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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Sanità veneta, è ancora «bufera sulla giunta»

Dallo scandalo «Serenissima ristorazione» al caso Pfas, Zaia ed il suo esecutivo finiscono sulla graticola dell'opposizione nonché delle associazioni ecologiste Covepa e Cillsa

Dopo la burrasca per le rivelazioni di Report per il caso dei tamponi rapidi la gestione della sanità veneta in una col governatore regionale leghista Luca Zaia finiscono «ancora nella bufera» dopo le reazioni di queste in relazione all'affaire «Serenissima ristorazione».

LA «NEMESI» DEL GOVERNATORE
«Quale è la nemesi beffarda della vicenda? Questa inchiesta parte proprio da una querela di Azienda Zero, quindi dalla giunta Zaia, che deve approvare le querele per diffamazione con una delibera, querela sporta nei confronti del bravissimo giornalista Renzo Mazzaro per un articolo dedicato proprio agli appalti nel catering ospedaliero affidati a Serenissima. Questo ci dice due cose. Primo, non si può criticare la Regione Veneto, se il giornalismo è pungente, come dovrebbe sempre essere, ti arriva la querela. Secondo, l'azione giudiziaria partita dai vertici regionali, rischia di far finire a processo proprio i vertici regionali. Siamo al capolavoro: l'inchiesta più importante sulla gestione regionale della sanità, parte da una querela redatta dalla Regione stessa». Queste sono le parole in un mix di critica politica e sarcasmo che oggi sono state pubblicate sulla bacheca Facebook dello scledense Carlo Cunegato. Che è uno dei due portavoce de Il Veneto che vogliamo, il movimento di centrosinistra che a palazzo Ferro Fini ha fatto eleggere la consigliera Elena Ostanel. Cunegato nel caso di specie una il termine «nemesi» nella sua accezione di vendetta operata dal castigo celeste. Con qualche deviazione, un concetto tra i tanti migrato dalla cultura classica greca in quella cristiana con la nozione di «giustizia divina».

«QUERELISTAN»
Cunegato che nella sua nota intrisa di ironia descrive il Veneto «di Zaia» come «Zaiastan» e «Querelistan» da mesi ha il dente avvelenato, proprio col governatore, per la querela, definita «intimidatoria», che lo stesso Zaia aveva indirizzato ad uno dei leader de Il Veneto che vogliamo. Il quale sempre dalla sua pagina Facebook fa sapere che sabato 21 gennaio a palazzo Moroni, sede della municipalità cittadina, in sala Paladin ci sarà un evento dedicato alla vicenda (ospiti tra gli altri proprio Mazzaro, l'infettivologo Andrea Crisanti e il comico Natalino Balasso: tutti oggetto delle attenzioni legali di palazzo Balbi).

LA CLAVA DI FOLLESA E LA BACCHETTATA DI CILLSA
Non meno pesante ci va l'associazione ambientalista Covepa che oggi ha pubblicato una nota di fuoco firmata dall'architetto Massimo Follesa, il vicepresidente del coordinamento. «Apprendiamo con sconcerto si legge - quanto riportano i media di questi giorni - in merito al rinvio a giudizio di Mario Putin e dei suoi, oltre che al rinvio a giudizio di Domenico Mantoan, già direttore generale della sanità veneta per l'annosa querelle sulle commesse pubbliche del sistema ospedaliero regionale». Poi c'è un'altra considerazione: «Alla luce dei recenti sviluppi sull'affaire ristorazione e alla luce dei recenti sviluppi sulla vicenda Miteni - sottolinea l'architetto - c'è da chiedersi perchè serva pagare 90 euro» per effettuare le analisi del sangue nella cosiddetta zona arancione, quella in cui si rileva una contaminazione intermedia, al fine di rilevare la presenza dei temibili derivati del fluoro, i Pfas, nel sangue di chi si sottopone allo screening?». Perché, si domanda Follesa ai taccuini di Vicenzatoday.it, «qualcuno si bea per questa paternalistica ed esosa concessione della giunta Zaia quando al vicentino Mario Putin, patron della vicentina Serenissima ristorazione, la sanità veneta ha fatto sconti d'oro?».

«SCHIAFFO AI CITTADINI DELLA ZONA ARANCIONE»
In questo caso Follesa se la prende pure con un pezzo del mondo ambientalista veneto (a partire da una parte delle Mamme No Pfas e da una parte di Legambiente), che avrebbe accolto la recentissima novità in tema di monitoraggio sulla popolazione in materia di Pfas senza le dovute critiche. Sempre ai taccuini di Vicenzatoday.it Follesa spiega che se «in materia di sanità pubblica la Regione Veneto è finita ancora una volta nella bufera, è l'esecutivo a doversi fare qualche domanda e dare ai cittadini qualche risposta, evitando di pontificare sul nulla ed evitando di non replicare mai sul punto». Di recente anche l'associazione arzignanese Cillsa, più o meno per le stesse ragioni, aveva bacchettato duramente i vertici dell'amministrazione regionale. In una nota pubblicata avant'ieri sul blog della associazione infatti si parla senza mezzi termini di «schiaffo ai cittadini della zona arancione». Ma che cosa pensa al riguardo il governatore Zaia? Chi scrive ha interpellato in questo senso proprio il presidente della giunta regionale veneta. Da quest'ultimo però, almeno per il momento, non è giunto alcun commento.

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