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Padova seconda migliore Università d’Italia per la classifica del Censis

Vocazione internazionale, qualità delle strutture, comunicazione e servizi digitali sono tra i principali punti di forza

Il palazzo del Bo

Anche quest’anno sono disponibili le classifiche delle università italiane elaborate dal Censis e diventate ormai un appuntamento annuale a supporto dell’orientamento di migliaia di studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria. Si tratta di un’articolata analisi del sistema universitario basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali. Complessivamente si tratta di 64 classifiche, che possono aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con consapevolezza il percorso di formazione.

Università di Padova

L'Università degli Studi di Padova è una delle sedi di apprendimento più antiche e prestigiose d'Europa;  è un'università multidisciplinare che mira a fornire ai suoi studenti sia una formazione professionale che un solido background culturale.  Il titolo di studio dell'Università di Padova è il simbolo del raggiungimento di un obiettivo ambizioso, riconosciuto e ambito sia dagli studenti che dai datori di lavoro.

Coprono una vasta gamma di formazione come Infermieristica pediatrica (Scuola di medicina) o Neuroscienze e Riabilitazione neuropsicologica (Psicologia).  Sono disponibili corsi di laurea in Ingegneria nei settori dell'ingegneria civile, architettonica, ambientale, industriale e dell'informazione. C orsi di Scienze e Tecnologie Ambientali (Scienze Agrarie), Sicurezza e Igiene dei Prodotti Alimentari (Medicina Veterinaria). Anche la ricerca farmaceutica è coperta dalle Biotecnologie Farmaceutiche (Farmacia), così come la ricerca sui prodotti ad alta tecnologia con un corso in Scienza dei Materiali (Scienze).  Grande enfasi è posta anche sulle discipline umanistiche, come Storia e Conservazione dei Beni Artistici e Culturali (Arti e Filosofia), e sulla formazione degli insegnanti con un corso di Educazione Primaria (Educazione). Inoltre i  tradizionali corsi di Diritto, Economia.

La classifica Censis

Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) nelle prime due posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l’Università di Bologna, prima con un punteggio complessivo pari a 91,8, seguita dall’Università di Padova (88,7). Seguono, scambiandosi le posizioni della precedente annualità, La Sapienza di Roma, che con un punteggio di 85,5 sale dal quarto al terzo posto, e l’Università di Firenze, che retrocede dal terzo al quarto, riportando il valore complessivo di 85,0. Stabile in quinta posizione l’Università di Pisa, con 84,8 punti, cui segue Università di Torino, che si riprende una posizione in graduatoria (82,8). Ultima tra i mega atenei statali è l’Università di Napoli Federico II (73,5), preceduta dall’Università di Bari in penultima posizione (79,5).

 Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la seconda posizione di Padova tra le più importanti università pubbliche italiane nella specifica classifica stilata dal Censis. 

“Riferimento universitario per il mondo, dalle profonde radici nell’identità veneta ma da sempre proiettato verso nuove e moderne sfide nella cultura, nella preparazione professionale e nella ricerca, l’Ateneo di Padova si conferma un’eccellenza a livello internazionale; un modello di elevata qualità per organizzazione, amministrazione e didattica che continua ad essere orgoglio della nostra regione”. 

“Mi congratulo con il magnifico rettore, i docenti, il personale e tutti coloro hanno reso possibile il consolidamento di questa posizione nel quadro accademico nazionale – prosegue Zaia -. Il risultato è certamente frutto di un’attenta lettura dell’attività dell’ateneo dalla quale escono indicatori che traducono in chiave moderna quella vocazione universale che l’Università di Padova dimostra da ormai otto secoli, attraendo studenti, preparando importanti protagonisti in tutti gli ambiti sociali e dando le giuste risposte in termini di docenza alle richieste di un mondo sempre in evoluzione”. 

“Auguro all’Ateneo padovano ancora maggiori successi – conclude il Presidente -. Sono certo che il Bo continuerà a dimostrare anche nelle nuove e sempre più impegnative sfide a cui si sta aprendo il mondo di essere al passo coi tempi come ha dimostrato fino ad oggi”.

