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Affaire Nevi, la magistratura indaga e il consiglio comunale si blinda

Nella città di San Giovanni Battista l'assise municipale dedicata alla inchiesta della procura della Corte dei conti per il presunto danno erariale da 400mila euro causato dai vertici del consorzio della polizia locale sarà sotto chiave e senza pubblico: al di là di quelli già trapelati rimarranno così ignoti i nomi dei soggetti finiti nell'occhio del ciclone

«Le recenti notizie apparse sulla stampa locale in relazione alla vicenda che interessa il  Consorzio di polizia locale Nevi Nord est vicentino hanno innescato curiosità e preoccupazione nei cittadini, ma anche commenti  strumentali nei confronti dell'amministrazione comunale in carica. Come maggioranza ci siamo finora astenuti dall'intervenire per non alimentare confusione e polemica in una vicenda delicata». È questo l'incipit di una nota redatta da Filippo Carollo e diffusa ieri 21 ottobre in nome e per conto di tutti i consiglieri della maggioranza di centrosinistra al Comune di Thiene: il comune capofila dello stesso consorzio di polizia municipale. Si tratta di una delle numerose prese di posizione seguite alle rivelazioni di Vicenzatoday.it. Che non più tardi del 13 ottobre aveva svelato come fossero ben otto le persone coinvolte nella inchiesta della Corte dei conti, ormai prossima al giudizio, su presunti danni erariali scaturiti dalla errata corresponsione degli emolumenti per uno o più funzionari dello stesso consorzio in cui a pesare di più è proprio la città di San Giovanni Battista. Frattanto l'amministrazione thienese fa sapere che il consiglio comunale speciale dedicato al tema si svolgerà a porte rigorosamente chiuse.

TUTTI ABBOTTONATI
Ad ogni buon conto il vertice rimane abbottonassimo sui nomi e i cognomi degli incolpati. L'unica eccezione è costituita dall'ex presidente Giovanni Casarotto e dell'attuale comandante del consorzio Giovanni Scarpellini che hanno dato conto del procedimento a loro carico e si sono detti a più riprese fieramente certi della bontà del proprio operato.

I vertici dello stesso consorzio (Casarotto come ex sindaco di Thiene non ne fa più parte, il presidente è l'attuale sindaco thienese Giampi Michelusi che peraltro non è minimamente coinvolto nell'inchesta) però rimangono abbottonatissimi sui nomi e sui i cognomi delle altre persone soggette ad incolpazione. Il procedimento avviato dalla procura presso la Corte dei conti del Veneto ovviamente non è di natura penale bensì amministrativa. E punta ad accertare se vi siano stati o meno danni erariali.

IN BALLO 400MILA EURO
Danno erariale o meno però se la magistratura contabile ha dovuto avviare un procedimento (non è ancora dato sapere se su input di un esposto del sindacato Cub, su input di una denuncia anonima ma circostanziata coperta dalla legge sul whistleblowing o per effetto di entrambi gli attori) è perché nel tempo c'è qualcosa che non ha funzionato al meglio nel costruire l'architettura amministrativa del consorzio e nella definizione dei compensi del comandante ed eventualmente di altri dipendenti.

Tra i fattori scatenanti il presunto danno erariale infatti (l'accusa parla di 400mila euro negli ultimi cinque anni, il pregresso non può essere nemmeno sondato per via della prescrizione dei termini) c'è appunto l'attribuzione dei compensi. Chi ha percepito cosa e in qual misura e se quelle cifre siano più o meno state elargite inopinatamente sarà la magistratura a stabilirlo.

RICOGNIZIONE SÌ RICOGNIZIONE NO
Quali siano invece le responsabilità politiche e amministrative dal 2006 in poi (anno in cui Scarpellini lascia i Carabinieri e approda alla polizia locale thienese, che sarà il fulcro per la realizzazione del Consorzio Nevi) dovrebbe essere il compito assegnato ai singoli consigli comunali delle municipalità consorziate. Il primo fra questi (convocato su iniziativa della opposizione di centrodestra), che vorrebbe fare chiarezza sul tema delle responsabilità pregresse, sarà l'assise thienese. Non è detto però che altri comuni facciano altrettanto.

