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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Tamponi rapidi, lo scontro Crisanti-Zaia continua: "Mi diffama con i soldi pubblici"

Dopo che il governatore del Veneto ha dato la sua versione dei fatti in merito all'inchiesta di Report, la risposta del virologo non si è fatta attendere

Non si placa la querelle tra Crisanti e Zaia. Il governatore, martedì pomeriggio nel corso di un evento a Cortina, ha detto la sua in merito all'uso dei tamponi rapidi tra la prima e la seconda ondata del Covid e il suo rapporto con il virologo, al centro della recente inchiesta di Report. Come riporta Veneziatoday: «Ho scoperto che ci sono quattro telefonate mie, - ha spiegato - io non ero intercettato, mi hanno detto che non potevano essere pubblicate, ma non importa, sono responsabile di quello che dico, e lo confermo. Ma la roba straordinaria è che io parlo in veneto e sono tutte in italiano». La replica di Crisanti non si è fatta attendere. Raggiunto poi dall'Ansa, ha sottolineato che le parole del presidente veneto «non stanno né in cielo né in terra, non corrispondono ai fatti e sono smentite dalle telefonate intercettate che lui ha fatto al dg di Azienza Zero Toniolo».

Per Crisanti, «in un Paese civile Zaia non starebbe ancora lì. L'utilizzo dei tamponi rapidi per gli screening è stato sbagliato». Ha quindi proseguito, specificando che dalle intercettazioni emerse «si evidenzia chiaramente che per mesi ho rappresentato un problema e che finalmente Zaia aveva l'opportunità per schiantarmi. Trovo incredibile - ha concluso - che in un Paese democratico un presidente di Regione utilizzi i soldi pubblici ed eserciti tutte le leve del potere per attaccare un semplice cittadino che osa criticare la Regione».

Marcato: «Crisanti cerca di consolidare fortuna politica»

In merito alla questione, è intervenuto anche l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, secondo il quale «l'uomo di scienza parla nelle aule e nei laboratori di ricerca. L’uomo politico parla sui giornali. Il neo senatore Crisanti era iscritto da tempo al Partito Democratico e sicuramente con centinaia di interventi in televisione ha beneficiato di una grande visibilità. - ha detto - Con interventi spesso criticati anche da autorevoli virologi, per forma e contenuti».

Secondo Marcato, Crisanti continuerebbe nella polemica per consolidare la propria fortuna politica. «Sarebbe interessante - ha detto - sapere se quest’attività a favore dei media sia stata anche accompagnata da un impegno quantomeno pari a favore della sanità regionale. Il senatore Crisanti parla oggi da politico, che appartiene a un partito all’opposizione in Regione Veneto e a livello nazionale».

«È facile ragionare a oltre due anni di distanza, elargendo consigli e reprimende. - ha concluso l'assessore veneto - Oggi troviamo innumerevoli persone che ci dicono cosa avrebbero fatto per combattere il Covid nei giorni duri. Ma tutte le opinioni vanno contestualizzate in quel preciso periodo storico in cui Zaia si è trovato spesso solo, e con enormi responsabilità, a dover decidere».

Campagna diffamatoria con soldi pubblici

Non solo, Crisanti, nel pomeriggio di mercoledì è intervenuto nella trasmissione di La7 Tagadà dichiarando: "Il presidente Zaia è responsabile di aver orchestrato una campagna diffamatoria nei miei confronti e quel che è peggio l'ha fatto con i soldi dei contribuenti" e mette in guardia i cittadini veneti: "I tamponi rapidi non è che non sono attendibili, sono stati usati in maniera sbagliata...Il Veneto ha avuto 10mila morti nella seconda ondata, hanno usato dei dati falsi questa è la verità. Io sono molto contento di non aver fatto squadra perchè stavano facendo degli sbagli".

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