolè (Tv)

Un gioiello medievale a pochi chilometri da Treviso. Si entra nel centro storico dalla Porta Trevisana, distrutta nel 1918, e subito si presenta la piccola e raffinata Piazza Beccaro, circondata da palazzi dalle importanti facciate, alcune delle quali affrescate. Da questa piazza si arriva alla splendida dimora trecentesca di Gaia da Camino, nobildonna colta e affascinante immortalata da Dante nel sedicesimo canto del Purgatorio. All'interno del palazzo si possono ammirare affreschi del XIV secolo che ritraggono guerrieri e personaggi del tardo medioevo e il Museo del ciclismo.

Fu con il dominio veneziano che la città conobbe il periodo di maggior splendore diventando un importante scalo fluviale. La Serenissima concesse a Portobuffolè il titolo di Città, lo stemma gentilizio e un podestà.

Nell'incantevole centro storico, oltre alla casa-museo di Gaia da Camino, sono da ammirare la Dogana, il Monte di Pietà, la Loggia comunale, rifacimento del fondaco gotico, e il Duomo, che prima di diventare chiesa cristiana era una sinagoga ebraica. Al suo interno è conservato un crocefisso ligneo del '400 di scuola tedesca e uno splendido organo della casa Callido di Venezia con 472 canne di zinco e stagno.

Le vie, le piazze e i suggestivi angoli di Portobuffolè tornano una volta ogni due anni al loro splendore medievale in occasione della rievocazione storica "Portobuffolè, XIII Secolo" (l'ultimo sabato di giugno). Una festa molto suggestiva con oltre trecento figuranti in costume d'epoca.

  • Valeggio sul Mincio (Vr) 

un borgo che merita una giornata di vacanza. Si possono assaggiare nei ristoranti i deliziosi tortellini, il nodo d'amore di Valeggio, il capolavoro della tradizione gastronomica locale. Prelibatezze fatte rigorosamente a mano con una sottile sfoglia di pasta e un saporito ripieno di carne, ma anche con tanti gusti che variano nelle stagioni. Da visitare il Parco Giardino Sigurtà sul cui colle svetta il maestoso Castello, un luogo da sogno dove immergersi nella natura e lasciarsi incantare dalla grande varietà di fiori e piante, uno dei parchi più belli d’Europa. È d’obbligo, prima di ripartire, una visita al piccolo Borghetto sulle rive dei fiume Mincio, Uno dei borghi medioevali più belli d’Italia, sembra uscito da una fiaba e si è conservato intatto nei secoli, coi mulini ad acqua di un tempo, le rocche del Ponte Visconteo, le antiche case in pietra e il Castello Scaligero. Regalatevi un momento di magico relax fermandovi a bere un caffè o un aperitivo in una delle caratteristiche osterie locali, soprattutto nel periodo primaverile, circondati dai colori della natura e dall’atmosfera d’altri tempi.

  • Arquà Petrarca (Pd) una piccola meraviglia nei Colli Euganei,
  • Borgo Valbelluna (Bl) il suo paesaggio di montagna incanta,
  • Malcesine (Vr) la località sul Lago di Garda che in primavera si colore di fioriture,
  • Montagnana (Pd) con le sue mura e l'aria placida si conserva inalterata nel tempo,
  • Rocca Pietore (Bl) nell’Alto Agordino dalle rive del lago di Alleghe arriva fino agli oltre 3.000 metri della Marmolada,
  • Soave (Vr) le colline veronesi dove si produce il vino simbolo della zona.

In provincia di Vicenza

  • Marostica

Uno dei complessi medievali più importanti del Veneto. Adagiata sulla fascia pedemontana che si estende dall'Astico al Brenta, poco distante da Vicenza e Bassano del Grappa, la città di Marostica è racchiusa tra le antiche mura dei suoi Castelli e conserva ancor oggi la magia delle epoche passate.

La caratteristica cinta muraria parte dal Colle Pausolino e scende fino al centro storico, collegando il Castello Superiore a quello Inferiore. Il sentiero dei Carmini è il percorso panoramico che segue le mura regalando ai visitatori un panorama suggestivo. Una visita la merita il Doglione, anticamente detto Rocca di Mezzo, risalente all'epoca medioevale. L'edificio fu prima casello daziario per le merci in entrata ed in transito e poi sede della Cancelleria dell'archivio dei protocolli e dell'armeria.

La celebre partita a scacchi è considerata la massima espressione della tradizione marosticense, un momento magico per la cittadina vicentina, definita anche la Città degli Scacchi. Si tratta di una rievocazione medievale che rivive ogni due anni nella celeberrima Piazza degli Scacchi, di fronte al Castello Inferiore, e che prende spunto da una leggenda. Si narra, infatti, che nel 1454 due nobili guerrieri si fossero entrambi innamorati di Lionora, figlia del Castellano di Marostica. Questi vietò ai due contendenti di battersi in un cruento duello, imponendo invece una singolare sfida agli scacchi. La partita a pedine viventi si disputa il secondo venerdì, sabato e domenica del mese di settembre degli anni pari e coinvolge più di cinquecento figuranti vestiti con costumi d'epoca.

Chi giunge a Marostica in primavere rimarrà, invece, affascinato dalle morbide colline e dalla distesa dei ciliegi in fiore, un tenue colore bianco che dona alla chioma degli alberi un fiabesco candore.

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