La scelta universitaria è sempre più femminile

Nel 2020, a fronte di un tasso di immatricolazione maschile pari a 48,5%, quello femminile è stato del 65,7%. Per le femmine si è registrato un incremento annuo del 5,3% rispetto al +3,3% dei maschi immatricolati. Con il 77,7% di studentesse immatricolate, l'area disciplinare Artistica-Letteraria-Insegnamento è quella con il tasso di femminilizzazione più elevato. All'opposto, nell'area Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) l'universo femminile è rappresentato da una quota che, pur crescendo di anno in anno, resta ancora minoritaria (il 39,4%).

I mega atenei statali

Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) nelle prime due posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l'Università di Bologna, prima con un punteggio complessivo pari a 91,8, inseguita dall'Università di Padova (88,7). Seguono, scambiandosi le posizioni della precedente annualità, La Sapienza di Roma, che con un punteggio di 85,5 sale dal quarto al terzo posto, e l'Università di Firenze, che retrocede dal terzo al quarto, riportando il valore complessivo di 85,0. Stabile in quinta posizione l'Università di Pisa, con 84,8 punti, cui segue Università di Torino, che si riprende una posizione in graduatoria (82,8). Ultima tra i mega atenei statali è l'Università di Napoli Federico II (73,5), preceduta dall'Università di Bari in penultima posizione (79,5)

I grandi atenei statali

L'Università di Perugia mantiene la posizione di vertice tra i grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), ottenendo un punteggio complessivo di 93,3. Sale di sei posizioni l'Università di Salerno (91,8), che passa dall'ottavo al secondo posto, mentre arretra di una posizione l'Università di Pavia (91,2), che scende in terza posizione. Stabile al quarto posto l'Università della Calabria (90,2), cui segue al quinto posto con un punteggio di 89,7 l'Università di Venezia Ca' Foscari, che quest'anno compie il salto dimensionale dai medi ai grandi atenei statali. Chiudono la classifica l'Università di Messina (76,5), di Chieti e Pescara (78,3) e di Catania (78,5).

I medi atenei statali

Anche quest'anno l'Università di Trento è pima nella classifica dei medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti), con un punteggio pari a 97,3. L'incremento di 16 punti dell'indicatore internazionalizzazione garantisce all'ateneo il mantenimento della posizione di vertice. L'Università di Siena (94,0) scala una posizione e si colloca al secondo posto, scavalcando l'Università di Sassari (92,8), che retrocede in terza, a pari merito con l'Università di Udine, che avanza di tre posizioni, grazie ai 18 punti guadagnati per l'indicatore comunicazione e servizi digitali.

La quarta posizione è mantenuta dall'altro ateneo friulano, l'Università di Trieste (92,0). Stabile, in quinta posizione, l'Università Politecnica delle Marche (91,3). Sale invece di tre posizioni l'Università del Salento (87,7), che grazie alla crescita degli indicatori servizi, internazionalizzazione e occupabilità è sesta in graduatoria. Chiudono il ranking, all'ultimo, penultimo e terzultimo posto, l'Università di Napoli L'Orientale (77,8), l'Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro (78,7) e l'Università dell'Aquila (80,7).

I piccoli atenei statali

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) difende la prima posizione l'Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 98,2, seguita da un altro ateneo marchigiano, l'Università di Macerata, che totalizza 86,5 punti e che per classe dimensionale non si colloca più tra i medi atenei statali. Scalano la classifica due atenei laziali, l'Università di Cassino (84,7) e l'Università della Tuscia (84,3), e un ateneo campano, l'Università del Sannio (84,0), che grazie alle posizioni guadagnate si collocano al terzo, quarto e quinto posto della classifica, riportando un incremento trasversale in tutte le famiglie di indicatori. Chiude la classifica dei piccoli atenei statali l'Università del Molise (75,5).

I politecnici

La classifica dei politecnici è guidata anche quest'anno dal Politecnico di Milano (con 93,3 punti) e vede al secondo posto lo Iuav di Venezia (90,3) e al terzo (ma quasi a pari merito) il Politecnico di Torino (90,2), seguito dal Politecnico di Bari (86,0), che chiude la classifica.

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