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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Politica Bassano del Grappa

Hub a San Lazzaro? La querelle rimane sul tappeto

Nonostante l'iter per il progetto lungo la spalla sud della città del ponte sia ripartito da zero le frizioni tra i fautori dell'intervento ed i suoi detrattori non sembrano destinate ad affievolirsi

«Sebbene l'iter per il maxi hub logistico-produttivo a San Lazzaro sia ripartito da zero noi vigileremo sul procedimento rispetto al quale noi ci auspichiamo che questa amministrazione si esprima con un no deciso perché quell'insediamento se completato potrebbe avere un  impatto ambientale insostenibile». Sono queste le parole usate da Paola Facchinello, Samuele Vidale, Erica Fontana ed Egidio Zilio che oggi 27 dicembre a mezzodì si sono trovati nella sala Gobbi nel municipio della città del ponte nella loro veste di componenti del coordinamento della lista civica «Bassano per tutti». L'incontro è stato l'occasione per fare il punto sui dossier che la civica, la quale ha portato in consiglio comunale proprio Fontana peraltro, sta monitorando da mesi e mesi. Dossier fra i quali spicca proprio quello della «super-lottizzazione» prevista lungo la spalla sud di Bassano del Grappa. Il progetto da tempo è oggetto di una polemica al vetriolo. Mattia Bertin, altro componente del coordinamento di lista, oggi a margine del briefing degli attivisti ha messo in guardia peraltro l'opinione pubblica «sugli effetti del consumo di suolo rispetto al cambiamento climatico» generato dalla attività umane «che giustappunto grava sul clima, sia a livello locale che globale». E così da mesi la discussione sul caso San Lazzaro si è animata di botta e risposta a distanza. Da una parte ci sono gli esponenti di Bassano per tutti. I quali sono affiancati da una componente ecologista molto ampia che non più tardi del 14 dicembre aveva dato vita ad una iniziativa pubblica al teatro Remondini su input della Associazione Aria «che ha avuto un seguito notevolissimo» fa sapere la consigliera Fontana. Sul versante opposto però ci sono i privati che invece ritengono l'insediamento previsto sostenibile sul piano ambientale oltre che positivo per le ricadute economiche. Quando per una serie di obblighi non derogabili i privati stessi (Agb e Meb in primis, due imprese del comprensorio) avevano annunciato il ritiro del progetto i commenti distillati da parte delle due società nei confronti del Comune di Bassano (il quale per certi versi si trova tra incudine e martello) non furono troppo teneri. I proponenti peraltro hanno ribadito il proprio convincimento in una nota diffusa il 23 dicembre. Nota nella quale spiegano per filo e per segno i motivi che li hanno spinti a riproporre il progetto, con le opportune modifiche, al Suap, ossia allo sportello unico per le attività produttive dell'amministrazione bassanese. L'iter quindi ricomincia ora da zero. Tuttavia da parte dei due fronti, al di là delle parole di circostanza sempre improntate al massimo garbo, sono già partite le prime avvisaglie: avvisaglie dalle quali è possibile intuire come lo scontro potrebbe tornare ad arroventarsi già come era accaduto durante i mesi scorsi.

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