Scopri i posti più belli: 4 passi fuori Vicenza

Ecco le passeggiate vicentine da non perdere, in pianura, collina, montagna. I cigni nel lago, il castello che domina la pianura, una ferrovia antica e un belvedere incastonato nella roccia

La nostra è una provincia bellissima con tanti itinerari da scoprire. Da vivere in una giornata. Dall'anello di Lago di Fimon, al Sentiero del Castello di Marostica, la Strada del Trenino di Asiago, e per i più allenati, le Gallerie del Pasubio. Ecco una guida ai sentieri più belli del vicentino.

Lago di Fimon

Un classico delle passeggiate vicino a Vicenza che non perde mai il suo fascino. Se volete potete arrivare anche in bici dal capoluogo seguendo la pista ciclabile della Riviera Berica.  Se invece siete in macchina, dovete prima raggiungere l'abitato di Arcugnano e poi seguire le indicazioni per il lago.
Una volta arrivati potete fare il giro di questo romantico specchio d'acqua immerso tra il verde dei Colli Berici.

Molto appagante la tranquillissima passeggiata attorno al lago. Circa cinque chilometri su stradina sterrata chiusa al traffico. Da compiere in un paio d'ore per gustare le luci, il canto dei grilli e delle rane, i colori, gli odori, l'acqua, le canne palustri, l'erba dei campi di questo che certamente è uno degli scorci più belli dei Monti Berici e del Veneto.
In estate vi sono diversi tratti alberati e comunque l'acqua è sempre un fattore di equilibrio termico. Molto bello è oziare nell'apposito spiazzo con il muretto sull'acqua, proprio vicino ai parcheggi. E ammirare i bellisimi cigni che vi abitano.

Trovandosi praticamente alla periferia della città di Vicenza, può essere affollato di persone a passeggio le domeniche (specie al pomeriggio) primaverili ed estive. Se si ama la solitudine già il sabato o, ancor meglio, nei giorni feriali fuori stagione si ha tutta la natura solo per se.

Il lago di Fimon è uno dei laghi più antichi della pianura padana, un residuo glaciale' quaternario racchiuso nella 'Valle di Fimon' il cui unico sbocco è solamente nel breve tratto di congiunzione tra Santa Croce Bigolina e Lòngara, dove i depositi alluvionali hanno livellato il fondo della valletta alla grande pianura padana. La valle è sempre stata paludosa, ma già dall'età del bronzo iniziò ad essere frequentata ed abitata.
L'opera dell'uomo in epoca storica ha determinato un progressivo consolidamento degli strati torbosi ed il drastico ridimensionamento degli specchi lacustri, di cui il lago di Fimon è l'ultimo rimasto.
Nelle torbiere dei d'intorni sono stati trovati resti di animali, anche tropicali, e tracce di attività umane proto-storiche.
All'interno della valle è stato tracciato un interessante percorso archeologico.

Tutto attorno la teoria gobbosa dei Monti Berici, molto rigoglisi in questo versante, dona tratti di grande dolcezza ad un paesaggio con grandi distese di campi coltivati nel centro della valle, ancora di terreno molto torboso. E' una passeggiata adatta anche ai disabili in carrozzina.

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Marostica: Sentiero dei Carmini dalla Piazza degli Scacchi al Castello Superiore

Dalla chiesa dei Carmini, da cui prende il nome ( la chiesa con la grande scalinata che si vede dalla piazza) parte questo percorso spettacolare che porta al Castello superiore. Il verde e il paesaggio sono notevoli. Dopo la visita al centro storico, alla piazza degli scacchi e al Castello del Palazzo Comunale, la salita al Castello Superiore è quasi d'obbligo. E questa passeggiata è, certamente, il modo più corretto per andare a visitare l'anello superiore della cinta muraria medioevale. Conosciuta in tutto il mondo per la partita a scacchi vivente dove si racconta la storia della bella Lionora, figlia del castellano, e dei suoi due pretendenti, passando per Marostica non si può perdere questa breve escursione.

Il sentiero dei Carmini è un bellissimo sentiero che circumnaviga la città di Marostica. È sempre un grande piacere risalire dalla piazza degli Scacchi dove si trova il castello inferiore e risalire con qualche difficoltà il sentiero e giungere alla sommità del piccolo colle dove si erge maestoso il castello superiore.

Il Sentiero dei Carmini si imbocca presso la Chiesa dei Carmini, poi si sale attraversando un vasto oliveto fino ai ruderi del Castello Superiore. Stupendo il panorama su Marostica e dintorni .

Il turistico percorso, pur facile e breve, è abbastanza ripido e completamente selciato. Servono scarpe con suola di gomma spessa. Sconsigliabile percorrere il sentiero con le scarpe col tacco a spillo che porterebbero a scivolose emozioni.

L'andata/ritorno richiede un'ora, ma è bello divagare nel parco e visitare con cura le mura ed il castello superiore sul colle Pausolino.

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Asiago: La Strada del Vecchio Trenino

Una passeggiata adatta a tutti, anche a famiglie con bambini e passeggini a seguito, dove il punto di forza non è il dislivello o la fatica,  ma i dolci panorami che si possono ammirare su tutto l'altopiano di Asiago.

