A giugno in Veneto possibili aperture di asili e materne: i tempi e le prescrizioni

In Veneto i bimbi da 0 a 6 anni potrebbero tornare a frequentare dal 1 giugno, in classi all'aria aperta. Per i genitori al lavoro l'apertura delle scuole per l'infanzia è una salvezza

Dal 1 giugno l’estate dei bimbi da 0 a 6 anni potrebbe svolgersi in classi all’aria aperta . È pronto il piano di riapertura sperimentale e in forma ludica e ricreativa di asili nido e scuole materne del Veneto e prevede un rigido protocollo sanitario scandito da tempi differenziati.
La Regione ritiene esistano le condizioni per porre fine alla quarantena, l’ultima parola tuttavia spetterà al comitato tecnico-scientifico del Governo, destinatario del documento elaborato da Manuela Lanzarin ed Elena Donazzan.

I tempi

Il Veneto nella fase 2 intende riavviare i servizi per l'infanzia, ci sono 140 mila bambini under 6 che prima dell’emergenza sanitaria frequentavano le scuole.

Le riaperture dal 1 giugno per i bimbi da 0-6 anni inizieranno nelle province dove la circolazione del virus risulta inferiore, cioè Venezia e Rovigo, per poi estendersi progressivamente alle altre. Per la provincia di Vicenza la data certa non c'è ancora.

Le prescrizioni

Test rapidi (tamponi e test sierologici) su dipendenti e genitori: per garantire la massima sorveglianza e sicurezza sanitaria. Il protocollo prevede uno specifico ‘patto di responsabilità’ tra genitori e strutture, che impegna genitori ed educatori a tenere alta la guardia della sorveglianza sanitaria e a  comunicare eventuali sintomi-spia di contagio che si manifestino in famiglia, sia tra i minori sia tra gli adulti.

Cinque bambini per educatore: il principio del nucleo educativo stabile faciliterà il monitoraggio epidemiologico. L’organizzazione dei servizi dovrà prevedere piccoli gruppi stabili .

Calendario vaccinale: i bambini che frequenteranno i servizi ludico-ricreativi verrà richiesto il puntuale rispetto del calendario vaccinale regionale e, in vista della prossima stagione autunno-inverno, viene prevista anche la profilassi antinfluenzale  e anti-pneumococcica.

Mascherine: i bambini non saranno obbligati a indossare la mascherina, mentre gli educatori sì. 

Da casa: non si potrà portare niente, né giocattoli, né cibo.

Lezioni all'aperto: preferibilmente si starà all’aria aperta. 

“Il rischio zero non ci sarà mai – ha premesso l’assessore alla sanità - tutti dobbiamo imparare a convivere con il virus prendendo gli accorgimenti necessari ed individuando le soluzioni migliori per rispondere ai bisogni dell’infanzia e delle famiglie; bisogni che non sono solo sanitari, ma anche educativi, pedagogici, di socializzazione e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. I bambini sono i primi ad aver bisogno di uscire, socializzare e ritrovare i loro coetanei – ha detto Manuela Lanzarin -  E i genitori, per poter rientrare al lavoro, devono risolvere in via prioritaria il problema a chi affidare i propri figli. Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere le prime a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità. E non dovranno farsi trovare impreparate: già da ora dobbiamo studiare regole e protocolli per sperimentare un ritorno alla normalità nella scuola, a cominciare dalla prima infanzia ”.

In Veneto l’andamento epidemiologico nel territorio  ha evidenziato sinora pochissimi casi di contagio tra i bambini. L’attivazione dei centri estivi nel territorio potrebbe avvenire in modo graduale, a partire dalle province o zone dove si registra il minor numero di casi positivi.

I gestori delle scuole chiedono indicazioni chiare e protocolli sanitari condivisi e hanno formulato le prime proposte per riorganizzare ambienti e vita educativa nelle scuole e nei servizi dell’infanzia secondo criteri di sicurezza:

  • ambienti sanificati,  
  • la fornitura a tutti i dipendenti di mascherine e gel,
  • la garanzia del monitoraggio sanitario,
  • la misurazione della temperatura quotidiana,
  • il cambio quotidiano del vestiario, l’igienizzazione delle calzature,
  • gruppi-classe non dovranno superare i 15 bambini,
  • dovranno essere previste fasce orarie ‘allargate’ per ingresso e uscita in modo di evitare assembramenti,
  • attenzione ai contatti,
  • allontanamento immediato in caso di eventuali sintomi,
  • riammissione sorvegliata accompagnata da presentazione del certificato medico.

La Regione Veneto intende intervenire, evitando soluzioni fai-da-te e offrendo ai più piccoli luoghi ed esperienze sicure e controllate, per cercare un ritorno ‘controllato’ alla normalità.

A settembre prescrizioni allo studio per alunni dalle elementari in su

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Le raccomandazioni dell’Oms

  • Igienizzare gli ambienti
  • Separare i banchi nelle aule di almeno un metro
  • Indossare le mascherine a scuola.
  • Igiene delle mani
  • Saluti senza contatto. 
  • Dispensatori di gel idroalcolico o sapone e acqua pulita.
  • Disinfettare i libri e materiale didattico 
  • Sorvegliare chi ha sintomi del raffreddore
  • I pasti: è meglio evitare la mensa e in alternativa far pranzare gli studenti in classe.
  • Le aule dovranno inoltre essere quanto più arieggiate.
  • Per garantire il distanziamento sociale l'Oms ipotizza anche la possibilità di prevedere vari turni in modo da ridurre il numero di studenti per classe.

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