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La società civile «piange Fulvio Rebesani»

Attivista della galassia ambientalista berica, già esponente della sinistra radicale «meno incline ai compromessi» col potere economico, l'ex consigliere comunale negli anni aveva sposato anche la causa degli inquilini meno abbienti divenendo dirigente del Sunia

A sinistra Fulvio Rebesani (repertorio sindacato Sunia)

Si è spento ieri a causa di una serie di complicazioni cardio-circolatorie il vicentino Fulvio Rebesani. Già esponente storico della sinistra berica col Pci, già consigliere comunale, già sindacalista di vaglia nella Cgil, negli anni aveva abbracciato anche la causa ambientalista divenendo assieme a Paolo Crestanello l'animatore del Comitato vicentino contro l'abusivismo edilizio. Negli anni aveva poi sposato «la causa dei meno abbienti» divenendo anche dirigente del Sunia, ossia del sindacato degli inquilini.

L'ottantatreenne Rebesani era conosciutissimo in città. Da sindacalista, noto per il carattere duro e pugnace, aveva combattuto strenuamente contro le posizioni di Danilo Longhi, ex ras della Camera di commercio berica, politicamente vicino all'ala migliorista dell'allora Pds, all'ala liberale della Lega allora capeggiata da Manuela Dal Lago e all'alla democristiana di Forza Italia al tempo capeggiata da Giorgio Carollo. Da consigliere comunale nella seconda metà degli anni '90 mise in crisi il centrosinistra, compagine cui egli stesso apparteneva, «per le aperture forsennate che quest'ultimo aveva fatto alla lobby dei costruttori».

Rimangono negli annali le sue bordate a Ubaldo Alifuoco e Diego Bardelli (volti di spicco dell'ala migliorista dell'allora Pds vicinissima alla leghista Dal Lago e a Longhi), nonché a Luca Romano e Federico Formisano che provenivano invece dalla Margherita. E se col centrodestra Rebesani aveva «una contrapposizione classica», fu con l'ala più moderata del centrosinistra che gli screzi raggiunsero «apici inenarrabili» soprattutto quando Rebesani fu tra gli autori della caduta della giunta retta da Marino Quaresimin (altro ex Dc di peso poi finito nella Margherita, accusato di avere, politicamente parlando, ceduto troppo terreno alle richieste dei grandi immobiliaristi) nonché della sconfitta, era la fine degli anni '90, del favoritissimo Giorgio Sala, pure lui ras del centrosinistra di origine democristiana. Sala infatti, favoritissimo alla carica di sindaco, perse clamorosamente con l'outsider di centrodestra Enrico Hüllweck.

Quello fu l'episodio che sancì una sorta di ostracismo politico nei confronti di Rebesani che così concentrò il suo impegno nella società civile. Sono altresì negli annali le sue battaglie nel «Comitato contro l'abusivismo edilizio» per l'affaire Hotel de la ville, per l'affaire Ponte Alto, per l'affaire Borgo Berga assieme all'altro volto di spicco del comitato, per l'appunto l'economista Crestanello. Anche l'ex sindaco di centrosinistra Achille Variati fu spesso preso di mira da Rebesani.

Allo stesso modo sono note le scudisciate di Rebesani all'indirizzo delle varie amministrazioni comunali che da centrodestra e centrosinistra si sono succedute negli anni. Scudisciate che non hanno mai risparmiato nemmeno i dirigenti dell'urbanistica e dell'edilizia, messi sotto schiaffo spesso ancor più dei politici. Di pari passo Rebesani aveva preso di mira «i veri dominus nella gestione del territorio della città» ossia «i gruppi Beltrame, Valbruna, Maltauro, Marzotto, Ferretto, Mezzalira, Ingui» solo per fare i nomi più altisonanti, additati spesso e volentieri come «i veri responsabili politici della degenerazione urbanistica e cementizia della città».

Rebesani, tra gli ultimi esponenti della gauche radicale veneta, la quale da anni accusa il centrosinistra «di flirtare col padronato e coi poteri forti dopo avere abbandonato la sua missione fondante», fra i suoi amici del Comitato contro gli abusi edilizi, ma non solo, «lascia il vuoto incolmabile di una persona che ha fatto del coraggio, della generosità verso i più deboli, nonché del rifiuto del compromesso al ribasso verso gli appetiti più inconfessabili, la cifra della sua vita». Per questo «la società civile oggi piange il nostro amico Fulvio, un combattente di razza». Rebesani, laureato in giurisprudenza, definito dai suoi aficionados colto e di letture raffinate, negli anni aveva dato vita assieme ad un esponente di spicco della cultura a «gauche» della città, ossia l'editore Pino Dato, ad un sodalizio culturale durato molto a lungo: Dato da anni cura il magazine Quaderni vicentini. I funerali di Rebesani sono in programma per martedì primo giugno alle 14,45 al duomo di Vicenza.

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