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palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza (repertorio Vicenzatoday.it)

palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza (repertorio Vicenzatoday.it)

Caso innaffiamenti, per il comune sono fake news: pronte «le querele»

Lo fa sapere il primo cittadino berico Francesco Rucco che si dice deciso a tutelare il buon nome dell'ente: lo stesso dovrebbe fare il gruppo Aim: secondo la giunta le denunce pubbliche dei volontari di Welcome refugees sono destituite di ogni fondamento

«Dopo i vari accertamenti eseguiti a tutti i livelli, l'amministrazione comunale ribadisce di non aver trovato alcun riscontro oggettivo alle pesanti accuse mosse da due volontarie di un'associazione che segnalavano l'utilizzo di idranti da parte degli operatori ecologici di Aim Agsm spa per spruzzare i senzatetto presenti in città durante le operazioni di pulizia...». Per questo motivo sia il Comune di Vicenza sia il gruppo Aim che gestisce il servizio di nettezza urbana annunciano «una querela per diffamazione nei confronti di chi le ha fornite e diffuse». È questo il passaggio saliente di una breve nota diramata nella serata di oggi 12 febbraio 2021 da Francesco Rucco, sindaco di Vicenza a capo di una coalizione di centrodestra. Il primo cittadino «aveva fin da subito smentito la notizia» chiarendo che «mai nessuno si è sognato di impartire direttive per azioni che possono ledere la dignità e la salute di chi vive per strada dimostrando, con dati e numeri alla mano, che la città è tradizionalmente solidale e che negli ultimi anni ha potenziato il servizio verso l'area della marginalità più estrema», con interventi su più fronti. Proprio «per la mancanza di riscontri oggettivi e dopo la conferma che le accuse erano infondate e puramente strumentali, il primo cittadino ha dato mandato al servizio avvocatura del Comune di adire le vie legali e di presentare una querela» per diffamazione «nei confronti di tutti coloro che hanno fornito e divulgato queste false notizie». Sempre secondo la nota anche il gruppo Aim si sta muovendo nella stessa direzione. Il caso era deflafrato sui media quando i cosiddetti innaffiamento a danno di alcuni clochard erano stati denunciati da due volontarie del gruppo berico Welcome refugees che assistte alcuni homeless che vivono in città.

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