Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Assestamento di bilancio senza preavviso? La giunta Possamai lo ha fatto per nasconderne «i contenuti deboli»

L'opposizione di centrodestra attacca frontalmente l'esecutivo della città palladiana accusato di aver non aver dato tempo ai consiglieri di vagliare attentamente la proposta: «una maggioranza che non conosce imbarazzo»

Alcuni giorni fa la giunta comunale di Vicenza, oggi sorretta da una maggioranza di centrosinistra, ha portato in aula un assestamento di budget che prevede un aggravio di spesa di oltre sei milioni di euro in ragione di un aumento registrato in termini di spesa corrente. La commissione bilancio però non ha avuto che poche ore per vagliarlo. E la cosa ha scatenato la dura reazione della opposizione di centrosinistra che in segno di protesta è pure uscita dall'aula. In una nota diffusa ieri 10 luglio i capigruppo del della stessa minoranza (Nicolò Naclerio di Fdi, Jacopo Maltauro della Lega, Stefano Notarangelo di Idea Vicenza e Marco Zocca di Fi) spiegano le ragioni che hanno spinto la stessa opposizione a criticare l'esecutivo municipale.

«Quando si tratta di assestamenti di bilancio, ogni parola ed ogni atto devono essere pesati e resi più trasparenti possibile. Ogni voce di bilancio è denaro dei contribuenti e il suo uso va reso assolutamente valutabile nei tempi, anche da chi ha il compito di rappresentare l'opposizione. Queste regole non scritte, ma frutto di buonsenso e correttezza istituzionale, sono completamente sconosciute all'attuale maggioranza» scrivono i quattro che poi rincarano la dose.

I quali parlano di una maggioranza che non conosce imbarazzo nel programmare la commissione bilancio «solo il giorno prima della discussione in consiglio, comunicandolo con solo quattro giorni di preavviso. Certo, nei  limiti di regolamento, ma questa formula viene usata ogniqualvolta la maggioranza non vuole che si guardi dentro in modo attento al loro operato. Così facendo, si impedisce, di fatto, un'azione efficace di controllo da parte dell'opposizione, così come la possibilità di far emergere discrepanze, problematiche ed alternative rispetto a ciò che andranno a votare».
 
Si tratta di una condotta che viene definita imbarazzante «come, chi rappresenta la metà della città, chi dovrebbe essere il contrappeso democratico alla maggioranza, chi dovrebbe essere l'altra metà dell'assetto democratico di Vicenza, sia considerato minoritario rispetto ai media. Visto che ogni punto dell'assestamento, l'abbiamo conosciuto superficialmente solo dalla carta stampata e dai servizi televisivi. Infatti, per la maggioranza si governa davanti ad una telecamera, non in commissione o in consiglio comunale. È ormai appurato».

I quattro insistono ricordando di essersi rivolti con continui richiami al presidente del Consiglio comunale di Vicenza Massimilano Zaramella. «Richiami che sono finiti nel vuoto». Tanto che oggi ciò che emerge si può analizzare in due modi: «o siamo davanti a inesperienza ed approssimazione, o siamo davanti a una forma di malafede politica che cerca, usando la forma, di nascondere i contenuti deboli ed opinabili delle proposte della giunta capitanata dal sindaco democratico Giacomo Possamai. In entrambi i casi, visto che questo non è un gioco di ruolo, ma stiamo parlando di amministrare i soldi dei contribuenti, non parteciperemo a nessuna discussione in merito. Non saremo complici di una messinscena politicamente ipocrita. Senza nessuna garanzia per i cittadini di Vicenza». Due giorni fa il centrodestra peraltro aveva organizzato un briefing in piazza dei signori proprio per descrivere l'accaduto. Briefing cui avevano partecipato Zocca, Valerio Sorrentino di Fdi, Naclerio, Maltauro, Notarangelo e Simona Siotto di Fdi (rispettivamente ritratti in foto da sinistra a destra).

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