Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

«Dodicimila» alloggi sfitti? Tosetto nel mirino di Colombara

Con un diverbio tutto interno alla maggioranza di centrosinistra il consigliere di PgV punta l'indice sull'assessore ai servizi sociali e chiede conto dello scarso successo del piano di sostegno per il diritto alla casa avviato in pompa magna lo scorso anno: il «dato clamoroso e preoccupante» invece è stato scovato da Angelo Tonello del Pd

Due giorni fa durante il consiglio comunale di Vicenza il consigliere del Pd Angelo Tonello,  de facto scova, grazie al centro elaborazione dati municipale, «un dato clamoroso e preoccupante». Sono ben «12mila» gli appartamenti sfitti in città. In quel frangente, un altro esponente della maggioranza di centrosnistra, Raffaele Colombara (della civica Per una grande Vicenza - PgV) gioca di sponda col collega: e indirizza alla giunta comunale capitanata dal sindaco democratico Giacomo Possamai un siluro ad alto potenziale nella forma di una interrogazione. Che è stata redatta oggi 13 giugno.

Tuttavia il vero bersaglio dell'atto ispettivo firmato da Colombara è l'assessore ai servizi sociali Matteo Tosetto: da tempo inviso ad un pezzo della maggioranza anche per i suoi recentissimi trascorsi col  centrodestra. «Tale cifra, seppur parzialmente giustificabile da seconde case o immobili inagibili, rappresenta in ogni caso - si legge - un numero significativo che contrasta in maniera forte con l'emergenza abitativa che colpisce molte famiglie vicentine». Poi un'altra stoccata: «In vista di una prossima seduta della Commissione consiliare dedicata all'argomento... è fondamentale presentare preventivamente un'analisi aggiornata e completa degli elementi conoscitivi e delle risposte necessarie e urgenti per affrontare la crisi». Parlando in astratto infatti lo stock totale degli stabili sfitti supererebbe di gran lunga le richieste. Ed è per questo che da anni in città c'è chi parla di dominio della speculazione immobiliare sulle necessità di famiglie e lavoratori.

UNA DOPPIA LETTURA
Ad ogni modo le parole di Colombara (in foto) sono chiare: ma si prestano ad una doppia lettura. Una più superficiale e una più tipica del retroscena. Da anni infatti sono diversi gli ambienti sociali e sindacali che puntano contro un kombinat tanto occulto quanto bypartisan eterodiretto da alcuni grandi stake-holder della proprietà immobiliare. Il cui obiettivo primario sarebbe quello di depotenziare le politiche per gli alloggi pubblici da fittare a canone agevolato o ultra-agevolato, col fine ultimo di agevolare la rendita immobiliare. Ora non è ancora chiaro se la stoccata di Colombara si inserisca in questo solco. Anche perché Vicenza, quantomeno dalla fine degli anni '90, sia che l'elettore guardi al centrodestra o al centrosinistra, è una città antropologicamente poco votata alle massicce politiche assistenziali. Mentre, come era solito dire l'ex consigliere comunale Fulvio Rebesani, la stessa Vicenza è invece molto più affine all'idea che a governare il rapporto tra domanda e offerta siano le leggi di mercato.

Al netto di tutto però rimane però la durezza dei quesiti messi nero su bianco dal consigliere comunale. «In merito all'emergenza abitativa, quali iniziative concrete sono state intraprese dall'amministrazione comunale negli ultimi dieci anni? Quali nello specifico per favorire l'incontro tra proprietari di immobili vuoti e cittadini in cerca di casa? Quali sono stati i risultati ottenuti da tali iniziative?». I dubbi di PgV assumono una certa valenza anche perché da sempre in città il dato sulle case sfitte veleggiava sulle ottomila unità. Ed è in questo senso che Colombara chiede all'amministarzione di scandagliare una cifra che potrebbe essere interpretata in vari modi.

IL TABÙ
Appresso un altro stock di richieste. «Con riferimento ai 12mila appartamenti vuoti, si ritiene opportuno suddividere i dati per categorie e fasce sociali maggiormente colpite dalla difficoltà di accesso all'abitazione». Al netto di tutto ciò Colombara chiede quali  linee guida l'amministrazione intenda adottare per utilizzare i fondi derivanti dalla vendita degli alloggi di edilizia popolare per il piano di ristrutturazione approvato in Consiglio comunale. Lo scorporo dei dati peraltro da anni costituisce una sorta di tabù visto che pur a fronte dell'alternarsi delle maggioranze, gli archivi dell'ufficio casa non hanno mai fornito statistiche puntuali al millimetro.

E soprattutto l'esponente di PgV vuole sapere quali siano le tempistiche esatte «per l'avvio del piano di ristrutturazione e per il suo completamento». Questo è un passaggio chiave per Colombara, pur senza riferimenti apparenti, con questo quesito sembra temere che dietro il piano di alienazione pubblica possa nascondersi un disegno teso non a rafforzare il patrimonio pubblico bensì la controparte privata di una futura trattiva di palazzo Trissino con qualche operatore di grossa pezzatura.

Tanto che in questo quadro potrebbero essere letti gli ultimi quesiti distillati da Colombara: «Quali nuovi tipi di azioni ed incentivi sono previsti per i proprietari di immobili vuoti che decidono di metterli a disposizione sul mercato degli affitti a prezzi calmierati, considerato come le ultime azioni, come il Bando emergenza casa del 2023, non hanno incontrato una significativa risposta? Quali misure di sostegno sono in programma per le famiglie che si trovano in condizioni di disagio abitativo particolarmente critico?». Proprio il «Bando emergenza casa», presentato in pompa magna dall'esecutivo cittadino lo scorso anno, era immediatamente stato salutato con freddezza dal sindacato degli inquilini Sunia: che da subito s'era detto scettico.

LO SCENARIO
Se quella di Colombara sia una manovra estemporanea o se al contempo in sala Bernarda qualcuno abbia evidenziato i punti deboli della politica abitativa tracciata da Tosetto per spogliarlo del controllo del referato, solo il tempo potrà dirlo. Sullo sfondo comunque rimane la gravità della situazione alloggi. Da decenni ormai c'è un pezzo rilevante della città che versa in condizioni al limite del degrado o di degrado tout-court senza che le istituzioni facciano il proprio dovere. Questo almeno è il grido d'allarme che dai primi anni Duemila viene lanciato dal sindacato degli inquilini Sunia-Cgil come da molte sigle di base. Fra l'altro, la disponibilità di alloggi per i bisognosi e per i giovani, era stato il più importante cavallo di battaglia della campagna elettorale che lo scorso anno aveva portato Possamai a vincere la sfida sul centrodestra per la carica di primo cittadino.

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