Esorcisti himalayani: mostra fotografica a Porto Burci

Verrà inaugurata venerdì 21 febbraio alle ore 20 a Porto Burci (Vicenza) la mostra fotografica “Grokch, esorcisti himalayani” del giornalista e fotogiornalista Emanuele Confortin.

Una selezione di 26 immagini in bianconero per conoscere il Kinnaur, distretto tribale dell’Himalaya indiano, dove sopravvive il culto dei grokch, gli oracoli di villaggio. Un territorio di 80 km di lunghezza per 50 di larghezza, confinante a nord con il distretto di Lahaul e Spiti, a est con il Tibet (Cina), a ovest con la provincia di Shimla, a sud con il Garhwal e a sud-est con le valli del Kullu. Qui l’autore ha condotto un’inchiesta di 7 mesi, divisa in 4 campi, tra il 2003 e il 2019.

L’esposizione “Grokch, esorcisti himalayani” ci accompagna in queste valli remote, dove Confortin ha vissuto con la popolazione locale, partecipando a riti e possessioni. Nei mesi trascorsi sul campo ha ascoltato gli inni sacri al tempio del villaggio; visto ondeggiare le trecce nere dei palanchini processionali delle divinità; bevuto robuste sorsate di rak, il vino rituale, versato dai sacerdoti direttamente nelle sue mani; osservato lo sguardo spiritato dei grokch, gli oracoli del villaggio, durante la trance.

Di questo e altro parlerà Emanuele Confortin nella serata inaugurale, quando condividerà con il pubblico un’esperienza di vita unica che è al contempo un’inchiesta giornalistica approfondita, centrata sui rapidi cambiamenti in atto al confine tra India, Cina e Pakistan. Dopo secoli di isolamento infatti, negli ultimi decenni il Kinnaur ha dovuto fronteggiare le sfide di una modernità incalzante. L’imposizione della monocoltura delle mele è la più evidente. In trent’anni la melocrazia ha imposto nuove logiche economiche, stravolto gli equilibri sociali e sostituito antiche attività agro-pastorali. Le mele hanno portato una ricchezza prima impensabile, tale da mettere in discussione l’identità stessa degli abitanti e trasformando il Kinnaur da terra di diaspora a destinazione per migliaia di migranti, in arrivo dall’India rurale e dal Nepal. La parabola della melocrazia potrebbe però avere vita breve. Colpa della crisi idrica e del riscaldamento globale, evidenti a tal punto da rendere il Kinnaur un modello utile per comprendere gli effetti del cambiamento climatico in Himalaya. Contenuti pubblicati nel saggio “Kinnaur Himalaya, al confine tra ordine e caos” (Antiga Edizioni, 2019) e nel documentario “Kinnaur Himalaya” (febbraio 2020).

L’esposizione di Porto Burci (Contrà dei Burci 27 a Vicenza) è organizzata da Emanuele Confortin con il sostegno di Zeppelin l’altro viaggiare, di Montura Editing e della sezione del CAI Vicenza. La mostra sarà visitabile fino al 4 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 22. Inaugurazione con presentazione di Emanuele Confortin: venerdì 21.02.2020 alle 20. Ingresso libero.

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