«Ex elioterapico di Mezzaselva, no alla privatizzazione»

Il consigliere regionale Cristina Guarda lancia una mobilitazione per evitare una cessione che la giunta regionale veneta caldeggia da tempo

Una veduta dell'ex istituto elioterapico di Roana-Mezzaselva (repertorio Clinicadimezzaselva.it; per gentile concessione dell'autore Fabio Ambrosini Bres)

La Regione Veneto da tempo intende privatizzare l'ex istituto elioterapico di Roana (poi divenuto centro clinico riabilitativo) sull'Altopiano di Asiago. In merito alla operazione però, caldeggiata convintamente da palazzo Balbi, il consigliere regionale leoniceno Cristina Guarda (del gruppo Cvp) non ci vede chiaro tanto da lanciare una mobilitazione affinché la struttura rimanga nel recinto del pubblico. La novità è emersa oggi 26 maggio nella prima mattinata quando proprio Guarda ha reso noto il suo intendimento diramando una nota al calor bianco.

«L'emergenza sanitaria da Covid-19 attualmente in corso non ha insegnato nulla. A partire dagli ultimi vent'anni nel Veneto appena si può privatizzare la sanità lo si fa. E così rischia di andarsene anche l'istituto di Roana che sorge nella frazione di Mezzaselva. Ai cittadini dell'Altopiano di Asiago chiedo: rimarrete inermi di fronte a questo scippo?».

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Guarda però va oltre ed aggiunge: «Sono stanca di decisioni prese dall'alto senza consultare le comunità coinvolte. Cosa ne pensano i sindaci dell'altopiano? Si è voluto togliere dal sistema socio sanitario dell'Altopiano, già carente a causa dei continui tagli avallati dall'ex governatore azzurro Giancarlo Galan e dall'attuale governatore leghista Luca Zaia in questi anni, una struttura che ha dato e poteva dare tanto, in riabilitazione e sostegno, anche sociale, alle famiglie del territorio». Poi un'ultima battuta: «Questa struttura ha segnato la storia del comprensorio asiaghese. Ai primissimi degli anni Duemila la regione investì ben 22 miliardi di vecchie lire per ristrutturarla completamente e ci sono cittadini che, in questi anni, hanno promosso progetti per rilanciarla, pensando anche alle opportunità occupazionali».

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