Caso Cunial-coronavirus, l'ira del M5S

Sulla vicenda della deputata della città del ponte finita nella rete dei controlli dei vigili urbani di Roma per il contenimento del Covid-19 scoppia la polemica. Frattanto gli uffici della polizia locale capitolina «proseguono gli accertamenti»: se ricorreranno le condizioni, dice il comandante, la sanzione «sarà recapitata» al domicilio della parlamentare

A destra la senatrice del M5S Barbara Guidolin

Sara Cunial, la deputata bassanese del gruppo misto incappata nelle maglie dei controlli approntati dalla polizia municipale romana per fronteggiare il contagio da Covid-19, è finita nel mirino della polemica politica. La novità aveva fatto capolino sui media romani ieri 13 aprile, ma la vicenda è definitivamente deflagrata oggi quando la senatrice bassanese Barbara Guidolin del M5S ha attaccato frontalmente la concittadina ed ex compagna nello stesso movimento, ricordando proprio l'allontanamento dai Cinque stelle della stessa Cunial, accusata per di più di supportare alcune campagne complottistiche solo per averne un tornaconto in termini di visibilità.

LA STILETTATA
«A Roma - rimarca Guidolin - ci sono pure io da più di un mese insieme a tanti altri colleghi ma ti devo dire la verità, se mi sono allontanata è stato solo per andare a piedi in Senato a fare il mio dovere. Vorrei proprio capire quali sono questi motivi di sicurezza per cui sei costretta ad andarti a trovare un alloggio» lontano dal centro. Il riferimento è al fatto che la Cunial ai taccuini di Vicenzatoday.it ha dichiarato che è stata fermata dalla municipale sulla via del Mare (una zona periferica di Roma che porta ad Ostia, che però fa sempre parte del comune capoluogo di regione) mentre si stava recando presso «il suo domicilio temporaneo».

ACCUSA RESPINTA AL MITTENTE
La ricostruzione e le ragioni di Cunial sono ben diverse. Quest'ultima oltre a negare di essere stata sanzionata (cosa che riferiscono alcuni quotidiani romani) ma solo controllata dalla polizia locale ieri ha affidato ad una lunga nota il suo pensiero. Nella quale elenca una serie di «battaglie» che l'avrebbero resa scomoda nei confronti di certi ambienti che non hanno gradito il suo attivismo: proprio a partire dalle valutazioni sulla emergenza da Covid-19.

DI MAGGIO CHIARISCE
Ma quale è il perimetro nel quale si sta consumando questo scontro in terra romana tra due parlamentari della provincia di Vicenza? Le cose come stanno? I vigili hanno o no elevato la sanzione? A chiarire questo dubbio è il dottor Antonio Di Maggio, comandante della polizia locale dell'Urbe. Il quale conferma che «al momento non è stata elevata alcuna sanzione perché sono in corso quegli accertamenti che in situazioni del genere vengono esperiti con qualsiasi cittadino che fornisca motivazioni che possano apparire poco coerenti o semplicemente meritevoli di ulteriori controlli». Il dirigente fa sapere al contempo che se alla fine dell'approfondimento gli uffici evidenzieranno che le giustificazioni della deputata bassanese non fossero idonee, «come è capitato per un altro onorevole e come capiterebbe a chiunque» la sanzione sarà inviata a casa.

Di Maggio da questo punto di vista allarga la prospettiva e spiega che sono parecchi i casi, se non la maggior parte in cui «gli agenti in servizio non elevano al momento la sanzione perché si prendono il tempo per vagliare in modo appropriato i riscontri forniti da chi viene controllato». Al contempo il comandante aggiunge che le pattuglie impegnate sul campo, «pur a fronte di una situazione oggettivamente difficile per tutti, stanno agendo con un approccio corretto e improntato alla ragionevolezza. Allo stesso modo - aggiunge ancora il dirigente - complessivamente i romani stanno reagendo in modo coscienzioso e senza dubbio adeguato rispetto ai provvedimenti emergenziali assunti dal governo».

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LO SCENARIO
La vicenda chiaramente sta facendo discutere veneti e romani. Ci sono coloro che accusano la Cunial di essere una sorta di alfiere della doppia morale. Altri la difendono e la vedono come il bersaglio «di quegli ambienti che contano» spesso finiti nel mirino della stessa Cunial. E poi non mancano «i distaccati», ossia quelli che sostengono che «multa o non multa», se la deputata, che sostiene di essersi spostata per ragioni legate al suo mandato, avesse segnalato in anticipo per iscritto almeno il perimetro dei suoi spostamenti all'ufficio di presidenza di Montecitorio e per conoscenza alla prefettura, si sarebbe generata molta meno confusione. Sullo sfondo però rimangono i rapporti spesso tesi tra Cunial e M5S: non è la prima volta che gli attivisti infilzano «la transfuga», con quest'ultima che contrattacca i grillini accusandoli di avere tradito lo spirito originario.

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