Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Trissino

Pfas e cibi, Zaia nel mirino di un deputato della «ecomafie»

Dopo le bordate lanciate alla giunta regionale veneta da Cillsa e Verdi, ora è l'onorevole Zolezzi del M5S a puntare l'indice verso la laguna: ma il mantovano chiede anche di vietare i componenti chimici oggi prodotti ad Alessandria ed un tempo lavorati alla Miteni in valle dell'Agno

Non si esaursicono le polemiche sul fronte dei «temutissimi derivati del fluoro» presenti nella catena alimentare del Veneto nella cosiddetta zona rossa (e non solo), un'area critica che interessa Veronese, Vicentino e Padovano. Dopo l'attacco ad alzo zero nei confronti di Palazzo Balbi da parte di Greenpeace e delle Mamme no Pfas, oggi 24 settembre è la volta del consigliere regionale verde Cristina guarda che in una nota diramata dopo mezzodì punta l'indice contro l'esecutivo regionale capitanato dal leghista Luca Zaia: «Come intende muoversi ora la Regione Veneto dopo la pubblicazione di una parte dei dati riguardanti la contaminazione alimentare nella zona rossa?».

Il riferimento è appunto ai Pfas, i noti derivati del fluoro al centro di un colossale contenzioso penale in scena al tribunale di Vicenza che vede sulla graticola la Miteni, una fabbrica chimica di Trissino nell'Ovest vicentino, oggi fallita. Due giorni fa peraltro sullo stesso versante si era mosso anche la associazione ecologista arzignanese Cillsa con un'altra nota al vetriolo, redatta peraltro dal portavoce Donata Albiero, in cui campeggia un titolo che poco lascia all'immaginazione: «Alimenti contaminati e inaccettabile inerzia regione veneta». Il 21 settembre Guarda per vero aveva commentato ancora la novità emersa il giorno prima.

Tuttavia la delicatezza della situazione ha spinto anche un parlamentare (Alberto Zolezzi, deputato mantovano del M5S) a chiedere di mettere al bando tutti i Pfas, che un tempo erano prodotti alla Miteni e oggi vengono prodotti alla Solvay di Alessandria Spinetta Marengo, perché potrebbero persino «depotenziare l'effetto dei vaccini nel contrastare il coronavirus» fa sapere il membro della commissione ecomafie ai microfoni di Vicenzatoday.it. Quest'ultimo, il quale non più tardi del 22 settembre aveva dato conto del suo punto di vista sulla sua bacheca Facebook, aggiunge una ulteriore riflessine rispetto alle carte svelate da Greenpeace e Mamme no Pfas: «Ma è mai possibile che a diramare questi dati così importanti debbano essere dei privati, ossia delle associazioni che debbono addirittura ricorrere a un accesso agli atti, pur a fronte di notizie che in primis dovrebbero essere divulgate dalla Regione Veneto?».

ASCOLTA L'INTERVSTA AD ALBERTO ZOLEZZI

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