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Molestie all'adunata, Rucco esprime solidarietà agli alpini

“Il problema non sono gli alpini, la migliore solidarietà che possiamo dimostrare alle donne è non sottovalutare, perché sottovalutare è già giustificare”

Il presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco è chiaro e va dritto al punto, a nome degli enti che rappresenta e dei tanti sindaci vicentini che in questi giorni lo stanno contattando.

“Lo ribadisco senza esitazioni - afferma Rucco - il nostro territorio deve tanto agli alpini, al loro coraggio in tempo di guerra e alla loro passione in tempo di pace. Gli alpini ci sono sempre quando abbiamo bisogno di una mano ed è nostro dovere come Istituzioni ringraziarli sempre.”

Il presidente della Provincia più alpina d’Italia non si tira però indietro neppure davanti ai casi di molestie che si sono verificati all’adunata di Rimini. “Ci sono stati episodi di molestie e di mancanza di rispetto nei confronti delle donne - dichiara Rucco - non importa quanti e non importa se seguiranno denunce, ciò che conta è che sono successi. Come si stanno verificando a Torino in occasione dell’Eurovision Song Contest, come si sono verificati a Milano a Capodanno e come purtroppo si verificano sempre quando ci sono altre concentrazioni di persone. Anzi, di “branchi”. Perché il problema è proprio questo. E’ un problema culturale, di educazione.”

“Il problema non sono gli alpini - chiarisce Rucco - e ha fatto bene il presidente nazionale degli alpini Sebastiano Favero a condannare senza mezzi termini, come hanno fatto bene tutti coloro che hanno preso posizione. La migliore solidarietà che possiamo dimostrare alle donne è non sottovalutare, perché sottovalutare è già giustificare.”

“Gli alpini sono persone perbene - conclude Rucco - sono promotori della tradizione di solidarietà della nostra terra, custodi dei nostri valori tra cui c’è il rispetto per le persone. I veri alpini sono gentiluomini e sono certo che saranno loro stessi a difendere la penna nera anche allontanando chi non è degno di tenerla in testa. Non è vietando le adunate che si risolve il problema. Non è vietando gli assembramenti, ma vigilando, tutti, perché non si verifichino eccessi. Altrimenti avranno vinto loro, quelli delle prevaricazioni. Che non sono alpini”.

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