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Lo spettro dei controlli ammorbiditi sul Covid-19

«Il Veneto era d'accordo?» In una nota di fuoco due consiglieri regionali di opposizione chiedono lumi sulle decisioni dai vertici dell'amministrazione all'inizio della pandemia: prosegue così la caccia al nome del funzionario che avrebbe partecipato ad una discussa riunione nella capitale

«Quanto emerso nell'ultima puntata di Presa diretta non può passare sotto silenzio: anche la Regione Veneto era d'accordo con la richiesta di abbassare gli standard della sorveglianza epidemiologica? Chi era il funzionario di Palazzo Balbi presente alla riunione? Sono passati quattro giorni dalla trasmissione ma non c'è stata ancora alcuna reazione». L'interrogativo, che sta facendo tremare le pareti dei corridoi della politica veneta, è stato messo nero su bianco in una nota diramata oggi primo ottobre da Anna Maria Bigon, numero due della commissione sanità a palazzo Ferro Fini e da Andrea Zanoni, un altro consigliere del Pd: i due siedono tra i banchi della opposizione. Il documento arriva dopo le rivelazioni della popolare trasmissione di Rai tre e dopo il successivo j'accuse indirizzato dal segretario veneto del sindacato di base Cub a palazzo Balbi (si tratta della vicentina  Maria Teresa Turetta) di cui alcuni giorni fa ha dato conto Vicenzatoday.it.

E così per l'ennesima volta si riaccendono i riflettori in merito a quanto dichiarato dall'ex direttore della Prevenzione del Ministero della salute Claudio D'Amario alla trasmissione di Rai tre. Si parla del «cambio in corsa» delle disposizioni sulla individuazione dei casi sospetti di coronavirus nel giro di pochissimi giorni. Si parla della «circolare del 27 gennaio 2020, con misure di tracciamento più blande rispetto a quella» di tre giorni prima. «Una scelta - si legge nella nota - che sarebbe avvenuta su sollecito delle regioni che non avevano tamponi a sufficienza e su questo vogliamo chiarezza. Vogliamo sapere, ed è una delle domande al centro dell'inchiesta della Procura di Bergamo, se il virus poteva essere intercettato in anticipo, individuando eventuali positivi già a fine gennaio».

Questa la doglianza di Bigon e Zanoni i quali aggiungono un ulteriore spunto di riflessione: «È inquietante che i verbali della riunione del 25 gennaio 2020 siano spariti. Ci sono morti che potevano essere evitate? Non puntiamo l'indice contro nessuno ma è giusto che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte». Non è da escludere che Presa diretta in uno speciale in programma sabato 23 ottobre in prima serata.

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