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Martedì, 21 Maggio 2024
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Adunata Alpini: le curiosità che pochi sanno

Portano soccorso nelle calamità, sono il più antico corpo di fanteria da montagna attivo al mondo, ogni penna nel cappello ha un significato

La 95a Adunata Nazionale degli Alpini tra una settimana invaderà  pacificamente la città  di Vicenza,  che la aspetta  da  ben  33  anni, con ancora vivo nel cuore il ricordo di quella partecipatissima del 1991. 
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia l’ha definita “l’Adunata più attesa di sempre” perché si  svolgerà  nella  Provincia  più  Alpina  d’Italia,  per storia  vissuta,  per  somma  di  sezioni  e  gruppi  e  per  numero di iscritti ANA, per concentrazione di sacrari (Ossari del Monte Grappa, di Asiago, del Monte  Cimone e del Pasubio, più il Monte Ortigara con la celebre Colonna Mozza) ma anche per alpinità. 

Ecco allora qualche curiosità su quello  che è ogni anno l’evento più numeroso in tutta Italia e che anche con questa edizione 2024 si prevede farà registrare al capoluogo berico, nei tre giorni 10, 11 e 12 maggio, circa 400 mila presenze tra Alpini, familiari, amici e simpatizzanti. 

Gli Alpini, con il loro cappello a tesa larga e la penna nera, sono tra i soldati più iconici d'Italia. 

Storia e origini

Il Corpo degli Alpini è stato fondato il 15 ottobre 1872, rendendolo il più antico corpo di fanteria da montagna attivo al mondo.
Inizialmente creati per difendere i confini montani settentrionali d'Italia. Sono noti per il loro coraggio, la tenacia e lo spirito di corpo. Il loro motto è "Semper Primus" (Sempre Primo).

La penna nera

La penna nera è il simbolo più distintivo degli Alpini. Si dice che derivi dai bersaglieri, che la usavano per segnare il bersaglio.
Indipendentemente dalle sue origini, la penna nera è diventata un simbolo di orgoglio e identità per gli Alpini. La penna nera degli Alpini non è sempre uguale per tutti.

  • Per la truppa: la penna è di corvo, lunga circa 25-30 cm.
  • Per i sottufficiali e gli ufficiali inferiori: la penna è d'aquila, di colore marrone.
  • Per gli ufficiali superiori e i generali: la penna è d'oca, di colore bianco.

Oltre al tipo di piuma, varia anche il modo in cui viene portata:

  • Allievi Alpini: la penna viene appuntata sul cappello inclinata in avanti.
  • Alpini in servizio: la penna viene appuntata sul cappello inclinata all'indietro.
  • Alpini in congedo: la penna viene appuntata sul cappello diritta.
  • Il dischetto di lana, o nappina, sul quale viene infilata la penna distingue i battaglioni di ogni reggimento: il primo battaglione ha la nappina bianca, il secondo rossa, il terzo verde e il quarto azzurra.

Altri fatti curiosi

  • Gli Alpini sono spesso accompagnati dai muli, che li aiutano a trasportare rifornimenti e munizioni in zone impervie.
  • Hanno un loro inno, chiamato "Trentatré", ispirato a quello francese.
  • L'Associazione Nazionale Alpini (ANA) conta oltre 350.000 membri ed è una delle più grandi associazioni di volontariato in Italia.
  • Gli Alpini sono molto legati alla musica e ai canti popolari. Ogni reggimento ha il suo coro e le sue canzoni.
  • Sono conosciuti per la loro ospitalità e il loro amore per la buona cucina.
  • Ogni anno organizzano raduni nazionali, che attirano centinaia di migliaia di persone.
  • Oltre al loro ruolo militare, gli Alpini sono attivamente impegnati nella protezione civile e in opere di volontariato.

L’Adunata Nazionale degli Alpini – storia e significato 

A cadenza annuale, sempre a metà maggio, l’Adunata Nazionale è per tutti gli Alpini l’appuntamento  più importante in assoluto: un’occasione per ritrovarsi, ricordare i caduti, ribadire i valori di solidarietà  e  rinnovare  “l’orgoglio  dell’appartenenza”.  La  prima  Adunata  della  storia,  sul  Monte  Ortigara  nel  1920, infatti, nasceva dall’esigenza di raccoglimento, di condivisione e di memoria di chi era scampato  alla guerra, nel nome di chi non era più tornato. 

