25 Marzo Dante700: il Sommo Poeta e Vicenza

Alcuni riferimenti alla nostra città si trovano nell'Inferno e nel Paradiso. Dante è presente anche nel patrimonio dei Musei Civici e in Bertoliana dove si trova il Manoscritto originale della Divina Commedia del 1395

Il 2021 è l'anno del settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d’esilio, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321. Il 25 marzo si terrà il Dantedì. La data è stata scelta perchè riconosciuta dagli studiosi come giorno dell’inizio del viaggio di Dante nell’aldilà e vi aderiscono numerose istituzioni culturali, università e scuole con iniziative rivolte a ricordare il Sommo Poeta e la sua opera in Italia e nel mondo.
Anche se Vicenza non è propriamente una delle "città di Dante" come Firenze, Verona e Ravenna, sono numerosi i vincoli culturali di personaggi e luoghi che legano la nostra città al Poeta e alla sua opera.

Alcuni riferimenti indiretti alla città di Vicenza si trovano nella Commedia nel Canto XV dell'Inferno, che ha come protagonista Brunetto Latini (fu trasmutato d'Arno in Bacchiglione), e nel Canto IX del Paradiso dove Dante incontra Cunizza da Romano che predice una serie di sventure che colpiranno gli abitanti di quei territori (Padova al palude/cangerà l'acqua che Vincenza bagna).

Dante è presente anche nel patrimonio dei Musei Civici e della Biblioteca, come il Manoscritto originale della Divina Commedia conservato in Biblioteca Bertoliana, realizzato nel 1395 a Verona da un amanuense che si firma Bevilacqua, il dipinto "Dante in esilio" di Domenico Peterlin, donato nel 1865 alla Civica Pinacoteca da alcuni cittadini in occasione delle celebrazioni per i 600 anni della nascita di Dante, e il busto di Dante Alighieri inaugurato nel Museo Civico di Vicenza il 24 maggio 1865 e ora conservato a Palazzo San Giacomo.

Dante è stato ed è Poeta molto amato e studiato a Vicenza, come testimoniano le opere di illustri vicentini come Francesco Trissino al quale si deve la stampa della Divina Commedia illustrata dal nobil conte Francesco Trissino, nel 1857, e come Giangiorgio Trissino che riscoprì, tradusse e pubblicò nel 1529 il De vulgari eloquentia, dandone un'interessante interpretazione in riferimento all'uso del volgare. E ancora, Giacomo Zanella durante il suo incarico di direttore del Regio Liceo di Vicenza (ora Liceo Pigafetta) pubblicò un suo primo scritto su Dante (Di due luoghi di Dante sulla passione e lo stile poetico) che raccoglie riflessioni tratte da interventi all'Accademia Olimpica; Sebastiano Rumor scrisse un saggio, Il culto di Dante a Vicenza, nel quale viene presentata la fortuna di Dante a Vicenza.

La notte del 7 aprile dell’anno 1300, nella Settimana Santa, il sommo poeta Dante Alighieri inizia il viaggio nei tre regni ultraterreni di Inferno, Purgatorio e Paradiso. Al ritorno dall’oltretomba descrive, come in un reportage giornalistico, le impressioni provate nell’ascesa che, dagli abissi della terra, lo porta all’empireo. Sono passati più di sette secoli da allora, ma la poesia di Dante è sempre viva e moderna e “sovra quella degli altri poeti come aquila vola”. 

C’è un ammiratore neanche tanto segreto di Dante a Vicenza. È Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio di promozione turistica, Vicenza è. La sua è proprio una passione genuina per Dante, che risale ai giorni della scuola quando il professor Giuseppe Mori gli spiegava la Commedia. 

Per i 700 anni della morte di Dante, che ricorrono quest'anno e che danno lo spunto per ricordare il genio del Poeta e il suo alto contributo alla straordinaria unicità della lingua italiana, l'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza sta lavorando con gli istituti e le associazioni culturali della città per redigere un calendario unitario di iniziative e manifestazioni legate all'approfondimento e alla divulgazione delle tematiche dantesche.
Infatti, pur dovendo affrontare in queste ultime settimane le difficoltà organizzative legate all'emergenza sanitaria di contenimento dell'epidemia, i servizi  culturali e museali del Comune hanno raccolto nei mesi scorsi numerosissime proposte di progetti incentrate sull'importante ricorrenza. L'intento è ora quello di dar vita, in condivisione con le altre realtà culturali del territorio, ad un programma denso e qualificato, per raccontare cosa ha rappresentato e ancora oggi rappresenta l'invenzione linguistica di Dante.

"Con l'avvicinarsi del Dantedì, giornata simbolica che cade il 25 marzo, anche Vicenza, insieme a numerosi altri Comuni d'Italia, ricorderà il grande Poeta - dichiara l'assessore alla cultura Simona Siotto -. Dante Alighieri, simbolo identitario che riconduce noi tutti a riconoscerci attorno a valori comuni, è icona della lingua italiana la cui eredità ha tracciato il nostro orizzonte culturale. Sebbene Vicenza non sia una delle "città di Dante",  è comunque citata in alcuni passi della Divina commedia e conserva nelle sedi del Museo Civico e della Biblioteca Bertoliana alcune opere d'arte che ricordano il Poeta. Ed ecco che anche Vicenza sta elaborando un calendario di iniziative a cui contribuiranno varie realtà culturali cittadine, eventi che per ora si svolgeranno online, come previsto per il contenimento della pandemia, ma che durante l'anno ci auguriamo si possano tenere anche in presenza". 

Su invito dell'assessore alla cultura Simona Siotto, si è costituito un Comitato cittadino per le Celebrazioni di Dante Alighieri a Vicenza, con il compito di selezionare, coordinare e programmare gli eventi, in particolare una volta superata la fase di emergenza della pandemia.
Del Comitato fanno parte il Comune di Vicenza, l'Accademia Olimpica, il  Museo Diocesano di Vicenza, il Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio – Palladio Museum, la Biblioteca civica Bertoliana, la Società "Dante Alighieri" di Vicenza, il Conservatorio di Musica di Vicenza "Arrigo Pedrollo", il Consorzio Vicenzaè e le Gallerie d'Italia di Palazzo Leoni Montanari.

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