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Schio ricorda l'eccidio, Stefania Craxi: "Non ci sarò"

Polemiche nell'anniversario della strage. Alle 18.30 la Giovane Italia depone una corona, ma la sottosegretaria dà forfait. E domenica arrivano i reduci di Salò. Dalla Via: "Pochi nostalgici"

Era attesa la sottosegretaria agli Esteri Stefania Craxi oggi a Schio per la commemorazione "di parte" dell'eccidio del 7 luglio 1945. Ma la parlamentare del Pdl ha dato forfait all'ultimo momento, questa mattina, probabilmente a causa dell'invito del sindaco di Schio a non partecipare alla manifestazione organizzata dai giovani del Pdl, che aveva sollevato critiche da parte di alcuni esponenti dello stesso partito. La Craxi era stata invitata dalla Giovane Italia, organizzazione giovanile del Pdl, che porterà una corona di fiori alle ex carceri. E domenica sono attesi i fascisti dichiarati del gruppo "Rsi - continuità ideale" che parteciperanno a una messa e poi a un "pranzo cameratesco".

Rifondazione Comunista e gli antifascisti saranno in presidio in entrambe le occasioni - domenica l'appuntamento è in piazza Garibaldi alle 10. "Purtroppo anche quest’anno siamo a denunciare l’ennesimo oltraggio alla storia e alla vita di Schio per la presenza di nostalgici del nazifascismo - dice il coordinatore provinciale Giuliano Ezzelini Storti - Un vero e proprio corpo estraneo che nulla ha a che vedere con la storia e la politica di Schio e che usano per sporchi fini politici un episodio di 66 anni fa".

La commemorazione ufficiale del tragico anniversario sarà, come da sette anni a questa parte, al Duomo questa sera alle 19: la messa è promossa da Comune, associazione delle vittime e associazioni partigiane. Il sindaco Luigi Dalla Via condanna le manifestazioni dei giovani del Pdl e dei neofascisti: "Chi sceglie altre strade va contro il percorso fatto e calpesta la volontà dei famigliari delle vittime e della stessa città. Sono voci isolate, sempre più ridotte, di una piccolissima minoranza di pochi nostalgici in cerca di visibilità. Voci estranee a Schio e fuori dal tempo. Il nostro è il tempo della riconciliazione; il loro quello di una divisione che nessuno più vuole".


Il 7 luglio '45 i partigiani uccisero 54 detenuti nelle carceri di Schio, come rappresaglia per l'uccisione del partigiano Giacomo Bogotto, torturato e seppellito ancora vivo dai fascisti, e per la strage di Pedescala, dove 82 civili innocenti furono uccisi dai nazisti in fuga.

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