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Vaccino proposto sul mercato parallelo? Il Pd vuole le carte

A palazzo Ferro Fini i democratici tornano a chiedere lumi al dirigente dell'Area sanità sulla ventilata offerta indirizzata alla Regione Veneto. Se non ci saranno risposte si passerà «alle vie legali»: il caso, a livello nazionale, era scoppiato a febbraio

Il consigliere regionale veneto del Pd Anna Maria Bigon (repertorio Today.it, foto Marco Milioni)

A palazzo Ferro Fini due consiglieri regionali veneti del Pd intimano gli uffici di palazzo Balbi affinché sia fornita copia della documentazione agli atti circa il ventilato acquisto sul mercato parallelo dei vaccini per combattere il coronavirus che fu preconizzato dall'amministrazione alcune settimane fa. La novità è emersa ieri 15 aprile dopo che è stata una resa pubblica una lunga nota firmata dai consiglieri democratici Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni.

IL PROLOGO
A palazzo Ferro Fini delle richieste formulate dall'opposizione di centro-sinistra aveva dato conto Vicenzatoday.it non più tardi del 19 febbraio quando la polemica sul ventilato acquisto del vaccino sul mercato parallelo aveva fatto capolino su tutti i media nazionali. All'epoca fu la consigliera Bigon a chiedere le carte agli uffici. Sull'argomento era intervenuto anche il consigliere regionale Cristina Guarda (Verdi) che dalla sua Lonigo non aveva lesinato critiche alla giunta regionale veneta.

DI NUOVO ALLA CARICA
In queste ore però il Pd è tornato alla carica. «Dopo due mesi - si legge - non abbiamo ancora ricevuto copia della corrispondenza tra Regione, Aifa e l'ex commissario all'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, sulla possibilità di acquistare in autonomia i vaccini né delle offerte arrivate a Palazzo Balbi. Oggi abbiamo inviato un sollecito, sperando che non passino altri sessanta giorni: è una questione su cui ci deve essere la massima trasparenza, visto il grande risalto dato fino a poche settimane fa. La prima richiesta di accesso atti con oggetto acquisto dosi vaccini anti-Covid risale ormai al 16 febbraio». È quanto dichiarano per l'appunto i consiglieri del Partito democratico Bigon (vicepresidente della Commissione sanità) e Zanoni, che hanno rinnovato la richiesta al direttore generale dell'Area Sanità e sociale Luciano Flor, insieme alle colleghe Vanessa Camani e Francesca Zottis.

IN PUNTA DI DIRITTO
«Non capiamo perché ci sia sempre tanta difficoltà nelle risposte di accesso agli atti. È un nostro diritto come consiglieri, ai sensi dell’articolo 39 dello statuto regionale e dell'articolo 109 del regolamento consiliare, poter vedere - spiegano i firmatari -  quella documentazione per capire come sono andate le cose. Anche se gli atti sono riservati il diritto di accesso da parte del consigliere regionale non è soggetto a limiti, come da sentenza del Consiglio di Stato del 2 marzo 2018». 

UN AUT AUT A FLOR
Di seguito un'altra considerazione: «Il dottor Flor - proseguono i consiglieri  ricostruendo la vicenda - a metà febbraio garantiva che le bozze di contratto fossero già pronte, con la possibilità di chiudere tutto nel giro di tre-quattro giorni e di ricevere le prime dosi in meno di un mese, fino a un totale di 27 milioni di vaccini. Un ottimismo smentito in modo categorico dalle stesse case farmaceutiche che hanno ribadito l'impossibilità di negoziati al di fuori dell'ombrello Ue poiché ci sono precisi vincoli contrattuali. Il giallo però non è stato risolto: chi sono questi intermediari che si sono proposti alla Regione e attraverso quali canali avrebbero avuto una quantità così abbondante di vaccini? La risposta potrebbe essere nelle carte che chiediamo da due mesi e che ancora ci vengono negate senza neanche una motivazione. I trenta giorni, termine ultimo previsto dal regolamento, sono abbondantemente scaduti. Tuttavia, come sancito dalla giurisprudenza di merito, la documentazione dovrebbe essere fornita in un tempo assai più breve. Non vorremmo dover compiere ulteriori azioni legali per esercitare un nostro diritto».

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