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Domenica, 4 Dicembre 2022
Politica

Autonomia e digitale, l'annuncio di Zaia: «Saranno cinque anni di rivoluzione»

Il riconfermato governatore del Veneto (quasi al 77% dei consensi) ringrazia per il risultato anche i "nuovi veneti" e sottolinea di non avere nessuna mira nazionale: «Ho una responsabilità, questa è una pagina di storia». E ora spazio al toto-giunta

«Saranno cinque anni di rivoluzione totale, pacifica, gandhiana. Il mondo digitale ci aiuterà. È l'autonomia la madre di tutte le battaglie: chi non la vuole è un orresponsabile». Luca Zaia, forte di un'elezione con percentuali bulgare (quasi il 77% dei consensi) alla presidenza del Veneto, ha già tracciato le linee guida che caratterizzeranno il suo terzo mandato da governatore: dopo l'abbraccio del "suo" popolo, quello dei militanti, lunedì sera al K3 di Fontane di Villorba (quartier generale del Carroccio), oggi si è concesso, sempre presso la sede leghista, ai giornalisti, ringraziandoli come ha fatto con tutti i veneti, sottolineando l'importanza dei "nuovi veneti". In consiglio regionale potrà contare su una maggioranza schiacciante, con un totale di 42 consiglieri, con l'opposizione del solo Pd ridotta ai minimi termini e il M5S cancellato dalla geografia politica veneta.

Nei prossimi giorni sarà già tempo di scegliere i nomi che andranno a comporre la Giunta. «Magari li cambio tutti»: ha risposto sorridendo Zaia e rassicurando gli alleati, Fratelli d'Italia e Forza Italia, ridotti a loro volta ai minimi termini in Regione da questa vittoria torrenziale. «Se i risultati fossero stati invertiti -ha chiosato- ci sarebbero state altre dichiarazioni».

Zaia ha raccontato di aver ricevuto il messaggio di complimenti da parte del segretario federale della Lega, Matteo Salvini, e ha sottolineato di non avere nessuna "mira nazionale". «Ho una responsabilità, questa è una pagina di storia -ha spiegato Zaia- l'affluenza è stato il vero valore importante di queste elezioni: è il popolo che sceglie per il popolo». Zaia ha ripercorso, passo passo, gli ultimi anni di mandato (dal caso Pfas, agli ospedali di Treviso e Padova, le emergenze come la tempesta Vaia e la pandemia del Covid-19). Le "partite" più importanti, per dirla con il gergo del "Doge" (qualcuno scherzosamente, visto il grande consenso, gli ha assegnato la presidenza della Slovenia), sono certamente quelle della Pedemontana Veneta, insieme a quella delle Olimpiadi di Cortina, ma al primo posto c'è sempre l'autonomia.

«E' un percorso già tracciato, a Roma non dormano sonni tranquilli. Nella Lega non mi risulta ci sia un'anima contraria all'autonomia. Dire di no vuol dire non rispettare i veneti»: ha commentato Zaia, rivelando di aver ricevuto una telefonata da parte del ministro Boccia, e negando ogni interesse di nomina alla presidenza della Conferenza Stato-Regioni, organo destinato a divenire sempre più la terza camera dello Stato. Il governatore, sottoposto al consueto fuoco di fila dei giornalisti, non ha voluto spiegare come ha votato al Referendum ed è stato gelido sulle ultime dichiarazioni del virologo Crisanti. «Si commenta da sè»: ha spiegato.

fonte: Trevisotoday.it
 

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