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"Vivrò" bocciata dai geografi: "Vicenza nel nucleo centrale"

Lo studio della Società geografica Italiana finalizzato al riordino territoriale prevede che Verona sia aggregata alla regione del Garda mentre Vicenza al nucleo centrale del Veneto con Padova, Treviso e Venezia

"Lo studio della Società geografica Italiana finalizzato al riordino territoriale del nostro Paese dimostra come l'ipotesi di Vi.V.Ro sia debole e inconsistente da innumerevoli punti di vista!"

Lo sottolinea a gran voce il presidente della commissione bilancio del Consiglio regionale del Veneto, Costantino Toniolo (Pdl-Ncd), dopo aver analizzato lo studio della SGI (ente di provata credibilità, esistente dal 1867) e la correlata proposta di legge costituzionale di revisione del Titolo V della Costituzione. Uno studio realizzato da un'equipe di esperti insediata presso il Ministero degli affari regionali. "L'iniziativa è seria ed approfondita", illustra Toniolo, "e attraverso criteri geografici, demografici, culturali, infrastrutturali e sociali, riordina il territorio dell'Italia ridisegnando le regioni e presentando fondamentalmente due soluzioni distinte".

LO STUDIO Per i geografi italiani infatti non basterà abolire le province per risparmiare e rimettere in ordine il sistema degli enti locali, ma va rivisitato il ruolo delle regioni tenendo presenti comunque tre sotto dimensioni di pari livello: le Comunità territoriali (aggregazioni di comuni), l'Area metropolitana di Venezia e le Polarità urbane (i capoluoghi attuali con il loro hinterland). "Tutte considerazioni condivisibili", prosegue Toniolo, " anche se per l'area metropolitana di Venezia si intende quella attuale e non estesa alle altre due province limitrofe come vorrebbero i sindaci di Pa.Tre.Ve.". "Per quanto riguarda il Veneto nella sua parte occidentale in entrambe le soluzioni prospettate", sottolinea Toniolo, "è previsto che Verona, e la sua attuale provincia, sia aggregata alla regione del Garda (con Brescia e Mantova). Mentre Vicenza fa parte del nucleo centrale del Veneto con Padova, Treviso e Venezia". "E i collegamenti infrastrutturali in costruzione (la SPV)sanciscono una uniformità economica e sociale e culturale delle aree pedemontane di Vicenza e Treviso come avevamo già verificato grazie ai dati statistici della Regione e ad altri studi realizzati da realtà venete", prosegue Toniolo.


"Sono molti gli spunti positivi di questo studio", conclude Toniolo, "che richiede però l'abolizione totale delle attuali province al fine di giungere ad un risparmio nazionale vicino ai 3 miliardi di euro l'anno, di cui uno solo dalla redistribuzione delle funzioni delle province". Secondo il presidente Toniolo un progetto, quella della SGI e del Ministero che sottolinea la bontà del progetto di legge presentato nell'agosto 2012 (Pdl n. 294 Norme in materia di funzioni provinciali) con il presidente della commissione Statuto Carlo Alberto Tesserin volto a redistribuire le funzioni delle province tra Regione e comuni.

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