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A Vicenza arriva la prima casa eco-sostenibile: è in legno e paglia

A Vicenza arriva la prima residenza in legno e paglia eco-sostenibile. L'assessore Zanetti: "Un'interessante novità nell'ambito degli ex Bid e un esempio da ripetere"

Il cantiere dell'abitazione della prima abitazione in paglia e legno

Il cantiere in corso in strada Sant'Antonino 88 rappresenta una novità assoluta in città: sarà pronta a breve la prima residenza in legno e paglia eco-sostenibile.

L'assessore alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti, insieme all'architetto Jimmi Pianezzola (progettista e direttore dell'opera) e all'ingegnere Costante Bonacina della ditta Casalogica, hanno spiegato gli aspetti positivi della costruzione di edifici di questo tipo in città. Era presente anche il consigliere comunale Everardo Dal Maso. “Una casa in legno e paglia, la prima a Vicenza, è un'interessante novità e un esempio da ripetere per le caratteristiche di eco-sostenibilità nel rispetto dell'ambiente – ha dichiarato l'assessore alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti -. Quando, negli uffici dell'edilizia privata, abbiamo notato questo progetto innovativo che si sarebbe sviluppato nell'ambito di un ex Bid abbiamo deciso che doveva essere reso noto. L'obbiettivo dei Bid è di dare la possibilità di avvicinarsi alla famiglia d'origine: nell'ambito di determinati vincoli danno l'opportunità di realizzare delle piccole case in deroga alla destinazione del terreno.

La vicenda più felice nell'ambito dei Bid è proprio quella di questa abitazione, realizzata interamente in legno e paglia, dalle caratteristiche tecnologiche innovative con indubbi vantaggi energetici e di tenuta. L'amministrazione vorrebbe promuovere questo tipo di costruzioni tanto che il regolamento edilizio che stiamo realizzando desidera incentivare e premiare le costruzioni che privilegiano l'efficienza energetica”.

La casa singola viene realizzata in ballette di paglia pressata che la distingue dal punto di vista architettonico e costruttivo dalla prassi edilizia corrente per lo studio delle forme, il basso impatto ambientale, la ricerca su materiali da costruzione impiegati. Il progetto rientra tra gli interventi per il soddisfacimento del fabbisogno abitativo familiare avente carattere sociale (ex Bid – Bando degli interessi diffusi): complessivamente sono pervenute 1525 domande e ne sono state accolte 626; di queste fino ad oggi sono giunte 29 domande effettive, tra cui 18 risultavano avere i requisiti, hanno quindi ottenuto il permesso di costruire e sono in fase di realizzazione. Il progetto - imitando così un'idea di architettura legata agli archetipi del costruire dove un recinto ed un tetto sovrapposti costituiscono la dimora familiare - prevede un recinto che protegge dalla strada e dal vicino parcheggio, si apre verso il giardino e delimita il patio privato a sud.

La grande copertura, della stessa dimensione del recinto ma ruota di 90 gradi, accoglie e protegge l'ingresso, crea un portico per la vita all'esterno, lascia libero il cielo sopra il patio. Quest'ultimo custodisce la vita all'interno ed al contempo è un bacino d'invaso a ciottolato, integrato da un sistema idraulico di vasi comunicanti per lo smaltimento dell'acqua piovana, la micro-climatizzazione del giardino, l'utilizzo di acqua a fini irrigui. Il riscaldamento e il raffrescamento della casa sono studiati ad hoc a partire dal rapporto della aperture e degli sporti con la luce solare. La climatizzazione come la produzione di acqua calda ed elettricità sono affidate ad un sistema di pannelli fotovoltaici e pompa di calore con accumulo di acqua. La casa non è collegata all'utenza di gas metano. La tecnologia adattata e messa a sistema dalla ditta Casalogica di Brescia (start-up innovativa nel settore delle costruzioni con all'attivo numerose realizzazioni) prevede che le ballette di paglia vengano impiegate come grandi mattoni di tamponamento a chiusura della struttura in legno. Il sistema costruttivo fa riferimento al “metodo Nebraska” per costruzioni in paglia dell'Ottocento statunitense ed alla tradizione europea sviluppatasi ai primi del Novecento e poi ripresa con nuova linfa negli anni novanta del secolo scorso.

Questa tecnica è più economica di circa il 20% rispetto all'uso del laterizio ed ha consumi energetici ridotti, inoltre il processo produttivo ed il ciclo di vita del manufatto impiegano bassissimi livelli della cosiddetta “energia grigia”. In caso di incendio il muro in balle di paglia intonacato su due facce ha la resistenza tripla rispetto alle murature in calcestruzzo e acciaio. 

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