Caso Dotto, «Rucco non querelerà»

Fdi in merito ai motivi «misteriosi» dell'allontanamento dell'ex assessore alla trasparenza sfida il sindaco a presentarsi in procura per gli attacchi patiti dall'ex collega di giunta: ma da palazzo Trissino l'ipotesi è vista come poco praticabile per via dei molti interessi in gioco

Isabella Dotto, seconda da sinistra (archivio, foto di Marco Milioni)

Ieri 4 dicembre è andato in scena l'ultimo capitolo della querelle infinita che da mesi anima la maggioranza di centro-destra che regge le sorti del capoluogo berico e che vede contrapposto il sindaco Francesco Rucco (civico con ottimi rapporti col Carroccio) e il partito di Fdi, il quale a palazzo Trissino da tempo è protagonista di un confronto molto dialettico col resto della stessa maggioranza. La nota diramata ieri dal circolo di Fdi sembra in qualche modo sancire una tregua col primo cittadino dopo «le accuse pesantissime» rivolte al capo dell'esecutivo dall'ex assessore alla trasparenza Isabella Dotto, che se la prende col primo cittadino dipingendolo come colui che avrebbe tentato di frenarla nella sua opera di razionalizzazione nel segno della correttezza della pratica amministrativa. Il sindaco intanto annuncia querele ma nella sua maggioranza c'è chi scommette il contrario.

IL PROLOGO
L'apice di questo dissidio fatto di alti e bassi è stato toccato il 28 novembre quando alle telecamere di Tva Vicenza l'ex assessore spiega quali sarebbero stati, a suo modo di vedere, i motivi del suo abbandono dell'esecutivo: «Sono stata defenestrata dal sindaco dopo un anno nella veste di assessore alla Trasparenza, semplicemente perché, ma ci sono anche altre motivazioni sconosciute, tentavo di portare giustizia e legalità in un sistema in cui c’è tanta corruzione. Ho fatto una serie di esposti alla Procura della Repubblica di Vicenza ed un caso è già emerso, ho fatto più che il mio dovere, i fatti mi hanno dato ragione, ma sono stata costretta a fare gli esposti, da sola contro il sindaco che non era d’accordo che io facessi questo percorso, evidentemente gradiva avere una statuetta». Si tratta di parole di fuoco che hanno portato le opposizioni di centrosinistra a mettere Rucco davanti ad un aut aut: o Dotto mente e quindi il primo cittadino deve querelarla per garantire il buon nome della amministrazione berica oppure Dotto non mente. Allora le sue dichiarazioni sono la spia di qualcosa di gravissimo che sta succedendo a palazzo Trissino o eventualmente nelle partecipate.

Rucco aveva incassato subito il sostegno di Fi, Lega e della sua civica. Poco dopo lo stesso primo cittadino aveva espresso il suo sostegno ai dipendenti del Comune annunciando querele nei confronti della sua ex collega di giunta. L'ultimo capitolo del diverbio era andato in scena ieri quando Fdi ha di contro confermato il suo sostegno a Dotto (anche se con toni un po' freddini, rimarcano le minoranze). Ma la questione più delicata è che ieri Fdi ha aumentato il livello dello scontro sfidando de facto Rucco a querelare l'ex assessore alla trasparenza. Detto alla grezza Fdi non bacchetta l'ex assessore per avere scoperchiato quella che a sua dire è la pignatta del malaffare, ma ha qualcosa da ridire nel modo con cui Dotto ha comunicato a Rucco il suo dissenso, ovvero a mezzo Tv.

IL PASTICCIACCIO DEGLI AFFITTI FANTASMA
Ma quale è il vero oggetto del contendere? Ossia quali sono le anomalie che Dotto avrebbe lamentato? Stando ad una segnalazione inviata all'esecutivo cittadino il 5 febbraio 2019 da molti mesi in seno ad Amcps, una partecipata del comune che gestisce tra le altre il patrimonio immobiliare, allignerebbero opacità di ogni tipo. Anzitutto ben il 20% degli alloggi è sfitto. Si tratta di una grana da tempo denunciata dalle associazioni degli inquilini che chiedono un intervento del comune, ma non solo, affinché siano affidati appartamenti a prezzo calmierato per i tanti cittadini in difficoltà. E ancora, fatto cento il totale del patrimonio municipale degli alloggi i morosi, ossia coloro che non sono in regola col pagamento degli affitti sono ben il 40% per una cifra monstre di 640mila euro che gioco forza descrive una situazione che non può essere ascritta al periodo della attuale consiliatura ma anche, quanto meno, a quella precedente.

Dotto non lo scrive espressamente, ma il timore che si legge tra le righe, è che tra i morosi non ci siano solo persone in gravi difficoltà economiche ma anche soggetti che hanno tutti i mezzi per pagare o che nemmeno abbiano il diritto di accedere agli alloggi municipali. Si tratta per vero di una storia vecchia che di tanto in tanto riemerge tra le polemiche in sala Bernarda, basti pensare agli attacchi distillati contro la giunta ai primi anni Duemila dall'ex consigliere comunale leghista Franca Equizi.

E ancora Dotto si chiede che senso abbia che gli immobili comunali siano dati in gestione ad un amministratore esterno quando la natura del contratto tra locatore e locatari affida a questi ultimi una vera e propria autogestione. Dotto nella sua missiva pone l'accento anche sulla situazione degli immobili comunali di contrà Corpus Domini e di vicolo cieco Retrone gestiti dall'amministratore Lorenzo Cleri di Villaga. Si tratta di due casi di vecchia data resi noti all'opinione pubblica già nel 2014 dal sindacato degli inquilini Sunia-Cgil, due casi che secondo Dotto però si sono via via ulteriormente incancreniti tanto che all'oggi palazzo Trissino deve recuperare 75mila euro nel primo caso e 45mila nel secondo per un conteggio complessivo di 120mila euro.

