Veneto, partita la corsa alle elezioni regionali: ecco chi sono gli sfidanti di Luca Zaia

Chi ci sarà a sfidare il presidente in carica il 20 e 21 settembre? Ecco chi sono fino ad ora i cinque candidati alla presidenza della Regione. In caso di conferma, per il governatore, sarebbe il terzo mandato consecutivo

Dopo un lungo dibattimento è stata fissata per il 20 e 21 settembre la data delle Regionali. Il cosiddetto election day vedrà nello stesso giorno la possibilità di esprimersi sul referendum per la diminuzione del taglio dei parlamentari. Oltre che in Veneto si vota anche in Toscana, in Campania, in Puglia, in Val d’Aosta e nelle Marche. Ma chi ci sarà a sfidare il presidente in carica, Luca Zaia? Sarebbe per lui il terzo mandato consecutivo. Inutile dire che parte più che gran favorito e che per tutti la sfida è in salita. 

Chi ha deciso di sfidarlo sul suo campo è certo Antonio Guadagnini che è alla guida del Partito dei Veneti. Una forza politica che mette insieme tanti autonomisti delusi che alla Lega contestano di essere diventato un partito nazionale che si è scordato delle battaglie della prima ora che ruotano tutte attorno all’autonomia. «2.273.985. Sono i veneti che il 22 ottobre di ormai tre anni fa si sono messi in fila per dire sì all’autonomia, troppe volte promessa e mai realizzata. Noi quel traguardo lo vogliamo centrare. Perché anche la recente epidemia con tutte le decisioni prese a Roma e misure che erano studiate più per compiacere i percettori di sussidi che per tutelare il Veneto produttivo, ha dimostrato chiaramente che di centralismo si muore». Antonio Guadagnini è consigliere regionale eletto dal maggio del 2015. 53 anni, due lauree (economia e filosofia), padre di due bambini ed è docente in aspettativa. 

Il Movimento 5 Stelle, che in Veneto corre da solo e si vede perché fino a questo momento ha sferrato più attacchi al centro sinistra che a Zaia, candida alla presidenza l’ex senatore Enrico Cappelletti. Candidatura maturata dopo la votazione avvenuta tramite la piattaforma Rousseau, il 10 marzo scorso. Senatore nella XVII Legislatura con il Movimento 5 Stelle è stato membro della Commissione Giustizia. Ho ricoperto il ruolo di componente della Commissione parlamentare di inchiesta per il disastro del traghetto Moby Prince, membro del Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione, membro della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale nonché membro sostituto del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Da giugno ad ottobre 2017 Presidente del gruppo. Da primo firmatario ha depositato sette disegni di legge in materia di riforma della prescrizione, concussione, corruzione ed abuso d’ufficio; lavoro all’interno del carcere; interdizione dai pubblici uffici e incapacità a contrarre con la P.A. (cd. “Daspo ai Corrotti”); istituzione di una Commissione di inchiesta sul dissesto della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca; disposizioni in materia di giustizia telematica. Con lui in lista anche Simone Borile, già consigliere comunale a Padova, è forse il volto più noto dei 5 Stelle.

Nella migliore tradizione il centro sinistra presenta diversi candidati e rende così la sfida a Zaia ancora più dura. Fino a questo momento i candidati sono tre ma prima della consegna delle liste si aspettano altre novità, come ad esempio la presentazione della lista Solidarietà Ambiente Lavoro che è legata a Rifondazione. 

Italia Viva, i renziani, ad esempio, hanno ufficializzato la candidatura della senatrice Daniela Sbrollini che ha presentato la sua lista proprio a Padova: «Sono felice e da donna ci metterò tutto l'impegno e il coraggio per fare diventare il Veneto una regione ancora più bella. Sono una parlamentare del territorio e lo considero un onore far parte di una squadra come quella di Italiaviva», ha dichiarato. Ai più è sembrata più un’azione di disturbo nei confronti del Pd che una convinta corsa alla presidenza. Le prossime settimane, quando la corsa entrerà nel vivo, si capirà di più.

Grandi aspettative e grande curiosità è riposta invece in Arturo Lorenzoni, il professore universitario e fresco ex vicesindaco di Padova con deleghe pesantissime, che è il candidato del Pd e del Veneto che Vogliamo che mette insieme gruppi territoriali e lliste civiche di sinistra e centrosinistra. «Abbiamo bisogno di far lavorare insieme tutti gli attori del nostro territorio. Dobbiamo riallineare la politica della nostra Regione a quella nazionale, europea e internazionale che è legata ai temi della sostenibilità e del sociale. Penso a un Veneto innovativo, sostenibile e solidale. Sono convinto che ci sia un modo diverso di fare politica e di farsi sentire vicini alle persone. La forza non è avere Arturo Lorenzoni candidato, la forza è nell'avere un insieme di forze politiche che condividono un progetto».

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Sempre nell’area del centro sinistra va segnalata la candidatura di Carlo Costantini, con la lista Veneto Verde, una nuova forza politica di chiara matrice ambientalista: «Abbiamo ritenuto di presentare una lista autonoma, contro il "modello veneto" del neo-democristiano doroteo Zaia, ma anche alternativa al Pd e satelliti, Lorenzoni compreso, vedi operato della giunta di Padova, da almeno 20 politicamente subalterno e consociativo. Sconfitto senza nemmeno provare a fare opposizione e lavorare per offrire ai veneti una alternativa al leghismo in salsa democristiana di Zaia e che non hanno fatto nulla contro l'affarismo di Galan».

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