Addio al punto nascite di Valdagno, la Cgil: "Investire non tagliare"

Preoccupazione per l'annunciata chiusura del reparto del nosocomio valdagnese. I sindacati mettono l'accento sul problema sicurezza

Foto da Facebook

"Per garantire servizi vicini alla cittadinanza e sicurezza delle prestazioni sanitarie, servono una programmazione più attenta e una gestione più efficace, 

Quando si parla dell'Ospedale “San Lorenzo” di Valdagno, si parla di una struttura su cui negli anni sono stati fatti significativi investimenti e che, in quanto ospedale con “specificità montana”, garantisce il diritto alla salute di una popolazione che risiede in un territorio esteso e dalla mobilità spesso difficile".

Con queste parolo la FP CGIL interviene sull'annunciata chiusura del punto nascite dell'Ospedale di Valdagno. Il sindacato riafferma la convinzione di come "sia fondamentale continuare ad investire, di certo non tagliare servizi all'interno del “San Lorenzo”, sia in termini di dotazioni strumentali che di personale".

Il sindacato esprime serie preoccupazione per l’ipotesi di chiusura, "servizio che nel tempo ha dimostrato di essere di elevata qualità, rischia al contrario di rendere sempre più marginale la funzione dell'Ospedale di Valdagno nell'ambito del sistema dei servizi Ulss 8", mettendo l'accento sul tema sicurezza "dei bambini, delle madri, degli operatori sanitari che devono poter operare in condizioni ottimali"

"Resta ora da capire - conclude la Cgil - quali saranno gli sviluppi futuri, anche per quanto riguarda le lavoratrici e i lavoratori che operano all'interno del punto nascite. Per questo, la FP CGIL chiede che la Direzione dell'Ulss 8 Berica convochi al più presto un tavolo di informazione e confronto con le Organizzazioni Sindacali, in merito al futuro del servizio e alle ricadute che tali scelte avranno sia sulla cittadinanza che sui lavoratori coinvolti". 

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