«Lo Stato deve alzare le tasse» sui dispositivi a tabacco riscaldato

Lo chiede l'assessore all'Agricoltura della Regione Veneto il quale teme un contraccolpo sulla filiera del tabacco che vede le sue piazzeforti nel comprensorio del Nordest vicentino e nel Veronese

Un recente forum sulla filiera del tabacco a Oppeano nel Veronese (foto repertorio Regione Veneto)

È auspicabile che lo Stato ripensi la tassazione agevolata per le sigarette a tabacco riscaldato perché la penalizzazione indotta sul tabacco tradizionale sta impensierendo la filiera veneta (nella quale la parte del leone la fanno Veronese e Vicentino) nonostante quest'ultima sia riuscita tutto sommato a contrastare le conseguenze sul mercato della pandemia da Covid-19. È questo l'auspicio fatto proprio dall'assessore all'agricoltura Giuseppe Pan in una nota diffusa nella mattinata di oggi 10 settembre 2020.

La tabacchicoltura nella Regione Veneto, si legge nella nota di Pan, contribuisce alla creazione di 1.200 posti di lavoro e ha un valore annuale stimabile tra i trentasei e i cinquanta milioni di euro. Al netto di importanti ridimensionamenti subiti negli ultimi vent’anni (-25% nei volumi produttivi), il Veneto si è rivelata un’area tabacchicola resiliente, con 125 aziende che contano un migliaio di addetti: un potenziale occupazionale che sale a 1200 posti di lavoro, comprendendo anche la trasformazione e la manifattura. La coltivazione del tabacco in Veneto si concentra soprattutto nella provincia di Verona con 67 aziende. Seguono Vicenza con 35 siti produttivi, Padova con 30, Venezia con 19 e Treviso con nove. Nel Vicentino tra l'altro molte produzioni di qualità sono ubicate nel comprensorio di Bassano del Grappa, storicamente votato a questa coltura.

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Alla luce di questi dati, che sono stati elaborati per conto della Regione Veneto dal centro studi Competere.eu, Pan chiede che lo Stato elimini la tariffa agevolate per le sigarette a tabacco riscaldato elevando la tassazione di queste ultime alla stessa quota prevista per le altre tipologie. «Lo squilibrio fiscale tra prodotti tradizionali del tabacco e prodotti del tabacco riscaldato - ha precisato Pan durante un recente forum sull'argomento tenuto a Oppeano nel Veronese - ha fortemente penalizzato alcune filiere tabacchicole, come quella veneta, a scapito di altre. Alle istituzioni nazionali chiediamo di sostenere la filiera del tabacco locale in modo semplice e senza aggravi per il bilancio pubblico, attraverso un riequilibrio della fiscalità tra le normali sigarette a combustione e quelle a tabacco riscaldato, che attualmente godono di un regime fiscale agevolato, tra l'altro in assenza di evidenze scientifiche in merito ad un minor danno per la salute».

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