La sfilata – un fiume umano, carico di umanità 

Il momento clou di ogni Adunata è la  sfilata della domenica, cui partecipano orgogliosi,  secondo un  rigoroso  ordine  di  sfilamento, decine  di migliaia  di Alpini  da  tutta Italia  e anche  dall’estero (l’ANA  vanta sezioni anche oltreconfine, e persino oltreoceano, per esempio in Sud America e in Australia). A  Vicenza è prevista la partecipazione di circa 85.000 persone alla sfilata, che comincia la mattina e si  conclude soltanto a sera. 

Oltre agli Alpini in  congedo  di  sezioni e gruppi ANA, vi prendono  parte anche altre  categorie, come  Truppe  Alpine,  fanfare,  rievocatori  storici,  crocerossine,  portatrici  carniche,  rappresentanti  di  Protezione  Civile  Alpina,  Sanità  Alpina  e  naturalmente  Alpini  decorati,  mutilati  e  invalidi  ecc.  A  chiudere sono sempre gli Alpini della città ospitante, insieme a quelli della città scelta per l’Adunata  successiva. Prima dell’ammainabandiera, che sancisce la fine della tre-giorni alpina, va infatti in scena  il passaggio della stecca. In questo caso, il presidente della Sezione Ana Vicenza “Monte Pasubio” Lino  Marchiori consegnerà il simbolo di tutte le Adunate nelle mani del presidente della Sezione Ana Biella Marco Fulcheri. 

La stecca – la “fiaccola” degli Alpini 

In  origine  era  un  semplice  bastone  in legno,  che  veniva  passato  simbolicamente  di  Adunata  in  Adunata. Poi proprio nel Vicentino, a Bassano, nacque l’idea di un “testimone” ufficiale e imperituro e  da mani artigiane locali scaturì quello che oggi per il maxi-raduno alpino è un po’ come il testimone  nella  staffetta. La grande stecca alpina in legno che verrà consegnata da Vicenza a Biella riporta in  ordine cronologico tutte le 95 adunate, dal 1920 al 2024, in attesa di accogliere le prossime. 

Un’Adunata spettacolare 

Cori  e  fanfare  sono  l’immancabile  colonna  sonora  di  ogni  Adunata.  A Vicenza nella  tre-giorni  si  esibiranno  un  centinaio  di  cori  e  una  ventina  di  fanfare. Quattro  Fanfare  saranno  poi  protagoniste,  sabato  11  maggio  (ore  20.45) di  un  grande  concerto  allo  Stadio Menti.  A  partire  dal  9  maggio, ci  saranno anche voli  di  paracadutisti, l’apertura  straordinaria  del  complesso FAI  di San Tomàso  (sede  della Guardia di Finanza e quindi mai visitabile al di fuori del 2 giugno e 4 novembre), visite guidate ai  luoghi alpini di Vicenza, la narrazione teatrale Di qui non si passa, il monologo teatrale per coro e voci  Centomila gavette di ghiaccio e molto altro ancora. 

Gli Alpini costruttori di pace 

Il fatto che l’Ana sia un’associazione d’arma, non inganni. Senza mai dimenticare il sacrificio dei nostri  veci, gli  Alpini di oggi  costruiscono  la  pace  ogni  giorno,  nel  concreto.  Soprannominati non a caso uomini  del  fare, sono  sempre  in  prima  linea  in  caso  di  emergenze  e  calamità,  ma  operano  anche  silenziosamente con  qualcosa come 2,4 milioni di ore di volontariato l’anno,  spese al  servizio  della  comunità. Senza dimenticare che nel 2019 il Summit mondiale dei Premi Nobel ha assegnato all’ANA il  premio Uomo della Pace per l’impegno sociale e il sacrificio sempre dimostrati. Significativo anche il  fatto che Unipax  (Unione Mondiale per la pace e i diritti  fondamentali dell’uomo e dei popoli) abbia  scelto di sfilare con gli Alpini a Vicenza e di attribuire all’Ana il titolo di Operatore di civile convivenza.

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