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Unichimica, «via al piano di bonifica»

Dopo i chiarimenti chiesti dalla Provincia al privato, l'amministrazione quartesolana dice sì al progetto di risanamento: frattanto il primo cittadino parla degli investimenti pianificati dalla municipalità per l'inizio dell'estate

Uno scorcio del municipio di Torri di Quartesolo (foto, Marco Milioni)

Dopo le integrazioni fornite dalla ditta il Comune di Torri di Quartesolo dà il via libera il progetto di messa in sicurezza di Unichimica in previsione della futura bonifica prevista dai vertici societari. La notizia, già anticipata dal presidente della spa Alberto Filippi, è stata confermata dalla giunta del piccolo comune berico. «La provincia di Vicenza aveva chiesto al privato alcune integrazioni che una volta fornite hanno posto le condizioni perché arrivasse il via libera» fa sapere l'assessore all'ecologia Elisabetta Tescari. Anche il sindaco Diego Marchioro spiega di essere stato «sempre sereno» anche perché l'iter «aveva coinvolto moltissimi enti». Sullo stato di salute dell'ambiente lungo la spalla sud-orientale del territorio quartesolano poi il primo cittadino rimarca come la questione sia complessa e che gli enti preposti da anni stanno compiendo il massimo sforzo per tenerla sotto controllo.

Dunque sindaco c'erano state delle rimostranze da parte di alcuni residenti della zona di via Borsellino i quali lamentano cattivi odori. L'amministrazione frattanto mette agli atti l'ok al piano di bonifica di Unichimica. Lei come vede la situazione?
«Quando si parla di quella posizione di territorio dobbiamo avere ben chiara una cosa. Tra gli insediamenti produttivi non c'è solo Unichimica, la quale tra l'altro sta mettendo in campo una serie di investimenti non da poco proprio sul piano del risanamento ambientale».

Di quante utenze si parla?
«Diciamo che il gestore del ciclo idrico, ossia Viacqua, da mesi sta portando avanti un grandissimo lavoro per vagliare tutti gli allacciamenti della zona. Che sono più di un migliaio, mille e cento nel dettaglio, per quanto riguarda gli scarichi civili e ben duecentoventi per quelli produttivi siano questi artigianali o industriali».

Sono numeri di peso?
«Direi proprio di sì. Lei capisce che si tratta di un lavoro complesso per il quale noi facciamo tanto di cappello al gestore. Un lavoro che una volta terminato, probabilmente ci vorranno ancora un tre quattro mesi, ci farà capire chi presenta delle criticità e chi fa le cose in regola. A quel punto a quei soggetti, siano essi imprese o privati cittadini, che presentano problemi con gli scarichi sarà dato un monito. Una sorta di cartellino giallo. Verranno concesse diverse settimane per mettersi in regola. In caso contrario gli enti preposti partiranno con la trafila prevista dalla legge. Va ricordato poi che a Marola Viacque sta procedendo con i lavori per la separazione delle acque reflue tra bianche e nere».

Sindaco come mai la situazione si presenta così complessa?
«Ma guardi questa porzione del mio comune, come è capitato a tante zone produttive della Pianura padana, ha visto i primi insediamenti negli anni Ottanta quando le regole erano ben più lasche e quando alla politica interessava lo sviluppo tout-court. Poi le cose sono cambiate. La sensibilità ambientale è cresciuta sia nella gente sia nella classe dirigente. Le regole sono cambiate. Oggi gli enti preposti sono impegnati affinché le regole siano rispettate ma anche affinché questa sorta di transazione prenda corpo senza strappi».

Alle volte i cittadini si lamentano però. O no?
«Fa parte della vita democratica delle comunità. C'è chi muove critiche circostanziate. C'è chi semplicemente si sfoga perché vuole sfogarsi. C'è chi forza o distorce la realtà: sui social si legge di tutto. Io però sono convinto che i residenti di Torri siano ben consci della portata degli sforzi che sta portando avanti questa amministrazione. Lo dimostrano tra l'altro gli investimenti che stanno prendendo corpo tra la fine di questa primavera e l'inizio dell'estate».

Quali somme ci sono in ballo?
«Ben un milione e 100mila euro di cui 725mila euro sono contributi a fondo perduto che provengono dalla Ue, dallo Stato e dalla Regione Veneto».

Di che cantieri si tratta esattamente?
«Il più importante è quello della riqualificazione energetica della scuola elementare della frazione di Marola. Si parla di serramenti, di cappotto esterno, della istallazione di pannelli fotovoltaici».

A quanto ammonta questo intervento?
«Stiamo parlando di mezzo milione. O meglio, di 550mila euro di cui ben 480mila sono finanziati dalla Ue. Questo è un aspetto che mi sta a cuore particolarmente perché quando si parla di questo tipo di contributi la nostra amministrazione ha sempre presentato progetti esecutivi. Il che porta gioco forza con sé una efficienza nella procedura».

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