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Una fase della seduta del consiglio comunale di Albettone (foto Marco Milioni)

Una fase della seduta del consiglio comunale di Albettone (foto Marco Milioni)

Unichimica, il polo bis viene sepolto in consiglio

La nuova fabbrica, dopo un primo ritiro annunciato dalla stessa impresa, viene de facto bloccata in aula. La quale nega l'assenso alla trasformazione urbanistica necessaria. L'ex sindaco si rammarica per decisione del privato e attacca gli ambientalisti: ma l'opposizione durante la seduta risponde a muso duro

La tormentata vicenda del nuovo insediamento di Unichimica ad Albettone è giunta ieri primo marzo all'epilogo. L'assise municipale del piccolo comune del Basso vicentino, dopo una discussione rovente, con una procedura complessa ha deciso de facto di dire no all'insediamento dopo le proteste della opposizione e dopo la stessa rinuncia del privato, già anticipate peraltro da Vicenzatoday.it il giorno di natale.

IL PROLOGO
A novembre il consiglio comunale aveva deciso di cambiare la norma urbanistica di Albettone, più segnatamente il piano degli interventi, permettendo l'insediamento di aziende chimiche. Il che era avvenuto a seguito di una formale richiesta del proprietario di un terreno della zona industriale Ponte Botti (si tratta di Alessandro Trevisan) e dietro formale richiesta di Alberto Filippi, legale rappresentante giustapposto di Unichimica: una società leader nella fornitura di prodotti chimici a servizio della concia. All'epoca l'opposizione che si riconosce nella civica «SìAmo Albettone» aveva sparato a palle incatenate contestando due aspetti. Uno, quello relativo al grande rischio che avrebbe potuto correre la comunità locale anche in considerazione del fatto che Unichimica è un impresa di classe Seveso ossia tra le più alti classi di rischio ambientale prevista dalla normativa italiana. L'industria tra l'altro da anni è al centro di mille polemiche per come ha lasciato il suolo a Torri di Quartesolo dove è insediata da anni e anni. In secundis l'opposizione ha sempre parlato di variante urbanistica ad hoc: argomentando che l'urbanistica contrattata è l'opposto di come dovrebbe agire un comune. Il quale dovrebbe mettere mano alle norme generali solo per venire incontro ad un interesse collettivo.

LA RINUNCIA
Saranno le polemiche, saranno le promesse delle opposizioni di vigilare «in modo arcigno» sull'iter, saranno i dubbi espressi sotto traccia dal Carroccio in Regione (visto che l'imprenditore e ex senatore della Lega Alberto Filippi ha un conto politico in sospeso che dura anni con i suoi ex compagni di partito), sta di fatto che proprio Filippi ha deciso di dire no, ed in modo molto plateale peraltro, alla intera operazione. Il tutto dando il via ad una clamorosa retromarcia che ha fatto clamore sui media del Vicentino.

ATMOSFERA ROVENTE
Sta di fatto che ieri in aula uno dei leader della maggioranza (si tratta dell'ex sindaco albettonese Joe Formaggio che è anche consigliere regionale di Fdi) ha sparato a zero sulle opposizioni definendole insensibili ai problemi dell'economia nonché incapaci di comprendere anche «il tipo di indotto che un importante insediamento come quello preconizzato da Filippi avrebbe generato». Formaggio ha spiegato di essere amareggiato del fatto che da anni in paese non si insediano ditte di alcun tipo e che questo aspetto è in qualche modo da addebitare «al messaggio ambientalista» che vicende come quella dell'insediamento di Unichimica inevitabilmente veicolano.

L'opposizione con Raissa Balsemin, Luca Trissino e Alex Zaffonato (tutti e tre fanno parte della civica SìAmo Albettone), non è stata ad ascoltare in silenzio. E senza mezzi termini ha accusato Formaggio di parlare a vanvera. «È un decennio - fanno sapere i tre a margine della seduta - che questa stessa maggioranza domina a Albettone e le imprese non arrivano comunque, per cui Formaggio si faccia un esame di coscienza. Il caso Unichimica è storia recentissima quindi l'ex sindaco, che si è ben guardato dal menzionare i gravi problemi ambientali addebitati ad Unichimica a Torri ha sbagliato prima bersaglio e poi mira. Se Filippi fosse stato davvero convinto della bontà della sua proposta avrebbe perseverato».

VOTAZIONE
Ad ogni modo ieri l'aula era chiamata a votare le osservazioni al piano che peraltro possono essere inoltrate all'amministrazione da qualsiasi cittadino italiano. Osservazioni, si tratta di suggerimenti che prendono poi la forma di atti amministrativi veri e propri, che la norma nazionale e quella regionale prevedono appunto in casi del genere. Tra le osservazioni giunte in comune c'erano quelle dei privati proponenti: in forza delle quali si manifestava la volontà di ritirarsi dalla proposta di insediamento espressa in prima battuta. Per gli uffici tale intendimento caduca ipso facto l'intero iter. E così la maggioranza di centrodestra che appoggia la giunta capitanata dal sindaco Francesca Rigato ha votato compatta. 

L'opposizione invece non ha preso parte al voto dicendosi «poco convinta» sul piano della congruità tecnico-giuridica della procedura scelta dall'amministrazione proprio perché le osservazioni sarebbe stato meglio «votarle comunque tutte» indipendentemente che si accolgano o meno. «Ci è parso - fanno sapere i tre - un voto troppo cucito su una singola vicenda: vicenda che poco ha a che fare con la pianificazione urbanistica che invece dovrebbe essere materia di interesse generale».

IL PRIMO CITTADINO
Ad ogni buon conto ieri tra punture di spillo, scambi verbali, battute al vetriolo fra maggioranza e opposizione, frecciate del pubblico all'indirizzo di Formaggio e uditori che «non mettevano la mascherina, è toccato al sindaco Rigato, nella sua veste di presidente del consiglio comunale (iniziato alle 19,30 e terminato tre ore dopo), il compito non facile di tenere la barra a dritta «in modo che la discussione» procedesse in «maniera ordinata e rispettosa di tutti».

E sulla vicenda Unichimica è la stessa Rigato ai microfoni di Vicenzatoday.it a esplicitare il suo punto di vista. Il primo cittadino pur non condividendo il convincimento dell'opposizione ha dato atto a quest'ultima «di essersi comportata in modo rispettoso facendo valere le sue ragioni grazie agli strumenti della dialettica politica e a quelli previsti dalle prerogative tipiche del consigliere comunale». Per Rigato invece diverso è stato il comportamento di coloro i quali in giro per il paese «hanno diffuso volantini anonimi scritti in modo parziale e talvolta offensivo».

ASCOLTA L'AUDIO-INTERVISTA AL SINDACO FRANCESCA RIGATO

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