Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Primarie del PD a Milano, Berti dal Veneto: "Renzi si allea con i cinesi"

Cinesi in Veneto, Endrizzi e Berti (M5S): "Il commercio selvaggio cinese sta facendo chiudere le Pmi venete ma Renzi invece di imporre più regole ci si allea" Il M5S annuncia battaglia: "Asse per tutelare le Pmi venete ai tavoli europei"

Foto da Fb Primarie MIlano

La vittoria di Giuseppe Sala alle primarie Pd di Milano è arrivata, secondo il M5S, grazie all’intervento massiccio della comunità cinese. Sul blog di Grillo si legge: “Le primarie Pd sono taroccate. Il candidato sindaco Pd a Milano non sarà scelto dai milanesi o dai militanti Pd ma da cinesi che sanno a malapena parlare l’italiano.”

Il senatore veneto del M5S Giovanni Endrizzi e Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, lanciano un allarme sui pericoli che questa intesa fra Pd e cinesi può portare in Veneto. Endrizzi spiega: “A Milano abbiamo avuto la prova inquietante del pericoloso sodalizio fra Renzi e la comunità cinese in Italia. Diciamo “pericoloso” perché mentre servirebbero regole più stringenti e sanzioni contro il modo selvaggio in cui i cinesi fanno commercio in Italia, abbiamo invece segnali che ci indicano una direzione opposta intrapresa dal governo. Questo per le nostre Pmi è devastante.”

Berti parla del caso di Padova: “Dal Centro ingrosso di Padova ci sono dati tremendi, che di facciata passano per positivi. La Camera di commercio di Padova ci dice che la crescita del +2,9% nel nostro commercio all’ingrosso raggiunta negli ultimi sei anni nonostante la crisi va attribuita esclusivamente all’avanzare della componente straniera, con i cinesi in testa. A partire dal 2011 la quota di imprese del commercio all’ingrosso di abbigliamento a partecipazione straniera è cresciuta del +28%, e a fine settembre scorso la metà delle imprese (49,6%) è di proprietà straniera, quasi esclusivamente cinese come può vedere chiunque si faccia un giro al centro ingrosso. Nel frattempo si registra una flessione del 6,2% della quota di imprenditori italiani: il loro peso scende tra il 2011 e il 2015 dal 52,7 al 45%. Mentre le imprese venete crollano, negli ultimi 4 anni i cinesi sono lievitati del 30,4%!”

Endrizzi si chiede: “Cosa avrà promesso Renzi ai cinesi in cambio di una mobilitazione del genere in favore dei suoi candidati in tutta Italia? In Europa si sta discutendo dell’ingresso della Cina nel Mes, ovvero del suo riconoscimento come economia di mercato, cosa che significherebbe la fine delle nostre imprese. Renzi ad oggi non si è ancora espresso su questo tema. I paesi occidentali si sono detti fortemente contrari all’ingresso della Cina a pieno titolo nel nostro mercato, ma Renzi non si esprime. Che accordi ha preso?


Sul blog di Grillo, il collega di Endrizzi in prima commissione, il senatore Nicola Morra, aveva elencato dei dati che spiegano l’entità del danno che subiremmo in caso di riconoscimento della Cina: “I prodotti cinesi non subirebbero più i dazi e i controlli di oggi. In questo modo chiuderebbero, nel giro di pochissimi mesi, migliaia di imprese, e perderemmo tra 1,75 e 3,5 milioni di posti di lavoro in Europa e centinaia di migliaia solo in Italia. Lo sostiene uno studio pubblicato dall’istituto di ricerca economico Economic Policy Institute e noto anche in Italia.” Berti ed Endrizzi annunciano battaglia: “Per salvare le imprese venete abbiamo costituito un’asse Veneto - Roma - Bruxelles. Lo scopo politico è quello di lottare contro l’ingresso della Cina nella nostra economia di mercato. La Cina non rispetta parametri di qualità che possono esser considerati pari a quelli del Made in Veneto, anzi falsifica i nostri prodotti producendo un danno d’immagine oltre che economico. Per non parlare dei diritti che non riconosce ai propri lavoratori. Bisogna fermare questo commercio selvaggio, e non rafforzarlo con ulteriori riconoscimenti. Abbiamo giù convocato il Presidente della Camera di Commercio di Padova, l’esperto del commercio cinese in Veneto, lo scrittore Antonio Selvatici, e rappresentati di categoria, per un tavolo di discussione che produca soluzioni concrete per arginare un fenomeno criminale che rischia di essere legalizzato e salvare le Pmi venete.”

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