Politica Montecchio Precalcino

Polveri sospese, Bottacin bacchetta il governo

Secondo l'assessore regionale veneto all'ecologia a Roma serve un impegno maggiore nel contrasto alle nanoparticelle: frattanto però palazzo Balbi deve fronteggiare anche gli ultimi cascami di un altro caso ambientale, quello della vicentina Safond Martini sulla cui vicenda si è espresso il commissario giudiziale con una relazione finale da coup de théâtre

Giampaolo Bottacin, assessore regionale veneto all'ambiente, in una nota diramata ieri 8 ottobre, ha lanciato un accorato grido d'allarme al governo Draghi. Al quale ha chiesto un maggiore impegno nella lotta all'inquinamento dell'aria proprio in relazione alla presenza delle polveri sottili. Il problema, che è noto da tempo e che in Europa tocca soprattutto la Pianura padana, da anni tormenta i sonni anche dei vicentini giacché la provincia berica è una delle più colpite. Si parla in questo senso di inquinamento dell'aria da nanoparticelle Pm10, Pm 2,5 più in generale dette micro-polveri o polveri sottili. Le quali, prodotte in primis dalla combustione di carburante fossile, secondo le principali organizzazioni sanitarie internazionali sono causa ogni anno di centinaia di migliaia tra morti e malati.

RISULTATI IMPORTANTI
Le regioni del bacino padano, fa presente Bottacin, «hanno messo in campo sforzi significativi fin dal 2005, anche in coordinamento tra loro nell'ambito dell'Accordo del Bacino padano, raggiungendo importanti risultati, anche se non esaustivi, nei vari ambiti di azione del complesso programma per il miglioramento della qualita? dell'aria». La traiettoria individuata da Bottacin e condivisa dal resto dell'esecutivo regionale, viene però criticata da lungo tempo da alcuni settori della opposizione di centrosinistra. La quale vede nella politica urbanistica «votata al cemento» messa in pratica dal raggruppamento che da oltre un ventennio regge le sorti di palazzo Balbi «un fomite straordinario» per l'inquinamento dell'aria.

IL GRATTACAPO
Ad ogni modo, per quanto riguarda l'ambiente, i grattacapi per l'esecutivo regionale capitanato dal leghista Luca Zaia abbondano. Uno di questi è il fronte aperto relativamente all'inquinamento sotto il sedime della Safond Martini, una ditta di Montecchio Precalicino nell'Alto vicentino, specializzata nella rigenerazione di sabbie di fonderia che da mesi versa in condizioni economiche non facili e che però sembrava avviata ad un concordato certo sotto l'egida del Tribunale civile di Vicenza. Un concordato che l'avrebbe dovuta tirare fuori dalle difficoltà di questi mesi, garantendo di converso i fondi per la bonifica.

LA NOVITÀ
Tuttavia con un vero e proprio coup de théâtre il commissario giudiziale delegato alla procedura Safond (si tratta del decano dei commercialisti padovani Riccardo Bonivento) ha redatto in data 4 ottobre 2021 la relazione finale sulla procedura: relazione vergata ai sensi dell'articolo 180 della legge sui fallimenti. Nella quale relazione Bonivento si è espresso contro il concordato. Si tratta di un indirizzo che chiaramente dovrà passare il vaglio definitivo del giudice fallimentare berico ossia il dottore Giovanni Genovese. Rimane il fatto che il provvedimento firmato dal professionista padovano smentisce inaspettatamente la proposta di omologa avanzata dalla Safond e soprattutto smentisce le prospettive ottimistiche che i legali dell'azienda avevano dispensato in passato e che erano circolate a più riprese sui media.

LO SPETTRO
Ora per palazzo Balbi la querelle potrebbe trasformarsi in un rogna non da poco. Perché lo spettro del fallimento potrebbe essere sinonimo di mancanza di fondi per la bonifica che è ancora l'anno zero infatti. Da tempo infatti nei corridoi dell'assessorato all'ambiente di palazzo Balbi si vocifera che gli atti distillati sino ad oggi (conferenza dei servizi per quanto riguarda la parte amministrativa e perizia chiesta dal gip per quanto riguarda l'inchiesta penale in corso sul caso di contaminazione) siano poca cosa per stabilire sia il reale grado di contaminazione sia i relativi costi di bonifica con le relative modalità.

POLSI CHE TREMANO
Tuttavia il passaggio che avrebbe fatto tremare i polsi ad alcuni funzionari regionali e ad alcuni funzionari della provincia di Vicenza è contenuto a pagina 22 della relazione e riguarda le garanzie, fidejussioni in gergo giuridico, che Safond deve produrre per continuare l'attività in alcuni siti di deposito cioè discariche. «Si segnala - si legge nella relazione di Bonivento - con riferimento alle polizze, che le compagnie assicurative con cui Safond normalmente opera non si sono dichiarate disponibili al rinnovo delle polizze, in pendenza della procedura di concordato preventivo; pertanto Safond, al fine di mantenere la continuita? aziendale, ha provveduto ad effettuare dei versamenti di denaro in conto deposito a favore della Provincia di Vicenza, in particolare a garanzia della gestione operativa post-mortem dei lotti n. 4.1, 4.2 e 5.1 per un importo di euro 1.099.767,00 e dovra? versare l'ulteriore importo di euro 273.167,69 a garanzia della gestione operativa post-mortem dei lotti 1, 2, 3, 4.1. e 4.2». Tra i possibili imprevisti vengono poi menzionati quelli in capo alla discarica Brugiane di Montecchio Precalcino, la quale nel 2010 beneficiò di una deroga al conferimento che fu malvista da un pezzo del mondo ambientalista.

IL PROMITTENTE
A pagina 24 della relazione poi si apre un altro capitolo rispetto al quale gli enti preposti potrebbero essere interessati a fare chiarezza. Bonivento infatti scrive che alla «luce di quanto gia? indicato, considerata l'intervenuta variazione nella compagine sociale del promittente assuntore Mps industry srl non preceduta da alcuna preventiva comunicazione agli organi della procedura, considerato altresi? che a tutt'oggi, nonostante le raccomandazioni di cui al verbale del 21 settembre 2021, notificato a Mps industry srl  il 22 settembre 2021, il promittente assuntore non ha provveduto nei termini del 04 ottobre 2021» ossia «... entro dieci giorni prima dell'udienza di omologazione... ad alcuno degli adempimenti posti a suo carico...». Detto alla grossa il commissario ricorda che la società che si era resa disponibile ad assumere alcuni carichi di Safond non avrebbe presentato le pezze d'appoggio richieste dalla disciplina di riferimento.

LO SCENARIO
Ora non è dato sapere come mai l'ottimismo professato inizialmente abbia lasciato posto allo scenario più cupo di queste ore. Rimane il fatto però che sull'affaire Safond la situazione, almeno sul piano mediatico, è divenuta incandescente dopo le recenti rivelazioni dell'agenzia di stampa Lineanews.it e dopo il j'accuse indirizzato alla Regione Veneto dal coordinamento ambientalista Covepa.

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