Popolo della famiglia Veneto: “Non saremo mai leghisti, ma diciamo grazie Zaia!”

Zannini (PdF): “Sul Cov-19 il modello Veneto è esportabile”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VicenzaToday

«In questi giorni tristi di coronavirus, molto abbiamo letto ed ascoltato a proposito delle azioni introdotte dal governo nazionale e regionale per far fronte all’emergenza» affermano dal Coordinamento Veneto del Popolo della Famiglia. Quello che da Veneti, iscritti al Popolo della Famiglia osserviamo e sosteniamo sono le azioni incisive messe in campo dal governatore della nostra regione Luca Zaia.

«Ieri è stato il san Giuseppe più triste che ci sia mai capitato di passare visto che alle 18 il capo della protezione civile Angelo Borrelli ha annunciato il sorpasso del numero dei morti italiani su quelli cinesi» ha affermato Massimiliano Zannini, referente regionale del movimento politico. «Un dato estremamente triste che stride con le conferenze stampa auto-elogiative del presidente del consiglio Giuseppe Conte dove annuncia “siamo i migliori, siano i più bravi, abbiamo preso i provvedimenti più tempestivi, siamo il modello per l’Europa e il mondo ci copia” mentre per capire come realmente viene considerata l’Italia nel mondo, basta ascoltare la conferenza stampa di Donald Trump della notte del 17 marzo in cui dichiarava “non diventeremo come l’Italia”.»

Zannini ha proseguito dicendo «Con i 3405 morti celebriamo un triste primato. Appare poi la neolingua di telegiornali e giornali in cui si insinua l’idea che i morti per coronavirus siano solo 12 e tutti gli altri decessi siano dovuti ad altre patologie. Questa, come affermato anche dal presidente PdF Mario Adinolfi, è una distinzione di “lana caprina” perché il problema del coronavirus non è tanto la letalità della malattia, che nel 95% dei casi si risolve positivamente, ma nella sua velocità di diffusione e nel 5% di pazienti che finiscono ricoverati, con il 2% finisce in terapia intensiva, sovraccaricando le nostre strutture sanitarie.

Negli anni abbiamo assistito al taglio delle strutture sanitarie e dei fondi per la sanità e queste scelte politiche di tagli forti hanno determinato che in Italia vi siano poco più di 6 mila posti di terapia intensiva nonostante gli sforzi recenti di ampliarne il numero. La Germania, ad esempio, ha 28 mila posti di terapia intensiva.» Sostengono ancora dal PdF Veneto «Il cuore del problema è che Zaia ha capito che per calcolare quanti sono i contagiati, non bisogna testare solo i sintomatici, ma soprattutto gli asintomatici che sono bombe e trasporto di infezione a loro insaputa. L'operazione fatta a Vò effettuando uno screening totale, ha individuato tra i 66 contagiati moltissimi asintomatici e con il lockdown del Comune, Zaia ha agito con tempestività, intelligenza e ragionevolezza.»

Agli scienziati che sui giornali affermano che sia inutile fare lo screening di massa ma occorra applicarlo solo ai sintomatici, rispondiamo che il “metodo Vo’” funziona così bene che su di esso è stata fatto uno studio epidemiologico da parte del professor Crisanti portando all'unico studio organico che esiste oggi al mondo sul Covid-19.

«Bene ha fatto e sta facendo Luca Zaia in Veneto ad impegnare la sanità ad effettuare tamponi generalizzati, e basta solo un calcolo economico a dimostrare la validità di questa impostazione pragmatica. Un tampone costa 30€, mentre una degenza ospedaliera e/o in rianimazione circa 2 o 3 mila € al giorno. Basterebbe questo, al di là delle primarie considerazioni etiche e di salvaguardia della vita delle persone, ad affermare che questa strada è possibile e l’unica percorribile.» sottolineano ancora dal PdF Veneto, «Eppure, gli errori compiuti nella filiera di comando centrale per l’emergenza Coronavirus ci sono stati e non possiamo negarli.

A partire dalla negazione: “il virus non esiste” (Zingaretti in un’intervista affermava che 2 casi di coronavirus a Roma non sono comparabili ad 85 mila influenze), poi la totale incomprensione del problema da parte dei vertici con la messa in onda fino al 26 febbraio di spot targati Roberto Speranza in cui il povero Michele Mirabella affermava “non è affatto facile il contagio”, mentre era vero l'esatto contrario. Siamo passati attraverso la retorica ideologica sul razzismo con gli slogan “abbracciamo il cinese”, “Milano non si ferma”, …. che ci hanno fatto perdere tempo fino a quando qualcuno ha cominciato a capire che c'era un problema e agire.

Il coordinatore Regionale PdF Massimiliano Zannini conferma «Al governatore Zaia, cui peraltro come PdF Veneto in passato non abbiamo lesinato critiche anche in ambito sanitario, va il nostro particolare ringraziamento per come si è rimboccato le maniche e sta agendo per il bene dei suoi cittadini. Anche se gli errori della filiera di comando continuano a esserci, e persiste una conflittualità latente tra governo centrale e governi regionali che devono chiedere autorizzazione per qualsiasi passaggio, quello che appare evidente è che i governi regionali, a differenza della classe dirigente nazionale agiscono concretamente avendo a che fare con la fatica e il dolore della gente».

 «L’impegno ed il lavoro che viene compiuto dal governatore Zaia e dai nostri amministratori locali è encomiabile ed è una capacità che va riconosciuta perché sono i più vicini al dolore del territorio. - conclude - Se Roma ha fatto enormi errori di rimozione, di non comprensione e di completo e assoluto travisamento di quello che era necessario fare, le azioni e le politiche di Zaia nella gestione dell’emergenza Covid-19, dimostrano che la “good practice Veneta” è esportabile e applicabile all'intera Italia. Non saremo mai leghisti, ma ringraziamo sinceramente il governatore del Veneto Luca Zaia per quello che sta facendo e per come lo sta facendo.»

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