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Lunedì, 20 Maggio 2024
Politica Malo

Le gallerie della Pedemontana nel mirino dell'Agenzia nazionale per la sicurezza

A scoprire l'esistenza di «indagini» in corso, avviate da Ansfisa a carico della Spv, è stato il deputato Cappelletti: che aveva indirizzato una interrogazione a Matteo Salvini

Il mese scorso l'Agenzia nazionale per la vigilanza sulle infrastrutture, l'Ansfisa, ha avviato una istruttoria per capire quale sia il reale stato di salute dei tunnel di Sant'Urbano e Malo: si tratta dei trafori della Spv, la Superstrada pedemontana veneta, che nella valle dell'Agno e non solo da tempo sono al centro di una polemica al vetriolo che riguarda, tra le altre, anche la sicurezza delle stesse opere. La novità è stata annunciata ieri 14 maggio, con una breve nota, dal deputato bassanese del M5S Enrico Cappelletti. Il quale sulla sicurezza di quel tratto della lunga arteria di 95 kilometri, che connette Montecchio Maggiore nell'Ovest Vicentino a Spresiano nel Trevigiano, ha ingaggiato un duello a distanza sia col ministro alle Infrastrutture (il leghista Matteo Salvini) sia con la giunta regionale del Veneto presieduta dal leghista Luca Zaia: uno dei principali sostenitori dell'opera.

PENULTIMO CAPITOLO
Il penultimo capitolo di questa querelle risale ai primi di aprile quando Cappelletti deposita una interrogazione parlamentare in cui si chiedono al ministro Salvini lumi sullo stato di salute delle gallerie della Spv lungo l'asse Montecchio, Trissino, Castelgomberto: gallerie della Spv che mettono in collegamento la valle dell'Agno col con Malo nel comprensorio del Leogra. In quei tunnel sono state segnalate una serie di crepe che impensieriscono gli automobilisti. Il soggetto privato che ha realizzato la superstrada e che la gestisce (l'italo spagnola Sis-Spv) per un periodo chiude pure una parte di uno dei tunnel. In quel frangente, tra l'altro, ai carabinieri forestali della Valle dell'Agno arriva una denuncia redatta dal coordinamento ecologista Covepa, sulla quale è chiamata a fare luce la magistratura.

LE CREPE NEI TUNNEL? SOLO «FESSURAZIONI TEMPORANEE»
Nel frattempo però l'interrogazione di Cappelletti arriva sul tavolo del ministro Salvini. Che per la risposta scritta in commissione infrastrutture incarica il sottosegretario ai trasporti Tullio Ferrante di Forza Italia. Quest'ultimo prende carta e penna e replica a Cappelletti precisando che le crepe che hanno preoccupato gli utenti della strada sono solo inestetismi, fessurazioni temporanee e superficiali che nulla hanno a che vedere con la sicurezza strutturale del manufatto. Più nel dettaglio Ferrante parla di un quadro di «microfessurazione capillare... già esaurito al momento della rilevazione». Secondo quanto riferito dal gestore, così sottolinea il sottosegretario, la fase critica sarebbe perciò superata. Questo per l'appunto viene riferito nella risposta del governo che porta la data di ieri 14 maggio.

Partita finita quindi? Neanche per idea perché nella chiusa della sua risposta Ferrante alla fine è costretto a mettere nero su bianco come l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture, l'Anfsisa, a partire dall'aprile del 2024, stia effettuando «un approfondimento istruttorio»: una serie di verifiche mirate proprio «sulle gallerie Malo e Sant'Urbano». Al Ministero dei trasporti, ossia al Mit, sono quindi informati del problema. Il sottosegretario infatti parla di verifiche relative al quadro «difettologico esistente con richiesta di evidenza circa le misure di monitoraggio e mitigazione programmate attuate dal gestore». Tanto che, ammette lo stesso forzista, sia il Ministero dei trasporti sia Ansfisa, stanno concentrando la loro «attenzione sulla sicurezza delle gallerie della Superstrada pedemontana veneta».

CONTROREPLICA AL CURARO
Ce n'è abbastanza per scatenare la reazione di Cappelletti che non solo si dichiara molto insoddisfatto della replica di Ferrante, ma rincara pure la dose. «Attendiamo di conoscere i risultati delle indagini di approfondimento che sono state avviate da parte dell'organo di controllo del Ministero. Al ministro Salvini - attacca il deputato - chiediamo maggiore chiarezza e responsabilità. Esca dal loop della propaganda sul ponte sullo Stretto e butti un occhio anche alle criticità delle infrastrutture del Veneto».

OTTANTA MILIONI AL KILOMETRO
Una frecciata indiretta alla giunta Zaia che aumenta di intensità in un altro passaggio: «È assurdo che a poche settimane dall'inaugurazione della Superstrada pedemontana veneta siano già comparse fessure e crepe sospette che preoccupano automobilisti e cittadini. Stiamo parlando di un'infrastruttura recentissima, costata una barca di soldi, oltre 80 milioni di euro a kilometro. Non si spiega come possano essersi già manifestate crepe di simili proporzioni» delle quali «non conosciamo la natura». Proprio il nulla osta definitivo alla agibilità della galleria di Malo (in foto un cantiere in zona Malo - Vallugana appunto) era stato oggetto di un lunghissimo iter amministrativo.

Ora in gergo ingegneristico la «difettologia» non è che lo studio dei difetti nelle produzioni industriali. Quali e quanti difetti siano in ballo saranno Ansfisa e Mit a stabilirlo. Che poi dovranno comunicare alla Regione Veneto, ossia il soggetto che ha promosso il progetto Spv, le conclusioni del caso. Eventuali profili penalmente rilevanti invece rimangono competenza esclusiva della autorità giudiziaria: la procura berica sulla vicenda ha già aperto un fascicolo. Questi almeno sono i boatos che provengono da Borgo Berga sede del tribunale di Vicenza.

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