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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Veneto Stato: "Per i risparmi meglio la Slovenia dell'Austria"

I commenti di Lodovico Pizzati, di ritrono dall'Austria con la "diligenza fiscale"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VicenzaToday

Di ritorno da Villach, Austria, i risparmiatori a bordo della diligenza di Veneto Stato confrontano la convenienza tra aprire un conto corrente in Austria o Slovenia. La giornata inizia alla filiale della Sparkasse con una trentina di passeggeri.

La banca vanta di essere stata fondata nel 1835, a confronto della Slovenia che neanche esisteva 20 anni fa. La realtà dei fatti però mette le condizioni slovene due spanne sopra quelle austriache. Tutti e due gli stati offrono servizi bancari liberi da bolli e balzelli vari che infestano i conti correnti vari, ma tra i due stati vicini al Veneto non c’è neanche confronto: vince la Slovenia.

Sui conti operativi i costi sono paragonabili (pressappoco 10 euro al mese) anche se più bassi in Slovenia. Sugli interessi per un piccolo risparmiatore la Slovenia offre un 3.5% rispetto all’1.6% dell’Austria. Ma fin qui le differenze possono essere comprensibili. Dove il servizio austriaco diventa scadente è il seguente:

- l’Austria vincola i risparmi trasferiti, ma solo per gli speculatori, precisa la bancaria al nostro servizio, non per noi. La mancanza di una regola precisa, di una quota massima, ci lascia basiti. Non ci sono più gli austriaci di una volta, o perlomeno si sono trasferiti a Capo d’Istria.

- La bancaria della Sparkasse ci informa anche che mentre le tasse sui guadagni sono al 25% per gli austriaci, sono il 35% per i non residenti. Una bella discriminazione alla faccia dei principi dell’Unione Europea. Ci spiegano che è stato un compromesso con gli altri governi europei per mantenere il segreto bancario in Austria. Insomma, hanno barattato dei principi stabiliti nel 1992 in cambio di più entrate fiscali. Meglio la Slovenia che non tassa i guadagni sotto i 1000 euro, il caso di un piccolo risparmiatore con fino a 30 mila euro di capitale. Tanto a noi di Veneto Stato del segreto bancario non ci interessa, facciamo tutto alla luce del sole.

-Ma il peggio deve ancora arrivare. Dopo un pranzo di riflessione una coppia di Rovigo decide comunque di aprire il conto. Tornano fuori allibiti perché al contrario di quanto detto la mattina, la Sparkasse ora esige un deposito minimo di 30 mila euro per usufruire del servizio bancomat. Vado a verificare sicuro che si trattasse di un lost in translation. E invece no, alla mia domanda se i loro clienti di Villach con il bancomat in mano avessero tutti 30 mila euro in banca loro mi rispondono affermativamente. Incredibile.

Prima della partenza aspettiamo l’ultimo passeggero che evidentemente aveva passato la soglia del bancomat, ma anche lui ritorna in bus esterrefatto. Dopo che gli hanno cambiato le condizioni descritte la mattina, gli ha strappato il contratto in faccia. Non ci sono più gli austriaci di una volta.

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