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Il consigliere regionale veneto del Pd Andrea Zanoni (repertorio Today.it, foto Marco Milioni)

Il consigliere regionale veneto del Pd Andrea Zanoni (repertorio Today.it, foto Marco Milioni)

Covid-19 e contagi, stime al ribasso anche nel Veneto? Zanoni chiede lumi a Zaia

Dopo le rivelazioni della stampa nazionale, ad oggi non smentite, sull'alleggerimento delle cifre fornite da esecutivo e regioni, a palazzo Ferro Fini il consigliere del Pd auspica un chiarimento da parte del governatore: e nel dossier dell'intelligence sul coronavirus ci sarebbe pure una sezione dedicata ai distretti produttivi del Vicentino e del Trevigiano

Mentre il Veneto, assieme a molte altre regioni dello Stivale si avvia verso la zona gialla, ossia verso le riaperture consentite dai provvedimenti anti-coronavirus, un alert dei servizi segreti italiani inviato a palazzo Chigi mette in ambasce il premier Giuseppe Conte nonché tutti i governatori. Secondo l'intelligence infatti i dati sui contagi forniti da ministero della salute e regioni, relativamente alla epidemia da Covid-19, sarebbero ampiamente sottostimati. «Nel paper giunto a palazzo Chigi», questi i rumors che giungono dal parlamento, ci sarebbe peraltro una sezione dedicata al Veneto e al Vicentino. La situazione sia a Montecitorio che a palazzo Madama da alcuni tra deputati e senatori vicini ad ambienti della intelligence viene definita «oltremodo delicata». La novità peraltro ha suscitato la preoccupazione anche del consigliere regionale veneto Andrea Zanoni il quale ieri 29 gennaio sulla sua pagina Facebook ha chiesto al presidente della giunta regionale (il leghista Luca Zaia) di fare chiarezza su una vicenda che ha trovato molto spazio sui media nazionali.

IL PROLOGO
Il caso conteggi era stato svelato proprio ieri dal quotidiano romano La Repubblica che ci aveva aperto addirittura la prima pagina. Durante tutta la mattinata da palazzo Chigi non erano arrivate né smentite né conferme. Un silenzio che aveva portato diversi quotidiani, tra cui Today.it che all'argomento ha dedicato una breve analisi, ad approfondire la materia.

DATO ECLATANTE
Più nel dettaglio secondo uno scenario elaborato dai servizi il numero dei contagiati da coronavirus, quanto meno durante gli ultimi mesi, sarebbe parecchio superiore, si parla di un +40-50%. Un dato eclatante che si spiegherebbe in questa maniera perché «il totale dei contagiati è sottostimato a causa del calo del numero dei tamponi avvenuto a metà novembre 2020». Per di più uno dei fattori che avrebbe maggiormente contribuito ad alterare il dato riguarda l'impiego su vastissima scala in molte realtà regionali, Veneto in primis, dei cosiddetti test rapidi, che da tempo sono uno dei vanti del governatore Luca Zaia ma che trovano peraltro una robusta schiera di detrattori.

LA CONTROPROVA
Ma quale sarebbe, secondo l'intelligence, la prova del nove che ministero della salute e regioni avrebbero sottostimato la platea dei positivi? La spiegazione principale sta nel fatto che mentre le cifre dei contagi andavano «su e giù come sulle montagne russe» proprio in funzione dei tamponi, quello dei pazienti critici rimaneva stabile a fronte di una estrapolazione statistica che secondo i servizi di sicurezza non può che far pensare ad un numero di casi ben superiori a quello descritto nelle statistiche diffuse dal dicastero di viale Ribotta nonché dalle amministrazioni regionali.

LO SCENARIO
Ad ogni buon conto se le previsioni dei servizi saranno confermate, rimarrà da capire se le stime al ribasso siano il frutto di un errore o di una strategia pensata a monte. Ed è in questo scenario che si collocherebbero i rumors di pressioni sul governo centrale, sui ministeri e sulle regioni da parte degli stakeholder, «a partire dalle categorie produttive». Pressioni che in qualche modo avrebbero spinto verso una sorta di patto non scritto, governi locali e ministeri a togliere l'acceleratore dai controlli per evitare di indebolire troppo le attività economiche. In questo senso trapelano indiscrezioni per cui nel dossier sia contenuta una sezione specifica sul Veneto e sulle sue fragilità. Il primo focus sulla ex serenissima riguarderebbe la sua struttura produttiva. Una fotografia troppo dettagliata sulla diffusione del virus nei distretti (specie nel Vicentino e nel Trevigiano dove le «numerosissime imprese piccole e medio-piccole» nel caso in cui i contaminati identificati dalla macchina dello screening cresca significativamente di numero «non hanno» la pezzatura «per garantire i ritmi abituali») avrebbe obbligato «una quota significativa della forza lavoro» a rimanere a casa: cosa che avrebbe messo ancora più in sofferenza alcuni settori. Il dato noto a molti imprenditori avrebbe spinto questi ultimi a raccomandarsi presso settori precisi delle istituzioni che in qualche modo avrebbero tenuto nel dovuto conto tali timori. Istituzioni in cui alcuni «decision maker» avrebbero optato, «probabilmente con un azzardo» di scommettere tutto sulla imminente campagna vaccinale che però si sta rivelando «ben più difficoltosa delle attese con tutto ciò che ne deriva in termini di aumento di decessi, di malati e soprattutto di futuri invalidi in una con i costi sociali ed economici che tutto ciò comporterà». Queste almeno sono alcune delle voci allarmate che filtrano dai palazzi romani.

L'INTERVENTO
Ad ogni buon conto la novità distillata dall'intelligence ha destato l'attenzione del consigliere regionale trevigiano del Pd Andrea Zanoni il quale ieri sulla sua pagina Facebook, pur usando toni molto concilianti, ha espresso tutta la sua preoccupazione chiedendo peraltro un intervento della giunta regionale.

A fronte di un allarme di questa portata «lanciato dalla nostra intelligence», si legge, la cui entità in termini numerici è considerata più che ragionevole dal direttore della microbiologia della clinica universitaria dell'ospedale di Padova il professore Andrea Crisanti che ieri aveva confermato il suo punto di vista alle telecamere di SkyTg24, sarebbe opportuno che la giunta regionale veneta si attivi «presso ogni sede per capire se l'anomalia rilevata dai servizi di sicurezza italiani riguardi anche lo stesso Veneto. Un intervento in questo senso da parte del presidente della giunta regionale - conclude Zanoni - sarebbe auspicabile in tempi brevissimi soprattutto per permettere al sistema sanitario regionale di ricalibrarsi di conseguenza e di prendere le opportune contromisure anche per quanto concerne il rilevamento e la tracciatura dei soggetti contagiati».

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