Elezioni regionali Veneto 2015

Regionali Veneto 2015: lite tra pochi intimi a sinistra

Polemiche roventi e accuse al tritolo tra Sel, che appoggia Alessandra Moretti, e L'Altro Veneto. Sotto accusa la firma del capolista di Luca Zaia, Stefano Valdegamberi

La presentazione della lista L'altro Veneto

Non si sono mai amati ma ora è conflitto aperto tra Sel e L'Altro Veneto. Il motivo dello scontro non è legato a programmi e posizioni politiche, bensì una firma sulla richiesta di candidatura alle Regionali della lista indipendente legata a Rifondazione. Ad apporla il capolista di Luca Zaia, Stefano Valdegamberi. Alle scorse elezioni, Sel e Federazione della sinistra avevano sostenuto Giuseppe Bortolussi, non superando, in totale, il 3% dei voti (1,22 Sel, 1,56 Fds). 

REGIONALI 2015: LE LISTE E I CANDIDATI 
SONDAGGIO: CHI VOTI?


"La lista "L'Altro Veneto - Ora! Possiamo", per evitare un probabile (ed avvenuto) insuccesso nella raccolta firme, ancora a metà marzo ha chiesto al consigliere regionale Valdegamberi, la firma per la presentazione della lista. Tale firma è stata concessa, e la lista è stata di conseguenza presentata, con il strategico fine di contribuire alla divisione del centrosinistra nella competizione elettorale regionale - dice senza mezzi termini il coordinatore provinciale di Sel, Niccolò Della Lucilla - E' chiaro l'intento politico della Lega: utilizzare "pedine" a sinistra per indebolire la coalizione progressista alternativa al ventennio forza-leghista. Tale strategia della destra è inaccettabile e vergognosa, degna dei tempi in cui le "liste civetta" erano usate e abusate al fine di sconfiggere in maniera "spuria" l'avversario nelle competizioni elettorali. Sinistra Ecologia Libertà di Vicenza condanna fermamente questo deplorevole atto della destra veneta, esprime rammarico per l'ipocrisia dei dirigenti della lista "L'Altro Veneto - Ora! Possiamo" e porge solidarietà a tutti i militanti della lista stessa che, in buona fede, si stanno sacrificando per un progetto, a questo punto e loro malgrado, profondamente minato nella sua credibilità e nella sua coerenza valoriale".

Non si è fatta attendere la replica del segretario provinciale di Rifondazione e candidato Roberto Fogagnoli: "Sono stanco di questa canea che i dirigenti di SEL e i fondatori di Sinistra Veneta hanno scatenato. Ho seguito fin dall’inizio la storia delle liste per le prossime elezioni. O meglio pensavo di averla seguita fin dall’inizio perché invece, prima dell’inizio c’era già stato un accordo sottobanco con il PD da parte delle dirigenze regionali di SEL e PRC che svendevano i loro partiti per partecipare col PD alle elezioni del comune di Venezia - e prosegue - Adesso venite a farci la morale? Adesso, dopo averci fatto consumare tutto il tempo necessario, (stupidi noi a cascare nella trappola e pensare che no, non potevamo essere traditi dai nostri stessi compagni), dopo averci portato alle soglie della data per la presentazione delle liste, dopo esservi seduti in poltrona grazie ad una firma ve ne uscite raccontando del flop fatto dall’ALTRO VENETO e della firma di Valdegamberi? Quasi 11.000 firme in 20 giorni non sono un flop, signori scandalizzati, sono la dimostrazione che noi abbiamo fino alla fine voluto il rapporto con gli elettori, sono la dimostrazione che la militanza paga e ci ha fatto incontrare undicimila persone che ci hanno detto: andate avanti!

"Noi abbiamo ricevuto una firma ma la nostra autonomia politica è rimasta intatta; non dobbiamo nulla a nessuno e continueremo a dire che Zaia è il nostro nemico - è la conclusione - Diversa la situazione di chi, legato mani e piedi dall’alleanza si troverà con le armi scariche; come faranno ad attaccare le politiche del governo, che ricadono sui territori, se una di coloro che è pronta ad attuarle è loro alleata?"

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