Politica

Alluvioni e siccità: in Regione gli stati generali sulla "risorsa acqua"

A pochi giorni dall'anniversario della grande alluvione, il Consiglio Regionale del Veneto fa il punto sulla situazione: "La colpa non è solo del clima ma della cementificazione e della gestione arretrata del territorio"

Caldagno sommersa dall'acqua nel 2010

Prevenire i gravi danni ai raccolti causati dalla siccita' estiva, che ha messo in ginocchio maiscoltori e allevatori, si puo', cambiando tecniche di coltura e metodi di irrigazione e gestendo in modo piu' razionale le risorse idriche che, per il 70 %, sono a servizio del settore primario.

Se ne discute oggi a Venezia, dove il presidente il Consiglio Regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato, informa una nota, ha convocato gli 'stati generali' sulla 'risorsa acqua', nel secondo anniversario della grande alluvione che ha sommerso mezzo Veneto a Ognissanti del 2010 e a consuntivo di un'estate da dimenticare per i raccolti di mais, soia e ortaggi. Istituzioni e associazioni del mondo agricolto si interrogano, continua il Consiglio Regionale del Veneto, insieme ad esperti ed operatori, sulla 'gestione della risorsa acqua in agricoltura nella prospettiva dei nuovi assetti tematici', questo il tema del confronto, visti l'accelerazione dei cambiamenti climatici e sugli effetti di decenni di sviluppo disordinato e senza regole.


''Siamo tutti convinti che occorra cambiare approccio - sottolinea il presidente Ruffato - e superare la logica dell'emergenza per definire un piano di azione che consenta di affrontare in modo strutturale e sistematico la gestione della risorsa acqua''.

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