Sardine a Vicenza, the day after

Gli attivisti tirano le somme e si complimentano dopo la serata di sabato: ma a livello nazionale sul movimento fioccano le critiche tra cui quella di una cattiva coscienza ambientale

Un momento della manifestazione della Sardine a Vicenza (foto di Marco Milioni)

Dopo la manifestazione di ieri 7 dicembre in piazza Matteotti «Le Sardine di Vicenza» fanno il punto della situazione del flash mob andato in scena poco dopo le 19.00. La pagina Facebook del coordinamento berico è un pullulare di plausi all'iniziativa. Tra i più visibili c'è l'ex consigliere comunale della città palladiana Valter Bettiato Fava (nella precedente consiliatura faceva parte della maggioranza di centrosinistra): «In questi giorni un popolo si è svegliato - fa sapere l'ex consigliere - leggo cose di inaudita ignoranza nei social network da parte di chi, ha alimentato l'odio tra gli ultimi. Come molti anni fa, questi saranno spazzati via dalle piazze». Ieri il 25enne Leo Ciliberti, volto di punta del movimento delle sardine in terra berica si è detto «tanto soddisfatto quanto emozionato per una partecipazione che ha lasciato il segno».

E se si parla di piazza tra gli attivisti non è stata presa molto bene la scelta della amministrazione comunale di centrodestra di dissuadere in quale modo gli organizzatori dal chiedere piazza dei Signori per evitare di dare noie inopportune ai commercianti in vista della shopping natalizio. Sempre sulla pagina Facebook delle sardine berica campeggia una foto scattata ieri di una piazza dei Signori pressoché vuota. Una foto che da sola dimostra, sostengono gli attivisti, che le sardine anche manifestanto nella piazza più centrale non avrebbero mai dato fastidio a chicchessia. De facto si tratta di una puntura di spillo alla giunta comunale di centrodestra oggi in carica.

Tuttavia il movimento delle sardine sta cominciando a scontare numerose critiche. Tra le più puntute c'è quella dello scrittore «marxista» Diego Fusaro che parla di movimento che rappresenta «il settore più retrogrado e reazionario» del Paese, un settore della società accusato di avere introiettato «interamente» i dogmi del «neoliberismo nella sua posizione più radicale» ossia «quella dell'europeisticamente corretto» tanto da arrivare a dire che «le sardine sono l'affossamento reale della sinistra». Questo almeno è il pensiero dello scrittore consegnato il 5 dicembre al canale YouTube di Radio Radio. Quella di Fusaro è una presa di posizione precisa che arriva in un momento particolare, ossia quando mancano pochi giorni all'evento del 14 dicembre, giorno in cui le sardine dovrebbero scendere in piazza a Roma.

Il movimento tra le altre deve anche fronteggiare anche le critiche che arrivano dalla galassia ecologista. Basti pensare alle rivelazioni di Today.it (più precisamente de Ilpescara.it): in un servizio di Luca Speranza infatti si dà conto delle accuse piovute sul leader nazionale delle sardine, ovvero Mattia Santori. Il quale stando alla denuncia di alcuni volti noti della rete ambientalista abruzzese avrebbe strizzato l'occhio alla lobby dei petrolieri. Il che costituirebbe, sostengono i critici, una contraddizione in termini rispetto agli ideali ambientalisti propugnati durante i flash mob delle sardine. Tra gli addebiti che vengono mossi a Santori c'è anche quello di lavorare per un istituto privato di ricerca, il Rie, istituto che è una creatura dell'ex premier Romano Prodi e dell'economista Alberto Clò, già ministro per il commercio con l'estero durante il governo Dini. Questa quantomeno è la ricostruzione del quotidiano La Verità, ripresa da Huffingtonpost Italia non più tardi del 18 novembre.

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Rimane comunque il fatto che il movimento delle sardine da giorni sta riscuotendo molta attenzione sui giornali nazionali. In alcuni casi si parla di un movimento molto ben visto da una parte dell'opinione pubblica tanto da preconizzare in qualche modo anche una futura competizione elettorale.

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