Nefrologia, dialisi e trapianto renale: il San Bortolo diventa universitario

L’annuncio ufficiale è stato dato mercoledì dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dal Magnifico Rettore dell’Università di Padova professor Rosario Rizzuto in occasione di una visita ufficiale al reparto vicentino

Con un accordo fra Regione Veneto e Università di Padova, il reparto di Nefrologia Dialisi e Trapianto dell’Ospedale San Bortolo è stato ufficialmente riconosciuto come struttura a direzione universitaria, secondo quanto stabilito dalle leggi vigenti e dalle rispettive delibere di Regione e Università. L’annuncio ufficiale di questo importante riconoscimento è stato dato oggi dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dal Magnifico Rettore dell’Università di Padova professor Rosario Rizzuto, in occasione di una visita ufficiale al reparto vicentino; ad accompagnarli, il dott. Claudio Ronco, direttore della Nefrologia del S. Bortolo, e il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Giovanni Pavesi.

Un collegamento ancora più forte tra assistenza e ricerca

Il professor Claudio Ronco, già in possesso da tempo di idoneità nazionale al ruolo di professore universitario di prima fascia, diventa dunque Ordinario di Nefrologia mediante una “chiamata per chiara fama”, a seguito della valutazione dei suoi meriti scientifici da parte della Commissione Nazionale Universitaria, che è già stata ratificata anche dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. 

Il prof. Ronco continuerà a dirigere il reparto di Nefrologia di Vicenza, ma alla posizione di direttore di Unità Complessa aggiungerà appunto quella di professore universitario, che gli permetterà di continuare l’attività di ricerca e didattica che per anni ha svolto in parallelo con quella assistenziale. L’impegno per i pazienti rimarrà dunque immutato, ma il prof. Ronco sarà chiamato anche a formare specializzandi, dottorandi e studenti dell’Università di Padova, in quell’Istituto Internazionale di Ricerca Renale (IRRIV) la cui reputazione scientifica ha superato i confini nazionali.

Un riconoscimento per il territorio

L’accordo tra l’ateneo di Padova e l’ULSS 8 Berica, che costituisce una novità assoluta per il mondo universitario italiano, rappresenta un momento importante anche per l’ULSS 8 Berica, che può così dare una veste istituzionale all’intensa attività didattica e di ricerca che il reparto di Nefrologia e l’aggregato istituto IRRIV da tempo conducono ad alto livello. E naturalmente rappresenta un’opportunità per tutto il territorio vicentino, che trova in questo progetto una valorizzazione delle proprie eccellenze e una possibile sinergia fra industria e medicina attraverso progetti di ricerca applicata, anche considerando che da anni l’IRRIV conduce ricerche in collaborazione con industrie locali e internazionali del settore per lo sviluppo di nuovi dispositivi.

L’interesse della Città e della comunità vicentina è sottolineato anche dal fatto che l’operazione è stata finanziata da un gruppo di industriali vicentini, la cui generosità ha permesso alla Fondazione San Bortolo di sostenere il progetto.

La Nefrologia dell’ULSS 8 Berica

La Nefrologia dell’ULSS 8 Berica si contraddistingue per un’intensa attività di diagnosi e terapia delle malattie renali, a partire dal versante dell’ipertensione (è stato costituito un centro ambulatoriale dedicato) fino a quelle generiche (Vicenza è centro di riferimento nazionale per la diagnosi e cura del rene policistico dell’adulto).

Inoltre, il San Bortolo può vantare oggi il centro di dialisi peritoneale più grande d’Europa, con risultati al di sopra della media europea e altre iniziative all’avanguardia, come l’attivazione già nel 2014 di un servizio di visite domiciliari che ha fatto scuola nel mondo. Parallelamente, il Centro di Emodialisi è diventato un punto di riferimento unico a livello regionale per l’area clinica, svolgendo attività didattica e di ricerca su scala internazionale, al punto da essere riconosciuto dalla Regione Veneto come centro specializzato per le terapie dialitiche per l’insufficienza renale acuta e cronica e per le tecnologie extracorporee di supporto multi-organo. 

Altro fiore all’occhiello della Nefrologia vicentina è poi l’attività per il trapianto renale, con oltre 800 pazienti seguiti per i controlli ambulatoriali periodici e una media di 40 trapianti l’anno, di cui oltre il 30% da vivente; il tutto con tassi di sopravvivenza dell’organo trapiantato e dei pazienti superiori alla media europea e nazionale. Vicenza è inoltre l’unico centro ad avere portato a termine ben 3 trapianti da donazione samaritana.

Allo stesso tempo, risultati di particolare rilievo sono stati raggiunti anche nella diagnosi precoce, con la costituzione di un team di pronta risposta alla comparsa di un valore critico di biomarcatori di danno renale: un approccio che ha fatto scuola nel mondo, consentendo di ridurre il numero di casi trattati con terapie renali sostitutive.

Del resto è un vero e proprio “Vicenza Model” quello che viene riconosciuto a livello internazionale per descrivere il particolare approccio al paziente critico formulato proprio dallo staff vicentino, nel quale la multidisciplinarietà viene gestita dal nefrologo come case manager. Su queste basi, è nato a Vicenza il termine “Nefrologia Critica”, oggi in uso in tutto il mondo. E lo stesso vale per la classificazione delle sindromi cardio-renali, nata e descritta a Vicenza per la prima volta.

Claudio Ronco

Claudio Ronco è uno scienziato, un ricercatore, un clinico e un mentore per molti giovani medici specializzandi e dottorandi di tutto il mondo. È un pioniere della ricerca a ponte fra diverse specialità, coniugando le conoscenze di nefrologia con quelle di ingegneria (note le sue invenzioni fra cui Carpediem, la macchina per dialisi per i bambini neonati), quelle di cardiologia (sua la paternità delle sindromi cardiorenali con la nuova nosografia da lui proposta e validata) e quelle di medicina critica. Nel mondo intensivistico è considerato il nefrologo che più ha contribuito alle terapie extracorporee nel malato critico con insufficienza renale acuta e patologia multiorgano. Il professor Claudio Ronco ha al suo attivo oltre 1.500 pubblicazioni e 80 libri nonché un H-index di 103 (indice di produzione scientifica e di citazioni da parte di scienziati nel mondo). Tale primato gli è stato riconosciuto dall’università John’s Hopkins che lo ha dichiarato ricercatore numero uno al mondo nel campo dell’insufficienza renale e della dialisi.

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