Per di più (e la cosa è da un punto di vista della trasparenza la più grave) Dotto accusa Amcps di non averle fornito i dati degli affidamenti a professionisti esterni proprio per la vicenda degli immobili di vicolo cieco Retrone. In questo frangente Dotto muove una accusa tanto grave quanto specifica perché la mancata ostensione di un documento configura un reato «odioso per il pubblico ufficiale» ovvero il rifiuto in atti d'ufficio che è sanzionato dall'articolo 328 del codice penale. Se si aggiunge il fatto che l'oggetto dell'abuso non è un semplice cittadino ma addirittura un assessore nel pieno svolgimento delle sue funzioni si capisce quanto grave sia l'accusa di Dotto.

LE CARTE IN PROCURA
E tant'è che Dotto in questi mesi si sarebbe sentita con le ali tarpate. La sua azione tesa ad ottenere più trasparenza, fa sapere l'ex assessore, avrebbe visto la contrarietà del primo cittadino e forse di un pezzo dei suoi fedelissimi. Vero o falso? Saranno le prossime settimane a dire che cosa c'è di vero, ma c'è un aspetto che rimane sul tappeto.

Dotto, conoscendo gli obblighi di legge sanciti dall'articolo 361 del codice penale che impone ad un qualsiasi pubblico ufficiale (e un assessore chiaramente lo è come lo è un qualsiasi dipendente pubblico, un qualsiasi amministratore o un qualsiasi eletto) di riferire all'autorità giudiziaria ogni notizia di reato, non più tardi del 27 febbraio, ovvero ventidue giorni dopo la segnalazione alla giunta, si è recata alla procura della repubblica di Vicenza. E lì alla squadra di polizia giudiziaria della Guardia di finanza ha consegnato un dettagliato esposto in cui ripercorre paro paro la via crucis già illustrata alla giunta comunale capitanata dal sindaco Rucco. In realtà non si tratta del primo esposto che Fdi indirizza a borgo Berga. Già il 20 settembre 2018 la stessa Dotto assieme ad un dirigente politico di Fdi (si tratta di Mattia Ierardi, il quale peraltro da poco siede nell'esecutivo Rucco con la carica di assessore alla protezione civile) aveva bussato in procura segnalando una serie di anomalie rispetto ai trascorsi di Svt, la società comunale e provinciale che gestisce il trasporto pubblico nel Vicentino. Ad essere precisi quell'esposto conteneva una serie di addebiti pesanti nei confronti della gestione, anche in materia di forniture nonché di gestione dei rapporti col personale, indirizzati ad Aim mobilità, ossia alla «progenitrice municipale di Svt» prima che quest'ultima nascesse, appunto, dalla fusione della municipale Aim mobilità, con la provinciale Ftv. Si tratta di una querelle che risale al 2013 e che vede nel mirino l'allora top manager di Aim mobilità Giampaolo Rossi. E tant'è che l'atmosfera a palazzo Trissino si sta arroventando. Il testo delle segnalazioni di Dotto (pubblicate peraltro da Vicenzapiu.com il 2 dicembre) sta facendo il giro dei corridoi anche se non è ancora chiaro come i gruppi consiliari intendano reagire

VOCI DI PALAZZO
«Io più che le divergenze politiche vorrei approfondire il tema delle questioni sollevate da Dotto» fa sapere un consigliere comunale della maggioranza che chiede l'anonimato. «Se siamo di fronte ad accuse fondate il sindaco dovrà venire in aula e chiarire come mai su queste cose non si sia aperto un dibattito mesi fa. Rucco dovrà chiarire quali dirigenti del comune a partire dal settore economico e dalle partecipazioni erano a conoscenza di queste anomalie e da quando. Dovrà chiarire quale ruolo abbiano giocato certi dirigenti delle partecipate non solo in questi mesi ma anche quando al governo c'era il centrosinistra».

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Il consigliere poi aggiunge una considerazione al curaro: «Ci sono alcuni ambienti della opposizione che fanno fracasso, ma sono stranamente morbidi con il sindaco. Almeno così sembra. Forse ci sono alcuni giochetti riferibili alle precedenti amministrazioni che qualcuno non vuole far emergere? Quali sono i motivi misteriosi per cui la Dotto ha dovuto fare le valigie? C'è da scommettere che Rucco non querelerà Dotto perché qui oltre che la politica c'è di mezzo la dirigenza del comune, che è l'altra metà del potere di palazzo, indipendentemente dal colore politico di chi governi. Ad ogni modo non si può certo aspettare, questa scusa non la accetterò mai, che si dica che potrà essere solo la magistratura a fare chiarezza quando possiamo farla da noi semplicemente aprendo cassetti e armadi sia in comune sia nelle partecipate. E poi - aggiunge sibillinamente il consigliere - vorrei indovinare davvero quali siano le altre motivazioni ignote alla Dotto in merito all'allontanamento di quest'ultima. Siamo sicuri che siano davvero ignote?». Frattanto l'opposizione continua a frasi sentire. Oltre a chiedere chiarezza all'esecutivo le minoranze parlano di un primo cittadino «ondivago» mentre Raffaele Colombara (lista Quartieri al centro) si dice «estremamente dubbiso» sul fatto che il capo dell'esecutivo sia davvero intenzionato a querelare. 

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