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Ragazzo bloccato da poliziotto, il caso finisce in Parlamento: interrogazione a Lamorgese

Il questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli porta il caso di piazza Castello a Montecitorio

“Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per verificare se siano stati violati i diritti difensivi del poliziotto di Vicenza, in relazione all’anticipazione della futura sanzione disciplinare da parte del Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli”. Lo annuncia il questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli.

“Gabrielli avrebbe dovuto essere più prudente quando ha annunciato punizioni contro l’agente, reo di aver preso per il collo un giovane cubano che ha opposto resistenza durante un controllo per non farsi identificare - sottolinea Cirielli - Non c’era bisogno, infatti, di un ulteriore accanimento, soprattutto da parte del Capo della Polizia di Stato, il quale avrebbe dovuto sapere che esiste già una storica normativa (Dpr 737 del 25 ottobre 1981) che prevede, prima di qualunque sanzione disciplinare per gli appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato, un adeguato procedimento: o lui può anticipare le decisioni degli organi preposti per legge ad irrogare sanzioni?"

"Anche perché, come dichiarato dal Questore di Vicenza Antonino Messineo - spiega - è in corso un’indagine interna per accertare realmente la dinamica dei fatti, al di là del video diffuso prontamente sui social da chi non vede l’ora di scagliarsi contro le nostre Forze dell’Ordine. Se l’agente in questione ha sbagliato, è giusto che subisca le conseguenze previste dalla legge, tuttavia mi sembra doveroso che abbia diritto ad un giusto procedimento per accertare i fatti e dove lui possa anche difendersi".

"Si eviti di danneggiare ulteriormente i nostri uomini e le nostre donne in divisa - conclude Cirielli - che, ogni giorno, con grandi sacrifici e nonostante le difficoltà, rischiano la vita per difendere la legalità e la sicurezza degli italiani. E, dunque, meritano di essere ringraziati e soprattutto rispettati da tutti, a cominciare dai loro vertici”.

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