Il trenino "Vaca Mora" saliva da Piovene Rocchette fino ad Asiago ora è una bella passeggiata tra boschi e pascoli lungo il percorso dove un tempo c’erano le rotaie a scartamento ridotto tra l’altopiano e Schio. La linea è stata interamente smantellata, ne rimangono però i caselli e le gallerie. In una nicchia delle gallerie è possibile visitare una piccola grotta carsica. Sul percorso si trovano numerosi cartelli che raccontano con foto e testi la storia della vecchia ferrovia.

Il Percorso

Si parcheggia la macchina presso lo stadio del ghiaccio di Asiago, la partenza è dalla vecchia stazione. Il sentiero segue l'andamento dell'antica ferrovia che collegava l'altopiano di Asiago alla pianura veneta, salendo lungo il Costo, ad una velocità di 10 km l'ora. Fu inaugurata nel lontano 1910 e contribuì alla crescita delle attività economiche dell'altopiano di Asiago fino alla sua chiusura nel 1958. Oggi invece è stata recuperata come itinerario ciclopedonale lungo ben 20 km, con un lieve dislivello di 250 metri e adatto sia alle bici che per le semplici camminate.

Ci sono belle vedute sui vari comuni dell'altopiano, il percorso è tra il verde e abbastanza pianeggiante. Dopo Canove si entra in un bellissimo bosco di abeti rossi, bianchi e pini e si nota come una parte della strada della ferrovia sia stata scavata nella roccia, quasi fosse una trincea, ormai ricoperta di piante e vegetazione. Lungo il percorso si trovano diversi pannelli che indicano la posizione e il percorso ancora da compiere. Prima di arrivare a Cesuna si trova un casello ferroviario, testimone dell’antica ferrovia.

D'estate i prati sono fioriti e si tingono di giallo e mille colori.

Sull'Altopiano di Asiago si possono effettuare diverse escursioni, molte legate agli eventi della Guerra 1915/18.

Fra i tanti itinerari possibili i più interessanti sono: il Monte Ortigara (tempio sacro degli Alpini) e Cima Caldiera, il Museo all'aperto di Monte Zebio, Il Forte Corbin e le gallerie del Monte Cengio, i cimiteri di Val Magnaboschi, il Monte Fior e Castelgomberto. E ancora la piana di Marcesina, il Forte Lisser di Enego, il Forte Campolongo di Rotzo.

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Pasubio: La strada delle Gallerie

Sicuramente è un sentiero non adatto a tutti: ci sono alcuni tratti molto esposti specialmente verso l’ultimo pezzo prima di arrivare al Rifugio Achille Papa e nelle gallerie in cui c’è buio totale quindi è consigliato indossare calzature da montagna e portarsi una torcia 
Se si è un po' allenati in circa 3 ore si arriva al rifugio. La Strada delle 52 Gallerie rappresenta indubbiamente un grande classico tra i giri in montagna e non delude mai. 

La strada delle gallerie (in realtà una mulattiera) è uno dei più famosi percorsi della cerchia prealpina, unica nel suo genere. Oltre che dalla ardita e impensabile concezione del tracciato, e dall’immenso lavoro di scavo, l’escursionista è continuamente attratto, quando non c’è nebbia, da un panorama mutevole e spesso mozzafiato che egli può ammirare da un ballatoio naturale sempre nuovo. Lo sguardo spazia fra creste, guglie e precipizi fino agli altri gruppi montuosi, ma anche ai dolci pendii collinari e alla pianura. La galleria più lunga è la diciannovesima che, come la ventesima, si avvolge più volte su sé stessa formando una spirale ascendente nella roccia.

Il percorso
Da Bocchetta Campiglia, attraverso un moderno portale d’ingresso, si imbocca la strada mulattiera che dopo alcuni tornanti raggiunge lo storico portale della prima galleria, costruito nel 1917.
Il percorso guadagna rapidamente quota nel tratto iniziale, superando, tra pinnacoli e dirupi, i rocciosi contrafforti della Bella Laita, ora addentrandosi nella roccia, ora affacciandosi a picchi vertiginosi.

Entra ed esce continuamente dalle prime venti gallerie, alcune delle quali hanno uno sviluppo particolare (gallerie 12, 19, 20), fino a immettersi, a quota 1700 m, nell’impluvio della Val Camossara, che viene superata con un ampio giro tagliandone a mezza costa i ripidi pendii (gallerie 31 e 32).
Usciti dalla valle a quota 1842 m, la strada procede pressoché in piano sopra la tormentata e mirabile zona dei Vaj che sboccano sulla strada.
Si sfiora il passo di Fontana d’oro (1870 m; tempo: due ore e quindici minuti).
Dopo un ultimo tratto in leggera salita, spettacolare perché intagliato nella roccia precipite, che porta alla quota massima di 2000 m poco dopo la galleria 48, la strada scende rapidamente a Porte del Pasubio e quindi al rifugio Papa (1928 m; tre ore) attraverso le tortuose gallerie 51 e 52.

Escursione molto suggestiva! Da fare assolutamente se siete amanti del trekking!
Accortezze:

  • Scarpe antiscivolo,
  • Torcia 
  • 6 euro in monetine per il parcheggio

Rifugi

All’arrivo: Rifugio Generale Achille Papa, a Porte del Pasubio (1928 m), dove termina la strada delle gallerie.
Di proprietà del CAI, Sezione di Schio.
Prima della partenza, a Passo Xomo: Rifugio Passo Xomo

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