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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

Dimissioni Draghi: i commenti delle associazioni di categoria del territorio

La posizione di Confcommercio Veneto, Confartigianato Vicenza e Cisl Vicenza

In seguito alle dimissioni del premier Mario Draghi e alla successiva caduta di governo, non sono tardati i commenti di associazioni di categoria e sindacati del territorio.

Pesante la presa di posizione di Confcommercio Veneto, attraverso le parole del presidente Patrizio Bertin. «Far cadere il governo di Mario Draghi – le parole di Bertin -, l'italiano più illustre, è un gravissimo atto di irresponsabilità che ci fa vergognare davanti al mondo. Il Parlamento ha indignato l'Italia, che da più versanti anche negli ultimi giorni aveva espresso la propria fiducia nel professore. Ieri è stata scritta una delle pagine più buie della storia repubblicana. Ne pagheremo le conseguenze, per i cittadini e le imprese vengono avanti mesi durissimi. Andare alle elezioni è una follia politica. L'unica consolazione è che l'intelligenza degli italiani presenterà il conto alle forze politiche che hanno voluto questa sciagura. Piccola postilla: e poi non ci si sorprenda o ci si strappi le vesti se il primo partito risulta essere quell'astensionismo – conclude -, che è un chiaro segnale di disappunto e presa di distanza da questo tipo di politica».

Ma non c’è solo Confcommercio. «Uno spettacolo al quale volentieri avremmo fatto a meno di assistere con un finale che lascia un senso di amarezza e delusione in tanti, in primis tra gli imprenditori che da due anni a questa parte, loro sì, si sono rimboccati le maniche per far fronte all’emergenza pandemica prima ed economica dopo avendo a cuore il proprio futuro ma anche quello dei propri collaboratori e del Paese nel suo complesso. Una responsabilità personale e sociale che in questi giorni ha fatto difetto nel mondo politico». Sono le parole del presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion, preoccupato dalle conseguenze che potrebbero subire le 23mila imprese artigiane vicentine, e relativi lavoratori, a causa della crisi di governo e di una campagna elettorale che, iniziata ieri, si protrarrà fino ad autunno.

«Il tessuto imprenditoriale artigiano rappresenta la maggioranza delle imprese in Italia – prosegue Cavion -. La creatività, la passione, l’unicità del prodotto e il Made in Italy nasce soprattutto nei laboratori artigiani. Artigiano è un titolo di cui oggi molti vogliono, o vorrebbero, fregiarsi perché distintivo di un modo di essere imprenditori e di produrre. In questi due lunghi e difficili anni, le piccole imprese vicentine non hanno mai mollato la presa anzi, per quanto le circostanze lo permettessero hanno investito tempo e denari in aggiornamento, tecnologia e innovazione, percorsi di sostenibilità, per essere pronti alla ripresa. E i dati, dall’export all’occupazione, hanno dato loro ragione. Resilienza e flessibilità sono state le qualità che hanno permesso alle nostre imprese di passare il guado. Restano ancora dei nodi da sciogliere ma si era pronti ad affrontarli ognuno facendo la propria parte. Ora – conclude -, quei nodi restano senza capire chi, come e quando, li sbroglierà».

Infine, Raffaele Consiglio, segretario generale provinciale di Cisl Vicenza, è intervenuto per commentare la situazione. «I tatticismi dei partiti hanno portato ad affondare un governo di larghe intese mentre il paese di trova in una situazione peggiore rispetto a quando esso era nato – le sue parole -. Questa è una responsabilità gravissima. Si apre una crisi sbagliata per tutti i lavoratori, inclusi naturalmente quelli vicentini. Proprio quando dovevamo pianificare le progettualità per ricevere la seconda tranche di circa 20 miliardi di euro di fondi PNRR, nel pieno di una crisi energetica e di una nuova ondata pandemica, in un’economia di guerra e mentre ancora sono da compiere quelle riforme importanti che da tempo chiediamo anche come sindacato. In questo scenario l’Italia sarà in campagna elettorale anziché iniziare a progettare la prossima Legge Finanziaria.  Mi auguro solo che questa crisi non metta in pericolo gli aiuti promessi alle famiglie e ai lavoratori. In questo scenario è fondamentale che tutte le parti sociali - anche nel Vicentino - contribuiscano a sostenere il paese dimostrando quella coesione sociale e quel senso di responsabilità che in questa fase sono mancati alle nostre rappresentanze parlamentari».         

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