IL BUCO DELLA SERRATURA
Assise thienese che come riporta Maria Grazia Bonollo su Ecovicentino è in calendario mercoledì 25 ottobre a porte chiuse, non trasmesso in streaming e senza pubblico. Una serrata (largamente anticipata da Vicenzatoday.it peraltro), che sul piano della legittimità appare traballante anche se la secretazione viene difesa dalla maggioranza di centrosinistra che richiama, pur non troppo assertivamente, la normativa vigente. Secretazione che sarebbe stata decisa per tutelare la privacy delle persone oggetto del dibattito, le cui condotte, se l'aula deciderà di fare fino in fondo il lavoro per cui è stata chiamata a riunirsi, dovranno essere passate ai raggi X: una per una.

SERVE UN ACCESSO AGLI ATTI
Atti preparatori, determine dirigenziali, delibere di consiglio, eventuali consulenze tecnico-giuridiche, eventuali disposizioni di incarico o altro: questo e molto di più potrebbe contenere il canestro della disamina alla quale i consiglieri potrebbero addivenire se nel frattempo avranno effettuato un ampio e approfondito acceso agli atti. Gli ordini di scuderia però sono chiari. Tutto rimarrà a porte chiuse, a meno di spifferi dell'ultim'ora da qualche buco della serratura o di qualche cellulare magari rimasto acceso in modalità «recording». Sarà comunque il presidente del consiglio comunale thienese Andrea Zorzan, in questi giorni defilato come non mai, che è stato peraltro il principale bersaglio delle bordate dei critici della sessione a porte chiuse, a dover reggere le sorti di una seduta «che potrebbe arroventarsi per un nonnulla».

UN FLASHBACK INSIDIOSO
Tant'è che la situazione rimane incandescente proprio perché le eventuali responsabilità politiche ricadono indietro nel tempo e riguardano trasversalmente le amministrazioni thienesi di centrosinistra (più recentemente) e più lontano quelle di centrodestra. Le quali per prime, all'epoca della giunta capitanata dal leghista Attilio Schneck, avevano modificato il quadro preesistente sostituendo la figura di un dirigente della polizia locale con un funzionario comandante di categoria inferiore ma con stipendio considerato, stando agli addebiti, alla grossa equiparabile.

I TACCHINI E IL NATALE
In altre parole se il consiglio vorrà fare chiarezza, l'amministrazione pubblica dovrà fare le pulci a sé stessa e molto a ritroso nel tempo. Il che vale in primis per Thiene chiaramente ma anche per le altre amministrazioni comunali che fanno parte del consorzio. Per non parlare dei consigli di amministrazione che negli anni si sono avvicendati a capo del consorzio stesso. Il quale per di più è un soggetto dotato di personalità giuridica e al quale è possibile muovere anche addebiti di altro tipo. Se questo afflato di autocritica si materializzerà ovvero «se i tacchini saranno capaci di festeggiare il natale» solo i giorni a venire potranno dirlo.

LA ZETA DI ZORZO: CHE METTE LE MANI AVANTI
Peraltro sulla autonomia giuridico-amministrativa del consorzio, anche se in modo molto soft, a mettere le mani avanti è l'assessore alla sicurezza del comune di Dueville Andrea Zorzo. Che nella sua veste di presidente dell'assemblea consortile del Nevi, ovvero l'organo che in qualche modo riunisce l'assemblea dei soci del consorzio dà conto del punto di vista della stessa assemblea: «Nelle ultime settimane - si legge in una nota diffusa il 19 ottobre - si è notato una sempre più frequente assimilazione fra il Consorzio di Polizia locale nordest Vicentino e il Comune di Thiene». Che detto alla grezza suona più o meno così: cara opinione pubblica il consorzio ha una sua personalità giuridica, per cui voi occhiuti criticatene semmai i vertici non le amministrazioni comunali che ne sono socie.

