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A destra l'assessore vicentino al centro storico Silvio Giovine; a sinistra il sindaco di Vicenza Francesco Rucco (repertorio Vicenzatoday.it)

A destra l'assessore vicentino al centro storico Silvio Giovine; a sinistra il sindaco di Vicenza Francesco Rucco (repertorio Vicenzatoday.it)

L'uscita di Giovine e le iperboli lessicali

Dopo una operazione delle forze dell'ordine contro lo spaccio di stupefacenti l'assessore berico al centro storico, su Facebook, si lascia andare a commenti molto tranchant: ma l'esponente dell'esecutivo usa la stessa verve per giudicare altre condotte esecrabili? Il caso Prioli insegna

Silvio Giovine, assessore al centro storico del Comune di Vicenza sulla sua bacheca Facebook ha commentato in modo molto risoluto una operazione delle forze dell'ordine durante la quale è stato sequestrato un quantitativo relativamente modesto, un etto o poco più,  di marijuana. L'operazione è avvenuta un paio di giorni fa mentre il commento di Giovine è di ieri 17 febbraio. «108,53 grammi di morte rinvenuti e sequestrati a Campo marzo... questi assassini non devono avere pace». Questo è il tono della presa di posizione dell'assessore. La quale ha suscitato approvazione, ma anche sfottò e ironia. Non è mancato chi ha fatto capire che di bila non si muore e che lo spaccio è una cosa diversa dall'omicidio fermo il fatto che il codice penale punisce diversamente i due reati.

Tuttavia il punto della querelle è bene un altro. Ammesso tranquillamente che quella di Giovine sia una iperbole e ammesso tranquillamente che Giovine conosca il significato e il senso di questo vocabolo, sarebbe interessante capire che cosa pensi Giovine di chi si macchia di un abuso edilizio. Iperbole per iperbole se tanto mi dà tanto, se chi spaccia è un assassino perché chi dà corpo ad un abuso edilizio non viene dipinto come mafioso anche se per ipotesi ha qualche parente che bazzica per i palazzi della politica vicentina? Giovine ha mai usato questa verve lessicale legalitaria verso chi compie un atto spregevole ossia costruire contra legem, cosa che eticamente è tanto grave se non peggio che spacciare un etto di erba?

E che toni userebbe Giovine nel giudicare un poliziotto, l'emblema del pubblico ufficiale, che si sia reso colpevole con tanto di condanna a 26 mesi passata in giudicato, per aver pestato un automobilista senza motivo? Peccato che un poliziotto condannato a 26 mesi Giovine lo abbia avuto alla sua destra durante un evento politico di cui Vicenzatoday.it parlò en passant il 12 settembre del 2020 (l'happening è più indietro nel tempo per vero).

Ora il sindaco di Vicenza Francesco Rucco che è persona notoriamente equilibrata non può certo essere considerato responsabile del quoziente intelligenza dei suoi assessori o dei consiglieri delegati. Ma è responsabile per ciò che costoro dicono o scrivono pubblicamente. Se magari qualche suo collaboratore altrettanto avveduto ed equilibrato desse una sbirciata di tanto in tanto su Facebook si eviterebbe alla città di Vicenza qualche figura barbina. Rimane da capire una cosa. Ma adesso, in difesa di Giovine interverrà qualche «chioccia isterica»? L'espressione non è copyright di chi scrive ma di una figura politicamente assai affine alla galassia culturale da cui Giovine proviene.

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