Crisi dei consumi: il Covid ha infettato l’economia

L’italiano è più prudente con i propri risparmi, ma alla lunga questo è un male, vi spieghiamo il perché

Si è parlato tanto in questi mesi di crisi economica e delle ricadute nefaste della pandemia sui mercati finanziari, sulle imprese, sui commercianti e sul budget delle famiglie italiane. Un’infezione, questa, impossibile da combattere solo con guanti o mascherine e per la quale l’unico vaccino consisterà nella tanto auspicata ripresa degli investimenti.

La reazione italiana alla pandemia: avanti tutta con il risparmio

Le reazioni dei piccoli risparmiatori a questa grossa crisi sanitaria ed economica sono state essenzialmente di due tipi: c’è chi ha gridato alla pandemia come all’arrivo della fine del mondo, e ha fatto incetta di generi di conforto per passare una quarantena dorata in totale comfort e senza problemi di sorta, non badando a spese e non preoccupandosi del dopo, e poi c’è stata la maggioranza degli italiani che, secondo i dati della Banca Centrale Europea, ha risparmiato invece più del solito, limitando le spese.

Ebbene, sarà che la maggior parte dei negozi ha dovuto chiudere temporaneamente le serrande, sarà un effetto collaterale dell’ansia da Covid o sarà per la diffidenza generalizzata che il nostro Paese dimostra da sempre nei confronti degli investimenti, ma fatto sta che la maggior parte dei soldi degli italiani è rimasta ferma, al sicuro sui conti correnti. Sono pochi, pochissimi, quelli che hanno deciso di approfittare del lockdown per fare investimenti in un’ottica di lungo periodo.

3 possibili scenari futuri: come aiutare davvero l'economia?

Ma ora che il peggio è passato e che, come dicono, dovrebbe iniziare la ripresa, le cose cambieranno? Ci sarà una ripresa degli investimenti o l’italiano medio rimarrà diffidente e cauto? Ebbene, le strade percorribili a questo punto sono tre:

1- Continuare con la prudenza a oltranza, mantenendo il proprio denaro fermo sui conti correnti, i quali però hanno il problema di essere infruttiferi. Un comportamento cauto e sicuramente comprensibile che, se da un lato fa sorridere i conti correnti, dall’altro sta però lentamente portando alla rovina l’Italia e gli stessi correntisti inconsapevoli. Il rischio infatti è di assistere a una lenta ma inesorabile perdita di valore dei suddetti risparmi a causa dell’inflazione, non consentendo, al contempo, al denaro di circolare per riattivare l’economia generale.

2- L’alternativa è svuotare i conti, così come sta avvenendo in Germania: con più contante a disposizione, aumentano i consumi e c’è più denaro in circolazione. Risultato: l’economia si riprende, almeno all’inizio, con l’inconveniente però che presto o tardi i soldi dei correntisti finiranno e le famiglie vivranno una nuova ondata di crisi, questa volta derivata dalla mancanza di liquidi.

3- La soluzione più intelligente, oggi, è quindi cominciare a sfruttare le tante occasioni di investimento che ci siamo lasciati scappare fino a ora per diffidenza verso un mondo, quello della finanza, che conosciamo poco o per la sfiducia generalizzata nei confronti di intermediari e consulenti che imperversano sulla piazza. Ricordiamo però che l’inflazione si può arginare e contrastare solo investendo.

Una cosa è certa comunque: mai affidarsi alla finanza fai-da-te, buttandosi a capofitto nel far west delle piattaforme d’investimento online che promettono guadagni facili con solo “un piccolo investimento iniziale”. Parliamo di puro azzardo qui e quello sì che è il modo migliore per azzerare i propri conti correnti. Insomma, se è solo investendo che si può risollevare l’economia, allora investiamo adesso che abbiamo messo qualcosa da parte.

Come investire in sicurezza, aiutando anche la nostra comunità

Il consiglio è di rivolgersi a consulenti esperti, che sappiano valutare le singole situazioni patrimoniali e consigliare i prodotti più adatti, magari a bassissimo rischio, così da tenere i risparmi al sicuro da un lato, facendoli però fruttare dall’altro, con il risultato indiretto di far circolare denaro e risollevare definitivamente l’economia.

Scegliere il giusto consulente diventa dunque fondamentale e Civibank è a disposizione dei risparmiatori per valutare insieme un prodotto che bene si adatta alle esigenze del piccolo correntista e della famiglia risparmiatrice media: il conto deposito.

Si tratta di uno strumento molto apprezzato per la sua efficacia sul lungo periodo, perché consente di costruire progetti di vita in modo sicuro. CiviBank ne propone di due tipi, adatti a fasce diverse di risparmiatori::

- CiviContoDeposito - Protetto unisce, alla flessibilità, la sicurezza dell’investimento, con zero costi di apertura e di gestione e la possibilità di uscire anticipatamente dall’investimento in qualsiasi momento. Investendo un importo minimo di 5.000 €  si ha la certezza di una rendita costante, con la possibilità di reinvestirla o trasferirla sul conto di appoggio. Una durata variabile dai 18 ai 60 mesi, a seconda delle esigenze, e un tasso fisso, completano l’offerta.

- CiviContoDeposito - Premium prevede le stesse garanzie e gli stessi vantaggi del precedente, con le sole differenze che ha una durata dai 12 ai 36 mesi e si rivolge a chi può investire un importo minimo di 100.000 €.

Con i conti deposito di CiviBank ripartire significa tornare a guardare al futuro con ottimismo e progettare la vita della propria famiglia senza timori nè incertezze, grazie a scelte d’investimento sicure e profittevoli.

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