«EQUIVOCI E STRUMENTALIZZAZIONI»
E ancora, l'assemblea dei soci, scrive Zorzo, ritiene importante «evidenziare che tale sovrapposizione non solo risulta essere errata ma rischia di generare equivoci ed inutili strumentalizzazioni. Se da un lato, il Comune thienese rappresenta uno dei soci fondatori e il maggior detentore di quote proprietarie, dall'altro il consorzio è espressione unita e coesa di diciassette comuni. Si evidenzia, inoltre, che dalla nascita del consorzio ad oggi la sostanziale totalità delle decisioni sono state adottate all'unanimità dell'assemblea con lo spirito di garantire a tutti i nostri cittadini un servizio efficiente ed efficace».

DETTO E NON DETTO: UNA LETTURA IN FILIGRANA
Ora, quale sia il non detto della nota vergata da Zorzo non è facile intuirlo. Leggendo tra le righe però si scorge una questione dirimente. A capo del Nevi, indipendentemente da quale sarà il giudizio della Corte dei conti, Scarpellini, il cui contratto da comandante è in scadenza, sarà riconfermato o meno? A Thiene e dintorni, per ragioni varie, si sta pensando a un dopo Scarpellini? Se sì perché? Se Scarpellini vorrà partecipare al concorso bandito dal consorzio cugino del Nevi, il Consorzio Polizia locale Alto vicentino con testa a Schio, che vede al comando lo stesso Scarpellini, quante chance di successo avrà quest'ultimo? Queste sono alcune delle domande che potrebbero essere scodellate durante il consiglio comunale di mercoledì.

POSTA IN PALIO «SCONOSCIUTA»
Che rimane avvolto «da una nebbia surreale». Infatti l'opposizione di centrodestra, dimentica di quello che i propri predecessori fecero durante i primi anni Duemila, rinfaccia alla giunta di centrosinistra di voler abbandonare uno Scarpellini il quale, almeno pubblicamente, nega di voler essere scaricato da chicchessia e non ha mai espresso giudizi negativi sulla giunta thienese o sul vertice del consorzio. Uno Scarpellini che per giunta ha spiegato come il suo incarico di comandante stia andando a scadenza naturale.

L'ENIGMA E LA PARTITA A POKER
Il centrosinistra, pur attaccato senza ragioni sostanziate risponde o col silenzio o con uscite talmente rarefatte da risultare o sospette o incomprensibili. «Cosa che sta trasformando il consiglio comunale di mercoledì - fa sapere un consigliere comunale riferibile ad una delle amministrazioni che aderiscono al consorzio, il quale timorosamente chiede l'anonimato - in una partita a poker a luci spente, a bocca chiusa e con la posta in palio sconosciuta».

LA DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE
Lo stesso consigliere aggiunge un'altra considerazione. «La questione centrale è una e una sola. Come mai la procura della Corte dei conti ha avuto da ridire nei confronti di alcuni amministratori e funzionari del Nevi? Di chi sono le eventuali responsabilità? Solo dopo si potrà discutere della figura del comandante presente o futuro che sia. Ma bisognerà anche discutere sulla opportunità o meno che i consorzi rimangano in vita: nel Thienese, nello Scledense come dappertutto. Bisogna capire se siano un fattore di efficienza e di economia di scala o se abbiano in sé i germi dell'elefantismo o della autoreferenzialità».  

LA PELLE DELL'ORSI: DA MOSELE A CHIARELLI
Dalle parti dell'entourage del sindaco scledense Valter Orsi, uomo dalla pelle politicamente coriacea, a capo di una civica centrista con buoni rapporti a destra e a manca, c'è un certo ottimismo. Orsi peraltro da tempo è in rapporti di grande cordialità con Scarpellini. Che negli anni peraltro ha costruito un solido rapporto con l'opinione pubblica anche in ragione della sua assidua e sagace presenza sulla stampa. Di più, proprio «titoli e curriculum» di Scarpellini «potrebbero essere un ottimo viatico» in previsione di una eventuale partecipazione al bando.

Ben diversa invece è la partita in corso sulla qualità tecnico-giuridca della delibera che de facto il bando se lo porta in grembo. Delibera che porta la prima firma del presidente del consorzio scledense Albino Mosele e quella della responsabile del procedimento Claudia Chiarelli: firma quest'ultima che in qualche modo ne attesta la regolarità tecnico-amministrativa. A Schio infatti più di qualche consigliere fra maggioranza e minoranza avrebbe storto la bocca. Definendo quell'atto «redatto in modo un po' farraginoso».
 

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