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Inaugurazione della nuova base: i No dal Molin in piazza e Variati in ferie

Il Del Din aprirà ufficialmente i battenti domani, 2 luglio. Alla cerimonia non parteciperà il sindaco di Vicenza, ufficialmente in vacanza, sostituito da un delegato. Polemica la Cgil, gli attivisti lanceranno la campagna estiva

Hanno cominciato a "scaldare" i motori smontando le reti a site Pluto, a Longare. E' iniziata così la "campagna estiva" dei No dal Molin, affatto rassegnati a deporre cesoie e fiaccole, neanche di fronte all'inaugurazione ufficiale della nuova base Del Din. La cerimonia è stata programmata per domani, 2 luglio, alle 9 del mattino, "per evitare il solleone e il caldo del pomeriggio". Il sindaco, Achille Variati, non ci sarà perchè in ferie, ma l'amministrazione manderà comunque un delegato.

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"Gli statunitensi hanno scelto un profilo basso, una data infrasettimanale, un momento lavorativo dopo la magra figura rimediata lo scorso 4 maggio quando, di fronte alla mobilitazione cittadina, hanno preferito annullare l’annunciato open day" è il commento degli attivisti - Non inseguiremo le cerimonie statunitensi, ma torneremo nel centro della città, con una fiaccolata, come sempre abbiamo fatto nei momenti più forti della nostra mobilitazione. Per dire che, al Dal Molin ci torneremo ancora, in tante e tanti, durante il prossimo Festival NoDalMolin, con una giornata di mobilitazione collettiva che vogliamo costruire insieme in quella che sarà la nostra ottava “campagna d’estate”. L'occasione per la presentazione delle prossime iniziative sarà un'assemblea pubblica, in piazza dei Signori, dopo la fiaccolata che partrà da piazza Castello, alle 20.30.

La campagna è caratterizzata da tre punti: "la richiesta di riconversione immediata di Site Pluto, Fontega e Santa Tecla a usi civili, visto che si tratta di aree militarizzate che gli statunitensi sostengono di non utilizzare; la richiesta di desecretazione immediata degli accordi bilaterali del 1954 che regolano la presenza di basi militari Usa in Italia e che, in barba alla democrazia e alla trasparenza, non possono essere letti da alcuno; la richiesta di costituire un osservatorio cittadino sulle conseguenze della militarizzazione in città che studi le ricadute sanitarie, oncologiche, epidiemoboliche, ambientali, sociali, urbanistiche ed economiche della presenza militare a Vicenza"

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