Stoccaggio delle pelli: «Lavoriamo ad una soluzione sistematica»

Parla il primo cittadino del piccolo centro lessino dopo la raffica di controlli fioccati su diverse imprese conciarie della zona pizzicate ad usare i piazzali come magazzini a cielo aperto

Una veduta della zona industriale di Zermeghedo (repertorio Today.it, foto Marco Milioni)

È indubitabile che nel nel territorio comunale ci siano delle criticità sul piano dello stoccaggio delle pelli sui piazzali delle ditte come è indubitabile quanto il settore conciario abbia contribuito allo sviluppo industriale della Valchiampo: ad ogni modo la giunta comunale sta imprimendo alla amministrazione un forte slancio per superare la problematica in maniera complessiva». Sono queste le parole del primo cittadino di Zermeghedo Luca Albiero che oggi 23 maggio commenta così la notizia della raffica di controlli operata dai carabinieri forestali su alcune imprese del luogo: prese di mira per non rispettare il regolamento municipale che impone che il deposito del pellame possa avvenire fuori dalle mura degli impianti solo per le operazioni di carico e scarico. Una norma pensata per evitare che le pelli, che sono conciate chimicamente, possano intaccare la qualità dell'aria o quella delle acque.

«Sappiamo che la segnalazione - fa sapere il sindaco - è partita dal comitato Diritto di respirare che ringraziamo giacché da tempo si prodiga a favore della qualità dell'ecosistema. Detto questo è importante però tenere a mente che il nodo degli stoccaggi effettuati in maniera difforme dal regolamento comunale, nodo che in questo momento riveste in primis una valenza legata al decoro urbano, va affrontato in maniera sistematica. Da una parte - prosegue il sindaco - serve un monitoraggio dell'aria in termini di salubrità della stessa che rispetto ai dati che ci giungono da più parti, Ulss in primis si dimostrano più che soddisfacenti».

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L'altro aspetto sul quale si sofferma Albiero riguarda il superamento del problema «attraverso una serie di interventi strutturali che gioco forza dovranno coinvolgere l'ambito urbanistico perché, ripeto, la cosa non si può risolvere semplicemente con i controlli a spot sul territorio a cui seguono le multe elevate di volta in volta dalla municipale o dai forestali. Serve un approccio sistematico ed è quello al quale stiamo lavorando alacremente».

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