Pfas, fumetti e «Jeep» in montagna: le polemiche di fine campagna

In vista del voto di dopodomani si moltiplicano le critiche, si rimpallano le responsabilità: nel mirino finisce anche il Ministero dell'ambiente che starebbe per rielaborare la disciplina sui derivati del fluoro gia al centro di una querelle infinita

Una bordata sui limiti troppo leggeri in materia di Pfas che il governo vorrebbe introdurre «in maniera surrettizia». Le accuse del centrosinistra vicentino alla giunta veneta sulla scorta delle recenti polemiche sul cosiddetto opuscolo degli assessori supereroi. Le dichiarazioni del candidato al consiglio regionale Joe Formaggio (Fdi) il quale propone una pista per fuoristrada sull'Altopiano di Asiago, proposta che fa inalberare gli ambientalisti. Sono tre, tra i tanti, i temi che stanno rendendo un po' più effervescente questo ultimo scorcio di campagna elettorale per le regionali venete (si vota il 20 e il 21 settembre) in cui la coalizione che fa capo al governatore uscente Luca Zaia della Lega sembra comunque avere la vittoria in tasca compresa la riconferma dello stesso Zaia al terzo mandato.

LE MAMME CONTRO PALAZZO CHIGI
La prima bordata distillata stamani arriva lontano dalla politica. Si tratta di una breve nota diffusa da Michela Piccoli, uno dei volti più noti del coordinamento mamme No Pfas che si batte contro l'inquinamento da derivati del fluoro, i Pfas appunto, che le autorità imputano alla Miteni di Trissino (una vicenda che sta facendo dicutere da anni). Dopo la querelle di ieri in cui il M5S con un esposto presentato in procura ha adombrato pesanti responsabilità sull'operato della Regione che non si sarebbe spesa a sufficienza per evitare o contenere la contaminazione, stavolta a finire nel mirino è il ministero dell'ambiente capitanato da Sergio Costa (uno dei volti più stimati in quota M5S in seno al governo). Per le Mamme no Pfas il ministero starebbe cercando di far passare il cosiddetto collegato ambiente. Un provvedimento normativo in cui sono previsti «limiti pfas altissimi per le acque di scarico» ossia ben 20mila nanogrammi per litro d'acqua. Il contrario di quanto «aveva promesso per ben sei volte lo stesso Costa». Adesso, spiegano le mamme «dobbiamo far pressione» sull'opinione pubblica. «Quello che è successo a noi - scrive Piccoli stigmatizzando l'eventuale modifica della disciplina ove si verificasse - non deve più accadere».

BORDATA DA VICENZA
La seconda bordata invece arriva dal centrosinistra del capoluogo berico. Coalizione civica, formazione che in consiglio comunale fa riferimento a Ciro Asproso, rinfocola ancora una volta la polemica sull'opuscolo informativo per ragazzi voluto dalla Regione Veneto per raccontare l'operato di palazzo Balbi nella lotta al Covid-19. Un opuscolo che sarebbe smaccatamente agiografico per i suoi detrattori.

«Chi pensava che il culto della personalità fosse una scoria del passato o al più, l'inevitabile condizione di certi regimi illiberali, ora dovrà ricredersi» spiegano in una nota diramata ieri Mariangela Santini, Leonardo Nicolai e lo stesso Asproso, a nome di Coalizione civica Vicenza. «Diversamente Veneto, il diario a fumetti che celebra la vittoria contro il Covid-19 grazie alle mirabolanti gesta di Zaia, del presidente del consiglio regionale il vicentino Roberto Ciambetti e della dottoressa Francesca Russo, responsabile del servizio prevenzione della Regione, è molto più che un volume agiografico ed è molto più che uno squallido espediente per farsi campagna elettorale. Rappresenta - si legge - un ulteriore capitolo nella costruzione di un falso mito, quello del Veneto felix; ma è anche la dimostrazione del grado di cinismo e di impunità ormai raggiunto da certi personaggi politici che, in varie forme, governano questa Regione da oltre venticinque anni».

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FUORISTRADA LUDICO
E un'altra querelle riguarda le recenti dichiarazioni che Formaggio avrebbe proferito davanti al pubblico durante un confronto elettorale sull'Altopiano di Asiago. Dichiarazioni in cui si sarebbe detto favorevole alla realizzazione di un tracciato per fuoristrada come «le Jeep» proprio in Altopiano con la prospettiva di attirare il turismo giovane e dinamico. Una prospettiva vista come fumo negli occhi dagli ambientalisti ma non solo. «Se Formaggio ha davvero proferito quelle parole allora ha detto una idiozia. Evidentemente Formaggio dimentica i morti del primo conflitto mondiale e dimentica la strage di alberi seguita alla tempesta Vaia. L'Altopiano è un luogo fragile che ha bisogno di turismo lento, a piedi, in bici o con le bici a pedalata assistita. Dobbiamo smetterla con chi pavlovianamente saliva ogni volta che si parla di consumo di suolo. Perché la pista per Jeep Formaggio non la fa dentro le acciaierie Valbruna o la Beltrame?».

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