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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

Delitto di Gogna: Ascari a colloquio con Rizzo e Bruno

Il presidente del tribunale berico e il procuratore capo della città palladiana hanno incontrato la deputata componente della commissione giustizia che da settimane chiede lumi sul duplice «femminicidio» dell'8 giugno: frattanto si moltiplicano le voci su alcuni aspetti controversi relativi alla causa di separazione che aveva visto protagonisti il killer e la ex moglie

«Si tratta di un primo passo ma è necessario che la interlocuzione tra tutti i soggetti della filiera antiviolenza si rafforzi, non solo in terra berica ovviamente, dando vita ad un tavolo operativo costante perché i protocolli da soli non bastano». Ha usato queste parole Stefania Ascari. La deputata correggese, volto di spicco del M5S e componente della Commissione giustizia di Montecitorio, nella tarda mattinata di oggi 4 luglio, ha incontrato il presidente del tribunale di Vicenza Alberto Rizzo e il procuratore capo della città palladiana Lino Giorgio Bruno. Coi quali ha fatto il punto della situazione dopo le polemiche seguite al duplice omicidio dell'8 giugno in cui persero la vita Jenny Gabriela Serrano nonché Lidija Miljkovic: freddate per mano del serbo-bosniaco Zlatan Vasiljevic, che poi, in circostanze ancora da chiarire, si sarebbe tolto la vita. La vicenda sin dai primi istanti è stata ribattezzata come «femminicidio di Gogna» perché uno dei due delitti, quello della Miljkovic si è consumato propio in zona Gogna a Vicenza. Vasiljevic peraltro aveva avuto una relazione con la scledense Miljkovic (originaria della Serbia) dalla quale aveva avuto anche un figlio oggi 16enne e una figlia oggi 14enne. In seguito l'omicida aveva avuto una breve relazione anche con l'altra vittima, la rubanese Serrano, di origine venezuelana.

L'ANTEFATTO
Ad ogni modo il grave fatto di sangue alcune settimane aveva scatenato un vero e proprio putiferio mediatico: per di più le istituzioni erano state investite da discussioni a non finire. Quotidiani e televisioni infatti avevano accesso i prorpi riflettori sulle condotte della magistratura veneta e su quelle della filiera deputata al contrasto e alla repressione delle violenze su madri e figli. Anche i servizi sociali non erano stati esentati da critiche. Il bailamme era durato giorni. E non si era affievolito quando si è saputo che sui fatti di Vicenza era in corso una una ispezione ministeriale da parte degli incaricati del Guardasigilli Marta Cartabia.

TENSIONE ALLE STELLE
E che la tensione rimanga alle stelle e che le istituzioni non godano di grande fiducia lo si intuisce anche dal secco «no comment» con cui la piacentina Manuela Bruschini (rete Maternamente) e la vicentina Emanuela Natoli (gruppo Movimentiamoci) hanno chiosato l'incontro avuto con Rizzo e Bruno visto che le due donne stamani avevano affiancato la Ascari. La quale peraltro il 17 giugno aveva manifestato sotto il palazzo di Giustizia di Vicenza con le attiviste che si battono «contro la violenza su madri e figli».

VOCI DI CORRIDOIO
Ma c'è di più. Da alcuni giorni a Borgo Berga sta circolando una voce insistente. Una voce secondo la quale la Miljkovic sarebbe stata descritta come ondivaga nel suo allontanarsi e riavvicinarsi all'ex marito Vasiljevic, poi rivelatosi omicida. Questo giudizio, che avrebbe scatenato il risentimento di alcuni cari della vittima perché considerato fallace e ingeneroso, sarebbe contenuto in una delle consulenze collegate al fascicolo giudiziario per la separazione tra la scledense Miljkovic e l'altavillese Vasiljevic: una causa di separazione che si è dipanata davanti al tribunale di Vicenza. Si tratta di consulenze che sarebbero al vaglio dei funzionari del Ministero della giustizia che stanno portando avanti una ispezione ministeriale proprio sul caso Vasiljevic.
 

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