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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Vicenza, interrogazione ministeriale sull'oasi di Casale: c'è materiale tossico?

Il senatore del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti ha formalizzato nei giorni scorsi un'interrogazione sull'argomento ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, del mare e della salute

L'oasi naturalistica degli stagni del Casale di Vicenza, e soprattutto i suoi misteri, diventano un caso nazionale. Il parlamentare veneto del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti ha formalizzato nei giorni scorsi un'interrogazione sull'argomento ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, del mare e della salute.

"L'oasi si presenta come una delle poche zone umide naturali della pianura vicentina e riveste grande importanza per la tipica vegetazione palustre e per la fauna, composta da numerose specie di invertebrati, anfibi, uccelli e mammiferi - riferisce il senatore Cappelletti - Ma alcuni residenti hanno segnalato il potenziale interramento di materiale tossico nei terreni dell'oasi. I cittadini hanno anche organizzato diversi incontri pubblici, ma sono stati sempre costretti a constatare l'assenza delle autorità e dei rappresentanti dell'Amministrazione cittadina".

"In particolare desta scalpore il silenzio del sindaco, Achille Variati, e degli assessori competenti. Finora non sono state fornite informazioni dettagliate sullo stato ambientale dell'area, in particolar modo per quanto concerne la presenza delle sostanze altamente tossiche rinvenute nel tempo. Non si è neppure a conoscenza della documentazione che dovrebbe attestare l'avvenuta bonifica della zona, e le risultanze dei controlli effettuati per scoprire l'eventuale presenza di cromo esavalente nelle falde e nei terreni - prosegue il documento - Eppure dal 1981 la cronaca locale si occupa della vicenda, testimoniando la mancanza di trasparenza e di informazione da parte delle amministrazioni che si sono susseguite negli anni. Particolare riferimento va alla mai documentata bonifica del sito interessato, nonché al rinvenimento e al successivo accumulo di sacchi contenenti sostanze tossiche altamente inquinanti identificate come sodio bicromato e sodio esavalente".


L'interrogazione chiede quindi ai ministri se siano a conoscenza di quanto esposto, e se abbiano intenzione di procedere con un'indagine geologica per verificare la presenza di materiali tossici o nocivi. Il documento chiede inoltre quali provvedimenti, nei limiti delle proprie competenze, intendano adottare i ministri, anche considerando interventi urgenti di messa in sicurezza e successiva bonifica, al fine di scongiurare un grave pregiudizio alla salute dei cittadini. E quali iniziative di competenza intendano intraprendere presso le amministrazioni competenti per verificare le eventuali violazioni di legge perpetuate in danno della salute della popolazione locale nonché della salubrità dell'acqua, del terreno e dell'aria.

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